Cascina Vecchia di Cuneo rinascerà con un bando a “maglie larghe”, quindi flessibile, con una “concessione di valorizzazione”. E' quanto emerso dagli assessori all'Urbanizzazione, Alessandro Spedale, e alla Cultura Cristina Clerico hanno illustrato nel corso dell'ultima seduta congiunta delle II e VI Commissione, lunedì 30 marzo.
Sulla procedura della “concessione di valorizzazione” i consiglieri di minoranza avevano già richiesto in precedenza maggiore tempo per approfondirne gli aspetti, ma anche in questa sede non sono mancate alcune scetticità su scadenze, costi e prospettive.
Lo studio puntuale eseguito dal settore Patrimonio ha voluto trovare la soluzione più probabile e percorribile per restituire un bene alla città. La struttura, infatti, è stata sottoposta a un intervento di recupero con finanziamenti pubblici per cui ora necessita di un passaggio finale per la messa in funzione.
Restano però alcune perplessità circa la procedura scelta. I rappresentanti delle minoranze hanno espresso forti dubbi sulla sostenibilità economica dell'operazione e sul rischio di un bando deserto.
Il consigliere Boselli (Indipendenti) chiede tempistiche concrete sulla pubblicazione del bando ed esprime forte scetticismo, teme che i costi (600k€ di investimento + canone affitto) siano troppo alti per i privati, col rischio che il bando vada deserto. “Strumento interessante – ha sostenuto - adottato anche da altri Comuni, ma che per i costi oggettivi impegnativi potrebbe non andare in porto e andare deserto. Forse vagliare parametri alternativi potrebbero avere più successo? Si rischia di avere un bene vuoto per lungo tempo.” Ma il punto più critico è: “Cosa accadrebbe se il bando fallisse, il Comune dovrebbe restituire i finanziamenti ricevuti (circa 2,5 milioni di euro), da dove si prendono gli oltre 600mila euro?”.
Con l'occasione ha inoltre richiesto un nuovo sopralluogo per verificare lo stato attuale dell'immobile, siccome l'ultimo risale a giugno o luglio dello scorso anno.
Non troppo distante la posizione del consigliere Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni). “Da 8 anni – ha detto - manifesto un "amichevole dissenso", perché il Comune non esercita un ruolo di indirizzo dominante, lasciando troppa iniziativa al privato su un bene di altissimo valore storico, raro a livello europeo”. Teme che gli aspetti economici condizionino negativamente il valore culturale e formativo del luogo. “Il Comune - ha concluso - non interpreta il proprio ruolo da protagonista, nn a caso ci sono stati una serie di rallentamenti nelle convenzioni che rischiano di non arrivare a obiettivo”.
Il consigliere Civallero (Forza Italia) interviene da imprenditore, definendo la parte storica vincolata come una possibile "palla al piede" per un investitore, poiché difficile da rendere produttiva rispetto alla parte più moderna a sud. Suggerisce che dividere le due parti (commerciale quindi redditizia e la storica vincolata) avrebbe reso l'investimento più appetibile.
Anche il consigliere Bongiovanni (Cuneo Mia) chiede la data di scadenza prevista per il bando e di poter visionare non solo il bando ma anche la bozza di contratto, citando precedenti negativi come Tettoia Vinaj e Apcoa, per evitare futuri contenziosi o brutte figure per l'Amministrazione.
Le risposte
L'assessora Clerico risponde a Boselli parlando di “obbligazione di mezzi e non di risultato”. Ammette che non c'è garanzia di successo ma che la procedura scelta è la più aperta possibile. Conferma che il co-finanziamento da 600k era già previsto dal bando periferie del 2016. Crede molto nel potenziale del contratto di partenariato pubblico-privato, che si presta meglio a situazioni articolate come nel caso specifico. Rispondendo a Civallero ha spiegato poi come il pensiero sia stato proprio quello di unire la tutela storica alla produttività nel nome della valorizzazione. “Quando si intraprendono progetti così ambiziosi ci assumiamo anche il rischio che qualcosa possa andare male” ha chiarito in conclusione.
Sull'accesso al bando e al contratto è l'architetto Bertola a precisa che, “per legge e trasparenza, non è possibile condividere la bozza del bando o del contratto con i consiglieri prima della pubblicazione ufficiale”.
A maggio la pubblicazione del bando
All'assessore Spedale la conclusione dei lavori di commissione annunciando che “il bando sarà pubblicato a maggio e resterà aperto per circa due mesi per dare tempo ai privati di presentare offerte complesse”.














