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Attualità | 26 marzo 2026, 12:17

"Chiediamo che la salvezza dei cedri di piazza Europa sia messa nero su bianco"

Lo scrive l'associazione "Di piazza in piazza", ribadendo la convinzione che la piazza sia da riqualificare, ma salvaguardando gli alberi

"Chiediamo che la salvezza dei cedri di piazza Europa sia messa nero su bianco"

Su piazza Europa la questione non è ancora chiusa. Un terreno di scontro non solo tra maggioranza e opposizione all'interno del Consiglio comunale di Cuneo, ma anche tra una parte dei cittadini e l'amministrazione. 

Non ci stanno a passare per quelli che hanno tolto un'opportunità importante alla città. In particolare, non ci sta l'associazione Di Piazza in Piazza, che ripercorre i fatti più e meno recenti sulla vicenda della piazza e dei suoi cedri, ricordando che tutti quelli che vivono in quella zona vogliono la riqualificazione dell'area, che contempli però la salvaguardia degli alberi che da settant'anni la dominano. 

Riportiamo l'intervento dell'associazione

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La Sindaca ha sostenuto che i tempi per il progetto non sono maturi, che è difficile portare a termine la riqualificazione della piazza con l’abbattimento dei cedri e che è impossibile procedere ad una nuova progettazione con le piante. 

Ci permettiamo di ricordare alla Sindaca tutto il tempo perso inseguendo prima la fallimentare idea dei box, che non hanno trovato né costruttori né acquirenti, e poi continuando a liquidare con un semplice “Non sappiamo che cosa dirvi” le nostre proposte di abbandonare le vie legali trovando un accordo, che permettesse di riqualificare la piazza, mantenendo i cedri. 

E il tempo la Sindaca continua a perderlo anche ora, quando basterebbe aprire un tavolo, con tutti gli interessati, e accordarci su che cosa mantenere e che cosa cambiare. 

A tal proposito ricordiamo che il Consiglio di Stato, nella sua prima ordinanza di ottobre, aveva chiaramente scritto che il progetto comportava una “violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, ben potendo il Comune valutare una progettazione alternativa che preveda la necessaria salvaguardia dei cedri”. 

Ma evidentemente è stato più semplice per l’amministrazione trincerarsi dietro un “non c’è tempo” e poterci così accusare di far perdere finanziamenti alla città. 

Ma la parte più fantasiosa di quanto affermato dalla prima cittadina in questi giorni riguarda la “pacificazione fra coloro che vorrebbero una piazza rinnovata e chi invece la vorrebbe mantenere così com’è”.

Ci chiediamo quando e dove la Sindaca abbia visto, incontrato o parlato con coloro che vogliono la piazza così com’è, cioè sporca, con la fontana chiusa trasformata in acquitrino, con le pietre sbeccate e i blocchetti di porfido mancanti, gli arbusti secchi e le aiuole senza terra. Una situazione creata ad arte per far passare piazza Europa come un’area degradata? Chissà. 

Resta il fatto che la contrapposizione di cui parla la Sindaca è totalmente inventata. Noi abbiamo sempre gridato ai quattro venti che piazza Europa deve essere migliorata: ma evidentemente i venti non entrano in Comune. C’è stato poi chi, come il consigliere Vincenzo Pellegrino durante l’ultimo Consiglio Comunale ma anche parte della stampa, ha provato a far passare l’idea che l’abbattimento sia stato fermato per questioni burocratiche. 

Affermazioni svilenti che non tengono conto di due fatti fondamentali: la grande partecipazione civica che si è creata in difesa dei cedri, e che ha permesso di sventare l’ormai famigerato blitz notturno del 23 febbraio; e il fatto che il Consiglio di Stato, non una ma ben due volte, abbia sospeso gli abbattimenti, demolendo il progetto del Comune e dichiarandolo “manifestamente irrazionale” oltre che in contrasto con l’articolo nove della Costituzione, che tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”.

Proprio quelle “future generazioni” che il consigliere Pellegrino e la Sindaca, durante l’ultimo Consiglio Comunale, hanno indicato come principali destinatari del loro sciagurato progetto. Che piazza Europa debba essere riqualificata anche guardando ai giovani è una linea che condividiamo. Ma, proprio per questo, la riqualificazione va fatta tenendo come caposaldo quanto diciamo non noi, ma la Costituzione. E i cedri, con tutti i benefici, ecosistemici e non solo, connessi alla loro presenza devono essere il punto di partenza. 

Riqualificare non vuol dire radere tutto al suolo, ma partire da quanto di bello e buono già c’è. 

In questo senso siamo disponibili fin da subito ad aprire un tavolo per confrontarci e dialogare in maniera seria e leale. 

Rimaniamo altresì in attesa che alle parole di questi giorni circa la salvezza dei cedri seguano i fatti e i documenti scritti e firmati: dopo le numerose omissioni dell’amministrazione sulla questione siamo fiduciosi che la nostra diffidenza verrà compresa.

Barbara Simonelli

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