Chiusa dal 2012, quando la scure dell’allora governatore Roberto Cota si abbatté su diverse linee ferroviarie piemontesi considerate rami secchi, la Cuneo-Mondovì torna ciclicamente al centro del dibattito politico locale.
L’ultima occasione è stata l’interpellanza presentata da Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) nel consiglio comunale di marzo, che ha riportato l’attenzione non solo sulla possibile riattivazione della linea, ma anche sullo stato di degrado della stazione ferroviaria di Cuneo e sui lavori di adeguamento più volte annunciati da Rfi e mai avviati. Sullo sfondo, una data simbolica: il 2028, quando ricorrerà il centenario della Cuneo-Ventimiglia-Nizza.
“Non stiamo più a elencare ordini del giorno, interpellanze e mozioni presentate per sollecitare questi temi”, ha esordito Bongiovanni, sottolineando come sulla riattivazione della Cuneo-Mondovì si attendano “azioni concrete dei sindaci, in particolare del sindaco di Mondovì Luca Robaldo, in tripla veste, e della nostra sindaca”.
Il consigliere ha poi evidenziato la mancanza di aggiornamenti sui tavoli con la Regione e la necessità di intervenire sulla linea: “Vogliamo sapere notizie aggiornate e urgenti riguardo alla pulizia lungo la Cuneo-Mondovì per poterla rimettere in esercizio e tornare ad avere un collegamento con il Monregalese, il Cebano e la vicina Liguria”.

Il tema si è poi spostato sulla stazione ferroviaria del capoluogo, dove i lavori annunciati continuano a slittare. “Ci sono state forse di nuovo risposte vaghe, nessun cronoprogramma, ma l’ennesima promessa di finire entro il 2026. Noi non siamo più tanto fiduciosi”, ha aggiunto Bongiovanni, ricordando anche l’impegno dei comitati locali e delle associazioni di pendolari.

Il consigliere ha quindi richiamato le scadenze simboliche: “Il 30 ottobre 2028 la Cuneo-Nizza compirà cento anni, mentre il 30 novembre 2027 saranno novant’anni dall’inaugurazione della nostra stazione. Si faccia in modo che ci siano tempi certi e non le solite promesse”.
Sul tema è intervenuto anche Paolo Armellini (Indipendenti), che ha sottolineato il valore strategico del 2028 per il territorio: “Per preparare un dossier significativo siamo già in ritardo, ma proviamoci. Manca poco meno di due anni”. Armellini ha rilanciato l’idea di valorizzare la ferrovia Cuneo-Nizza in un contesto più ampio di collaborazione internazionale, ricordando anche il possibile coinvolgimento del presidente della Repubblica: “Il 2028, ultimo anno della presidenza Mattarella, potrebbe vedere la sua presenza ai festeggiamenti del centenario”.

Sostegno all’interpellanza anche dalla consigliera Santina Isoardi (Pd), che ha parlato di “questione di dignità del territorio”. Isoardi ha evidenziato come i lavori di adeguamento alle normative europee, previsti dal 2017 e poi rinviati al 2025, non abbiano ancora una data certa: “I cittadini non possono più accettare risposte vaghe mentre le infrastrutture degradano e le barriere architettoniche restano inalterate. Cuneo deve tornare a essere un nodo ferroviario efficiente, non un puntino sulla carta dimenticato dalle Ferrovie”.

Più pragmatico l’intervento di Franco Civallero (Forza Italia), che ha ribadito l’utilità della riattivazione della Cuneo-Mondovì per ridurre il traffico stradale, ma ha anche raccontato un episodio legato alla Cuneo-Nizza. “Ho provato a organizzare un viaggio in treno fino a Nizza, c’era grande disponibilità, ma mi hanno bloccato tutto perché non è possibile che un treno italiano attraversi il confine senza far scendere i passeggeri. Alla fine abbiamo dovuto noleggiare dei pulmini. Vi rendete conto? Parliamo di unione tra Cuneo e Nizza e non riusciamo a organizzare un treno”.

In risposta, il vicesindaco Luca Serale ha invitato alla collaborazione istituzionale: “Su questo tema facciamo tutti squadra. Dobbiamo muoverci insieme, anche con chi ha maggiori contatti con la Regione”.

Serale ha poi indicato come vera priorità il raddoppio della Cuneo-Fossano, definendolo “il tema con la T maiuscola”, ma ha anche confermato le difficoltà sui lavori della stazione. “I lavori erano previsti nel 2017, rinviati al 2025 e ad oggi non sono mai stati attuati. L’ultimo riscontro, venerdì 20 marzo, è che non sono ancora state presentate pratiche urbanistiche. Questo non ci fa pensare a un avvio imminente”.
Nonostante i ritardi, l’amministrazione guarda al 2028 come a una possibile leva per accelerare gli interventi. “Il compleanno del 2028 deve essere posto come obiettivo - ha concluso Serale - per realizzare interventi in una delle zone più belle della città”.














