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Eventi | 20 marzo 2026, 15:12

"Quando arrivò Pippi": l'incontro dedicato a Donatella Ziliotto [VIDEO]

Presso lo Spazio Incontri della Fondazione CRC, un dialogo sul coraggio editoriale che portò Astrid Lindgren nelle librerie italiane

"Quando arrivò Pippi": l'incontro dedicato a Donatella Ziliotto [VIDEO]

Si è tenuto ieri, giovedì 19 marzo, presso lo Spazio Incontri della Fondazione CRC l'ultimo degli eventi collaterali della mostra "Astrid Lindgren e la forza dei bambini. 80 anni di Pippi Calzelunghe": un incontro speciale dedicato a Donatella Ziliotto, la figura che per prima ebbe l'intuizione e il coraggio di portare nelle librerie italiane quel "terremoto" di libertà che è Pippi Calzelunghe.

L'appuntamento, dal titolo "Quando arrivò Pippi. Il ruolo di Donatella Ziliotto nell'approdo in Italia di Astrid Lindgren", ha visto un dialogo d'eccezione tra Ilaria Mattioni, docente di Storia dell'educazione e della letteratura per l'infanzia presso l'Università degli Studi di Torino, autrice di libri per ragazzi e vincitrice del Premio Campiello Junior 2025, e Martina Forti, storica dell'arte, scrittrice e sceneggiatrice di programmi televisivi per ragazzi, nonché figlia di Donatella Ziliotto. Un incontro intimo e professionale al tempo stesso, che ha restituito al pubblico il ritratto di una donna e di un'epoca straordinarie.

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Se oggi Pippi Calzelunghe è un punto di riferimento per generazioni di lettori italiani, lo dobbiamo alla lungimiranza di Donatella Ziliotto. Durante l'incontro, le due relatrici hanno ripercorso l'avvio della storia editoriale del personaggio in Italia, concentrandosi sul periodo in cui Ziliotto lavorava presso la casa editrice Vallecchi. È stata proprio Martina Forti a ricostruire, con parole cariche di affetto e ammirazione, la storia straordinaria di sua madre: "Pippi arriva in Italia nel 1958 grazie a mia madre, che a soli 26 anni fonda tre collane per ragazzi. La più importante è il Martin Pescatore, il cui motto era 'i classici di domani'. Mia madre, nonostante l'età giovane, aveva le idee molto chiare: voleva portare in Italia il meglio della letteratura internazionale per l'infanzia e soprattutto scostarsi dalla letteratura che era venuta prima, sempre didattica, moralistica, un po' troppo da libro Cuore, di buoni sentimenti, rivolta ai bambini come se fossero tanti piccoli adulti."

Un'intuizione che nacque da un ricordo d'infanzia. Forti ha raccontato come sua madre, appassionata fin da piccola della serie 'Bibi, una bimba del nord' della scrittrice danese Karin Michaelis, partì per la Danimarca in cerca dell'autrice, solo per scoprire che era fuggita negli Stati Uniti durante la guerra. Fu lì che qualcuno le parlò di una bambina svedese simile a Bibi: libera, indipendente, che aveva girato tutta la Danimarca in treno da sola. Si chiamava Pippi.

"Mia madre va in Svezia, va in cerca di Astrid Lindgren, arriva a Vimmerby, questo paesino della Svezia rurale, e Astrid Lindgren viveva in una fattoria. Cerca per tutto il paese e non la trova. Alla fine, esausta, si appoggia a una staccionata e chiede a una contadina che sta spaccando la legna: 'Mi sa dire dove trovo Astrid Lindgren?' E lei risponde: 'Sono io. Sono forte come Pippi, ma so anche scrivere.'"

Da quell'incontro nacque prima di tutto un'amicizia, fondata su una visione dell'infanzia profondamente condivisa: quella di un'infanzia in cui il bambino viene trattato come bambino, a cui viene restituita dignità e libertà. Fu Astrid Lindgren stessa a dire a Donatella Ziliotto: "Porta Pippi in Italia."

A contestualizzare la portata rivoluzionaria di Pippi Calzelunghe è intervenuta Ilaria Mattioni, che ha ricordato come il percorso editoriale del libro non sia stato affatto semplice e lineare, nonostante il successo mondiale che avrebbe poi registrato: "In realtà la Lindgren ha faticato un po' a trovare un editore, perché per i tempi era troppo avanti, troppo moderna. Soprattutto un personaggio femminile così dirompente, anticonvenzionale, anticonformista: gli editori non erano ancora pronti ad accogliere il suo libro."

Mattioni ha poi affrontato il tema della traduzione, sottolineando come la fedeltà al testo originale sia fondamentale, e come il confronto diretto con l'autore o l'autrice renda il lavoro del traduttore più ricco e autentico. Nel caso della Lindgren, non sempre le traduzioni nelle diverse lingue hanno rispettato pienamente lo spirito del testo, cercando talvolta di adattarlo ai contesti nazionali di arrivo. Eppure, come ha osservato Mattioni, Pippi è sopravvissuta indenne a tutto: "Il personaggio di Pippi arriva comunque, perché è talmente potente che nessuna traduzione è riuscita a scalfirla. È talmente anticonvenzionale alla base che anche il cercare di sminuirne un po' questa parte non ha avuto esito: i lettori l'hanno percepita pienamente, così come doveva arrivare."

Non fu però un'impresa semplice nemmeno per Donatella Ziliotto. Come ha ricordato Forti, sua madre non conosceva lo svedese, ma teneva moltissimo a preservare il tono autentico del romanzo, ricco di espressioni dialettali e popolari che Lindgren aveva assorbito dai racconti di suo padre. La soluzione arrivò grazie a Annuska Palme Sanavio, autrice teatrale italiana che viveva in Svezia, con la quale Ziliotto realizzò una traduzione laboriosa e appassionata. "Lei ci teneva a mantenere intatto il linguaggio di Pippi - ha spiegato Forti -, che è molto istintivo, molto semplice, pieno di giochi di parole. Ad esempio, le moltiplicazioni diventano "mortificazioni": bisognava trovare un equivalente italiano che non snaturasse lo svedese."

L'evento ha chiuso in bellezza il ciclo di appuntamenti nati attorno alla mostra "Astrid Lindgren e la forza dei bambini. 80 anni di Pippi Calzelunghe", inaugurata il 2 ottobre 2025 presso lo Spazio Innov@zione di Cuneo, che ha celebrato l'icona della letteratura svedese e la sua straordinaria capacità di parlare al cuore dell'infanzia.

Il progetto

La mostra e gli eventi collaterali sono stati resi possibili grazie alla sinergia tra CRC Innova, che ha sostenuto l'intero progetto, e l'Associazione culturale CUADRI ETS, che ne ha curato l'organizzazione. Il progetto espositivo ha visto anche la collaborazione dell'Ambasciata di Svezia a Roma, di Adriano Salani Editore, DeA Planeta e Paper Play, ed è stato realizzato con il contributo di Fondazione CRC e il sostegno di Generali Assicurazione Agenzia Generali di Cuneo, A.C.D.A., Bottero e Tesi Square. La mostra si avvale inoltre del patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Cuneo e del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi di Torino.

redazione

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