Nell’ultima settimana di scuola, tre classi della secondaria di primo grado di via Mazzini dell’Istituto Comprensivo Cuneo Corso Soleri hanno vissuto un’esperienza semplice ma intensa al Parco fluviale, nel Bosco di Camilla.
Ad accompagnarle è stata la docente di Arte, Maria Grazia Prandino, che ha proposto ai ragazzi un’attività di mandala e land art realizzata con materiali naturali raccolti sul posto: foglie, rametti, fili d’erba, piccoli fiori e sassi. Divisi in gruppi di quattro, gli alunni hanno composto opere effimere, nate in circa mezz’ora di lavoro e poi condivise con tutta la classe in un piccolo percorso collettivo di osservazione e racconto.
Ogni gruppo ha dato un titolo al proprio lavoro e ne ha spiegato l’interpretazione ai compagni. Ne sono nate immagini delicate e sorprendenti, capaci di trasformare un esercizio artistico in un momento di ascolto e di riflessione.
Il luogo, del resto, non è uno spazio qualsiasi: il Bosco di Camilla è dedicato a Camilla Bessone, giovane cuneese scomparsa nel 2020 nel tragico incidente di Castelmagno insieme a quattro amici, i “ragazzi delle stelle”. Camilla era stata alunna proprio della scuola di via Mazzini, e questo dettaglio ha reso l’esperienza ancora più vicina e significativa per molti studenti.
Un esempio è proprio "Il fiore dell’amicizia": come il fiore, anche l’amicizia può sbocciare sempre nuova. Le foglie sono tenute dalle pietre che indicano la resistenza dell’amicizia anche a fronte di disavventure. Le spighe di grano indicano la maggiore o minore maturità di un’amicizia, le ciliegie e le more sono rosse come il fuoco che riscalda, come l’amicizia.

Il Bosco di Camilla, inaugurato nel giugno 2023 nel Parco fluviale Gesso e Stura, è nato come luogo vivo e aperto alla comunità, pensato per i ragazzi, per la natura e per la memoria. Comprende alberi, una collina dell’amicizia, uno spazio ad anfiteatro e aree destinate alla sosta e alla contemplazione: un ambiente che unisce la dimensione dello sport, dell’incontro e della riflessione, nel segno dei valori che la famiglia ha voluto custodire e condividere. La madre di Camilla aveva espresso il desiderio che quello spazio potesse essere vissuto dai giovani, dalle scuole, da chi cerca un luogo bello in cui stare insieme.

Il sole della natura
Ed è proprio questo che è accaduto nei giorni scorsi. Le classi 1ª A, 1ª C e 2ª C hanno raggiunto il bosco a piedi, approfittando della vicinanza della scuola al parco, e lì hanno dato forma a piccoli mandala destinati a cambiare, a disfarsi, a essere portati via dal vento. Anche in questo aspetto l’attività ha assunto un valore simbolico: i ragazzi si sono interrogati sulla fragilità delle cose belle, sulla loro durata limitata e sul segno che lasciano. Qualcuno, al momento di andare via, si è detto dispiaciuto all’idea che quelle composizioni potessero essere rovinate o sparire. È stata allora l’occasione per capire che proprio come i mandala, anche ciò che è breve può avere un significato profondo e lasciare bellezza nel tempo in cui esiste.

Il riassunto di Camilla in cui c'è rappresentato tutto ciò che si trova nel bosco
Un piccolo lavoro, nato con semplicità, che si è trasformato in un gesto educativo e civile: un modo per fare arte all’aria aperta, per ricordare una ragazza passata da quelle stesse aule e per restituire vita a un luogo che la città riconosce sempre più come spazio di incontro, memoria e futuro. E forse è proprio questa l’eredità più bella del Bosco di Camilla: continuare a parlare ai ragazzi, con il linguaggio silenzioso degli alberi, della natura e delle cose fatte insieme.

Il gran mandala























