Torniamo a parlare di truffe perché abbiamo ricevuto alcune segnalazioni. Non è una novità, purtroppo.
Le truffe, soprattutto quelle che colpiscono gli anziani, sono frequentissime. Scriverne può contribuire a sventarne qualcuna. O, almeno, è quello che ci auguriamo
La trama non è mai troppo originale: si chiama al fisso di un'abitazione dove vive una persona anziana e le si dice che il o la propria figlia sta molto male e ha bisogno urgente di un farmaco molto costoso. Ci si informa sulla disponibilità immediata di denaro o preziosi e il complice si presenta a casa per farseli consegnare.
Ovviamente il figlio o la figlia, alla richiesta di poterci parlare, risponde dall'ospedale, invoca la mamma con voce debolissima, come fosse in punto di morte. L'unica speranza sta in quel farmaco carissimo, reperibile solo all'estero.
Possibile che si possa cadere in queste truffe? Sì, è possibile e purtroppo frequente. E chi truffa sa cosa dire e come.
Questo fatto è accaduto di recente alla madre di una nostra lettrice, che ci ha chiesto di scriverne per informare quante più persone possibile.
Le truffe rappresentano una quota significativa dei delitti contro il patrimonio, soprattutto nella nostra provincia. Accanto ai raggiri tradizionali, come i falsi tecnici o i sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine che si presentano alla porta di casa, si è consolidata una nuova frontiera: quella telefonica e digitale.
Come conferma questo episodio, sono sempre più frequenti le chiamate che segnalano finti incidenti a parenti, oppure i contatti che simulano comunicazioni ufficiali di banche o enti pubblici, con l’obiettivo di ottenere dati sensibili o denaro.
Gli anziani sono i soggetti più vulnerabili.
E l'impegno, per le forze dell'ordine ma anche per i mezzi di comunicazione, deve essere quello di continuare a informare, prevenire e proteggere, in un contesto in cui la truffa non suona più soltanto alla porta, ma passa sempre più spesso attraverso uno schermo o una telefonata.














