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Attualità | 29 maggio 2026, 19:15

Alba prepara la seconda fase del piano casa: verso una rete stabile e un Ufficio Casa rafforzato

Dopo lo studio presentato in Commissione, il Comune lavora alla costruzione di strumenti operativi e forme di coordinamento permanente tra enti, servizi e territorio

Alba prepara la seconda fase del piano casa: verso una rete stabile e un Ufficio Casa rafforzato

La parte più difficile, probabilmente, inizia adesso. Dopo mesi di raccolta dati, analisi territoriali e confronto tecnico, il Comune di Alba si prepara infatti a entrare nella seconda fase del percorso avviato sul tema dell’abitare, provando a trasformare lo studio presentato in Commissione in strumenti operativi e forme di coordinamento stabile tra enti, servizi e territorio.

Lo studio elaborato da LAB.IN.S. aveva restituito un quadro molto netto: Alba continua a essere una città attrattiva e dinamica dal punto di vista economico, ma sempre meno accessibile sul piano abitativo per lavoratori, giovani famiglie e fasce intermedie della popolazione.

“La casa non è più soltanto un tema socio-assistenziale”, osserva l'assessora alle Politiche Sociali Donatella Croce. “Sta diventando una questione strategica che riguarda il lavoro, l’economia, la capacità di trattenere persone sul territorio e la tenuta stessa della comunità”.

Per questo motivo il Comune sta ora lavorando soprattutto sulla costruzione di una rete stabile di confronto e programmazione, coinvolgendo soggetti diversi: enti pubblici, realtà del terzo settore, associazioni di categoria interessate ad attrarre manodopera.

Il tema, spiegano dal Comune, non riguarda soltanto l’accoglienza temporanea, ma anche la necessità di evitare situazioni di marginalità e precarietà abitativa.

“Non vogliamo inseguire soltanto l’urgenza del momento”, osserva l’assessora. “Serve una programmazione che tenga insieme accoglienza, lavoro, welfare e sostenibilità”.

Da qui nasce anche il lavoro avviato sui tavoli territoriali e sulle forme di coordinamento stabile tra enti, servizi sociali, terzo settore e soggetti coinvolti nella gestione delle criticità abitative.

Nel percorso di seconda fase, il Comune starebbe inoltre valutando la possibilità di potenziare l'Ufficio casa, pensato come punto di riferimento stabile per cittadini, operatori e realtà del territorio.

Non soltanto uno sportello amministrativo, ma uno spazio capace di accompagnare le politiche abitative, leggere i bisogni emergenti e coordinare strumenti oggi spesso frammentati.

“Quello che emerge con chiarezza”, sottolinea Croce, “è che nessun soggetto può affrontare da solo una questione così complessa. Serve un lavoro condiviso e continuativo”.

La sensazione emersa negli ultimi mesi è che Alba si trovi davanti a un passaggio decisivo.

Non più soltanto gestione delle emergenze abitative, ma tentativo di costruire una politica dell’abitare capace di leggere insieme sviluppo economico, sostenibilità sociale e qualità della vita.

d.v.

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