Sabato 18 aprile alle 17.30 il Comune di Priero inaugura la Casa della Fotografia, un nuovo polo culturale concepito come spazio ibrido tra museo, archivio, riqualificazione di una casa storica e centro espositivo.
L’apertura presenterà al pubblico un progetto che interpreta la fotografia non solo come strumento di documentazione, ma come materia viva, capace di generare nuove narrazioni e connessioni tra passato e presente.
IMMAGINI, LEGAMI E FUTURO – IN MOSTRA DAL 18 APRILE AL 30 SETTEMBRE 2026
Il percorso espositivo inaugurale nasce dal dialogo tra memoria storica e ricerca contemporanea. Cuore della collezione sono le immagini dell’Archivio Fotografico Alladio, generosamente donato al Comune di Priero, che trovano nuova valorizzazione attraverso un allestimento museale di alta qualità. A queste si affiancano gli interventi dell’artista Maurizio Sapia, che, in linea con la visione della struttura, presenta installazioni site specific e lavori multimediali, contribuendo a costruire un’esperienza immersiva e dinamica. Si tratta di un percorso non soltanto cronologico, ma anche tematico, che consenta ai visitatori di muoversi con fluidità tra la memoria delle stampe d’epoca e le possibilità espressive delle tecnologie contemporanee. L’allestimento è ospitato all’interno di una tipica casa storica del centro di Priero, donata al Comune dalla famiglia Alladio e recuperata nel rispetto degli ambienti originari. Come afferma Orhan Pamuk: “Il futuro dei musei è nelle nostre case”.
L’esposizione “Immagini, legami e futuro” sarà visitabile presso la Casa della Fotografia di Priero, in via Roma, fino al 30 settembre 2026. Tutte le domeniche e i festivi, dalle ore 10.00 alle 17.00, con prenotazione obbligatoria al numero +39 3409379581 oppure su prieroturismo.it.
“FLOP” – SPETTACOLO TEATRALE A CURA DI TEATRO DELLA CADUTA
La programmazione prosegue domenica 19 aprile, giornata in cui la Casa della Fotografia sarà aperta alle visite e che vedrà, alle ore 18.30 presso il Teatro Confraternita, la presentazione di “FLOP”, uno spettacolo a cura di Teatro della Caduta. Si tratta di un progetto comico, imprevedibile e volutamente disorganizzato, che celebra tutto ciò che non funziona, offrendo uno sguardo ironico su un presente attraversato da populismi, nuove tecnologie e intelligenza artificiale. Attraverso le voci di cinque interpreti – Stefano Gorno, Emanuela Currao, Hannah Croft, Stefano Dell’Accio e Francesco Giorda – lo spettacolo esplora le fragilità e le contraddizioni di un mondo sempre più complesso, ribadendo come, in fondo, ridere di ciò che non funziona resti l’unica cosa che funziona davvero sempre.




















