Monregalese classe 1912, venne inquadrato nel 4° Reggimento Artiglieria Alpina “Cuneense”, a sua volta inserito nella 4ª Divisione Alpina. Combatté dapprima sul fronte greco e albanese, quindi il 4 gennaio 1943 giunse in Russia e visse sulla propria pelle la celebre e drammatica disfatta della Cuneense. Fatto prigioniero nei pressi di Rossosch il 19 gennaio 1943 e internato per quasi due anni nei campi sovietici, fece ritorno a Mondovì il 24 novembre 1945, dove riprese la sua normale quotidianità civile.
Questa, in breve, la complessa esperienza di vita di Stefano Bonardo, artigliere alpino tra i pochi reduci di Russia, che nella mattinata di oggi, martedì 17 marzo, è tornata a riecheggiare tra le mura della Sala del Consiglio Comunale. Una storia di resilienza e di sopravvivenza divenuta tangibile quando il Gruppo Alpini di Abbiategrasso e, in particolare, il socio Antonio Respighi, che da oltre sedici anni si occupa della restituzione di piastrini militari recuperati in Russia, sono venuti in possesso del piastrino dello stesso Bonardo, purtroppo incompleto ma ancora contenente alcuni dati tra cui il numero del Distretto militare di Mondovì (79).
Da qui, dunque, la ferma volontà di consegnare ai familiari il ricordo dell’alpino, per una consegna ufficiale svoltasi alla presenza di una delegazione della sezione A.N.A. di Mondovì rappresentata, tra gli altri, dal vicepresidente Sergio Camperi. Collegato da remoto anche Antonio Respighi che ha voluto sottolineare come "il lavoro che con mia moglie Gianna e altri soci porto avanti da ormai sedici anni, riveste da sempre un’importanza storica ed etica. Il piastrino di Bonardo in particolare è l’ultimo tra quelli in nostro possesso e la giornata di oggi, quindi, riveste per tutti noi un valore simbolico non indifferente".
"Grazie ai coniugi Respighi e agli amici Alpini di Mondovì e di Abbiategrasso - il commento del sindaco Luca Robaldo - per questo momento così profondo e carico di significato. Quando si parla di Cuneense, un brivido scuote la memoria di ciascuno di noi perché sono troppi i nomi dei caduti che lacrimano dalle lapidi dei nostri paesi e delle nostre piazze. Ecco, allora, che vicende come quella di Stefano Bonardo rendono omaggio a ciò che è stato, celebrando una storia di sopravvivenza e di coraggio che oggi continua grazie alla preziosa testimonianza della figlia Livia e del nipote Alessandro".

"Non possiamo che esprimere i nostri più vivi ringraziamenti agli Alpini di Abbiategrasso, al dott. Respighi e a sua moglie, all’Amministrazione comunale di Mondovì e alla sezione A.N.A. di Mondovì per l’organizzazione di questa celebrazione che chiude il cerchio della drammatica vicenda bellica di Stefano Bonardo» hanno concluso con commozione la figlia Livia e il nipote Alessandro -. Questo piastrino ci restituisce una parte di nostro padre e di nostro nonno, rendendo tangibile il sacrificio compiuto e celebrando così il suo coraggio e la sua voglia di vivere".














