Inaugurata il 19 dicembre scorso, dopo il restauro, la statua di Silvio Pellico, è tornata a far parte della vita cittadina, presenza fissa dal 1873, da quando grazie ad un bando promosso dal Comune era stata eretta, plasmata dallo scultore Silvestro Simonetta, voluta come gesto di riconoscenza e di orgoglio per l’illustre concittadino autore de Le mie prigioni.

L’intervento è stato finanziato dal Rotary Saluzzo, sotto la presidenza di Silvio Tavella, voluto come dono alla città, per il grande valore storico e affettivo del monumento, ma anche per quello simbolico di testimone per i giovani dell’importanza del privilegio di godere della libertà di idee e opinioni: filosofia del sodalizio.
L’iter dei lavori eseguiti dalla restauratrice Sira Bovo e da Walter Vacchetta è stata presentato nella conviviale all’Interno Due, aperta dall’attuale presidente Luigi Giulini Richard.
Un intervento non solo di pulitura e manutenzione, ma di vero e proprio restauro e di mantenimento della memoria. Preliminari sono stati l'analisi storica e lo studio dei documenti per una conoscenza approfondita dell’opera e dei materiali: marmo di Carrara per la statua realizzata dal famoso scultore ottocentesco, pietra di Frabosa per il basamento costruito da un maestro della pietra.

Tra le curiosità anche lo spostamento (avvenuto nel 1939) della statua posizionata ( in piazza Vineis) non lontano da casa Pellico, perpendicolarmente alla via dove nacque e che fu arretrata di alcuni metri in relazione al nuovo assetto viario della città e al rifacimento dei giardini.
Negli stessi anni, informa Sira Bovo, fu spostata anche la statua di Giambattista Bodoni, prima accanto al Duomo, poi in piazza Dante, dove è attualmente, di fronte all’ospedale.
La movimentazione della statua, operazione complessa che oggi richiede tecnologie avanzate, fu allora roccambolesca, affidata al braccio di argano: potrebbe essere un’ipotesi delle cause delle fessurazioni al basamento della statua trovate durante il restauro, per le quali fu necessaria una valutazione tecnica insieme alla Soprintendenza per poter riparare il danno.
L’operazione è stata finanziata dal Rotary Saluzzo con un contributo di 15 mila euro, mentre gli interventi legati al problema strutturale hanno avuto il sostegno del Comune, con uno stanziamento aggiuntivo di circa 3.500 euro. Lo ha ricordato l’assessora ai lavori pubblici Francesca Neberti, con il grazie al sodalizio anche per altri interventi in città di attenzione e cura. Ringraziamento che si è legato a quello dei restauratori, per sottolineare il valore di questa restituzione e l'importanza di porre attenzione ai monumenti cittadini, memoria di una comunità.
"L'opera esposta all'aperto sarà soggetta inevitabilmente a nuovo degrado e la manutenzione, - aggiunge Sira Bovo - come sempre nel restauro, è vitale nel mantenere le opere e gli stessi interventi fatti.
E' stato emozionante, da saluzzese, lavorare a vis a vis sul monumento di Silvio Pellico, dove lo scalpello dello scultore Simonetta è stato molto preciso e abile nei particolari. Lo mostrano le pieghe dell’abito e quella dei pantaloni, la suola delle scarpe, la sezione molto bella del pezzo di cappotto che Pellico tiene in mano, i bottoni e le asole del doppiopetto che sembrano cucite a mano".














