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Politica | 20 aprile 2026, 16:55

Valle Gesso, l'allarme del sindaco Giordana: “Aste deserte e stop ai ripopolamenti, così la pesca muore”

Il primo cittadino di Valdieri sollecita Regione e Provincia: “Servono studi immediati sulle specie autoctone e meno burocrazia sulle immissioni per salvare il turismo montano”

In foto il sindaco di Valdieri Guido Giordana

In foto il sindaco di Valdieri Guido Giordana

Aste deserte e immissioni delle trote, un nodo critico in valle Gesso. Il sindaco di Valdieri Guido Giordana lo riporta all'attenzione tra analisi e appelli a Regione e Provincia affinché si conducano gli studi necessari per far riprendere il settore della pesca, proficuo nelle zone montane.

Per la seconda volta – dichiara Giordana -, delle sei aste per le riserve di pesca quattro sono andate deserte. Il problema centrale è l'impossibilità di effettuare le immissioni di trote, una questione sentita su tutto il territorio che sta danneggiando il settore”.

La distinzione tra zone libere e a protezione speciale di conservazione

Per comprendere la complessità della materia è bene conoscere la distinzione fondamentale delle diverse restrizioni: le zone libere sono gestite dalla Provincia, mentre le zone SIC (Sito di Importanza Comunitaria) - ZPS (Zona di Protezione Speciale di conservazione) sono gestite dall'Ente Parco delle Aree Protette delle Alpi Marittime e, di conseguenza, dalla Regione Piemonte. Nello specifico in valle Gesso sono presenti circa dieci riserve di questo tipo. 

La Provincia, a seguito di una valutazione del rischio – spiega Giordana - , permette l'immissione solo di trota iridea sterile poiché non è considerata una razza autoctona. Tuttavia, questa soluzione presenta due grandi ostacoli: ha costi elevatissimi (più del doppio dell'iridea normale) ed è difficilmente reperibile sul mercato. Si sarebbe potuto semplificare - suggerisce - permettendo l'uso di iridee femmine non sterili, che costano meno della metà, si trovano facilmente e comunque non si riproducono in natura”.

Nelle zone SIC/ZPS (Regione/Parco), come detto, è attualmente vietata l'immissione di qualsiasi tipo di trota diventando uno stallo invalicabile secondo Giordana. “Questo blocco – precisa - dura da circa 3-4 anni perché manca uno studio specifico che dichiari quale trota autoctona (come la marmorata o la salmo ghigii) possa essere immessa”.

Il paradosso normativo e il "Milleproroghe"

In passato – aggiunge Giordana - si procedeva con deroghe contenute nel decreto 'Milleproroghe', ottenuto anche grazie all'impegno del senatore Bergesio, che permettevano l'immissione di trote fario, iridee e marmorate per dare "ossigeno" al settore. Ma, a Cuneo, la valutazione del rischio della Provincia risulta essere più restrittiva e blocca queste operazioni, a differenza di altre province che, non avendo fatto tale valutazione, possono sfruttare il Milleproroghe per ripopolare i fiumi”.

Una scelta dalle conseguenze economiche considerevoli su turismo e relativo indotto per zone montane vocate alla pesca come la valle Gesso.

Il blocco della pesca sta causando un grave dannoanalizza il sindaco di Valdieriai Comuni, per la perdita di introiti dalle aste ed erariale se si abbassano troppo i prezzi delle

riserve per renderle appetibili, e al settore del turismo e commercio locali per il calo drastico dei pescatori. Anche a Valdieri c'è una ditta che alleva trote, l'ex incubatoio della Provincia: una realtà che va sostenuta e che invece, in questo scenario, rischia di essere penalizzata. I danni economici colpiscono i negozi di articoli da pesca, bar, ristoranti, B&B e alberghi” .

L'appello

Di qui l'appello a Provincia e Regione: “Chiedo alla Regione Piemonteconclude Giordana - che stanzi i fondi necessari per i monitoraggi e completi lo studio nel più breve tempo possibile e alla Provincia di fare la sua parte per le zone libere. L'obiettivo degli amministratori locali è trovare una "parola fine" e identificare una qualità di trota da immettere per far ripartire un settore proficuo per l'economia montana. Tutti i giorni noi amministratori facciamo uno studio per cercare soluzioni per far sopravvivere le attività nel nostro territorio e come dare maggiori servizi ai nostri concittadini, quindi si impegnino anche le altre Amministrazioni a far sì che il nostro territorio non muoia,con azioni concrete e non promesse inevase. Da soli non bastiamo. Si venga incontro al territorio, se no subiamo un danno”.

Sara Aschero

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