La Vespa ha compiuto ottant'anni, ma sembra nata ieri, per quella sua vocazione ad accompagnare intere generazioni di giovani verso l’età adulta.
Il brevetto fu depositato il 23 aprile del 1946 e da allora quasi 20 milioni di esemplari hanno percorso le strade dei 5 continenti, trasformando uno scooter in un vero fenomeno di costume e mobilità, capace di raccontare uno stile ed una filosofia di vita. Ed è proprio questo a renderla unica.
Nata dalla ricostruzione industriale del dopoguerra e dall'intuizione di Enrico Piaggio, la Vespa rappresentò una soluzione semplice e accessibile per la mobilità individuale di un Paese che usciva dal conflitto.
Il progetto dell'ingegnere aeronautico Corradino D'Ascanio introdusse innovazioni tecniche decisive, come la scocca portante e una posizione di guida più comoda e protettiva, elementi che contribuirono al successo del modello fin dagli anni Cinquanta.
Non è semplicemente uno scooter, ma “lo” scooter. Nel tempo la Vespa è diventata molto più di un mezzo di trasporto: ha accompagnato la crescita economica e sociale di intere generazioni, entrando nel cinema, nella musica e nell'immaginario collettivo. Chi non ricorda la bellissima Audrey Hepburn e l’affascinante Gregory Peck che attraversano la Città Eterna in sella a questo veicolo?
I Vespa Club raccontano l’evoluzione senza fine di questo pezzo d’Italia, sopravvissuto a crisi e mode, rimanendo sempre fedele al concetto originale. Una storia celebrata anche a Bra dal Vespa Club La Zizzola, attraverso il monumento collocato nella rotonda vicino al Mercatò Big, in via don Orione. Segno che la Vespa è stata un oggetto di culto e lo è ancora oggi.














