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Al Direttore | 18 marzo 2026, 06:48

Chiusura delle scuole per il referendum: non esistono alternative possibili?

Una cittadina scrive alla sindaca di Cuneo chiedendo se davvero sia necessario sospendere le lezioni per tre giorni e invita a valutare altri spazi per i seggi elettorali

Chiusura delle scuole per il referendum: non esistono alternative possibili?

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata alla prima cittadina del Comune di Cuneo.

Gentile Sindaca,

con la presente desidero esprimere il mio forte disappunto per la prevista chiusura degli edifici scolastici per tre giorni in occasione del prossimo referendum, dovuta all'utilizzo delle scuole come sedi di seggio elettorale.

Comprendo pienamente l'importanza delle consultazioni democratiche e il dovere delle istituzioni di garantire il corretto svolgimento. Tuttavia, la chiusura prolungata delle scuole comporta un significativo disagio per molte famiglie, che si trovano a dover gestire i propri figli per più giorni, spesso dovendo conciliare questa situazione con impegni lavorativi difficilmente modificabili. 

A questo si aggiunge un ulteriore aspetto che ritengo importante sottolineare: la sospensione delle lezioni determina una riduzione delle ore effettive di formazione scolastica per gli studenti. In una fase dell’anno scolastico in cui le attività didattiche sono particolarmente rilevanti per la conclusione dei programmi e per le verifiche finali, la perdita di giorni di scuola rappresenta un elemento di criticità che incide sulla continuità didattica. 

Considerato inoltre che l’anno scolastico si conclude generalmente all’inizio del mese di giugno, appare ancora più evidente come ogni giornata di lezione sottratta in questo periodo abbia un impatto significativo sul percorso formativo degli studenti.

Alla luce di quanto sopra, mi permetto di chiedere se siano state valutate soluzioni alternative per l’allestimento dei seggi elettorali, quali l’utilizzo di altri edifici pubblici (ad esempio palestre comunali, centri civici, sale polivalenti o altri spazi idonei), che consentirebbero di ridurre o evitare l’interruzione delle attività scolastiche.

Sarei grata se l’Amministrazione potesse fornire chiarimenti circa le motivazioni che portano a privilegiare l’utilizzo degli edifici scolastici e se, per il futuro, sia prevista una valutazione di soluzioni organizzative diverse che tengano maggiormente conto delle esigenze delle famiglie e della continuità del percorso educativo degli studenti.

Ringraziando per l’attenzione, resto in attesa di un gentile riscontro.

Federica Tomatis

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