Lo sport come occasione di incontro, conoscenza reciproca e socialità. È questo lo spirito che accompagnerà il torneo di calcio in programma sabato 13 giugno, in orario mattutino, nel campo sportivo della Casa di reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Emilio De Vitto, la direzione dell’istituto e l’Accademia Calcio Alba, coinvolta nell’organizzazione della giornata.
In campo scenderanno una ventina di giovani calciatori della società albese e una decina di persone internate. Per l’occasione saranno formate due squadre miste che si confronteranno all’interno dell’impianto sportivo della struttura.
Per De Vitto il significato dell’iniziativa va oltre l’aspetto agonistico.
“Il momento sportivo lo facciamo soprattutto perché è fondamentale dare opportunità di sfogo, di gioco e di socializzazione alle persone internate. Nasce in modo molto semplice, ma vuole offrire una possibilità sia agli internati sia ai ragazzi dell’Accademia Calcio di entrare in contatto con la realtà della casa di reclusione”.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di attività che negli ultimi anni hanno cercato di favorire il dialogo tra l’istituto penitenziario e il territorio, attraverso iniziative capaci di coinvolgere scuole, associazioni e realtà sportive cittadine.
Il calcio, in questo caso, diventa uno strumento per abbattere distanze e pregiudizi, creando uno spazio condiviso dove l’attenzione si sposta dalla condizione personale alla partecipazione, al rispetto delle regole e al gioco di squadra.
L’evento di sabato rappresenta inoltre una sorta di anticipazione di un progetto più ampio. Negli anni scorsi erano già stati organizzati tornei che avevano coinvolto studenti e realtà del territorio e l’intenzione è quella di riproporre l’esperienza anche nei prossimi mesi.
“Quest’anno, per una serie di coincidenze legate al calendario e alla conclusione dell’anno scolastico, non siamo riusciti a organizzare il torneo nella formula che avevamo proposto in passato. Però l’idea è quella di riproporlo nuovamente tra settembre e ottobre, ampliando ancora la partecipazione”, spiega De Vitto.
A sottolineare il valore dell’esperienza è anche Ali Draichi, consigliere albese e team manager dell’Accademia Calcio Alba. "Per me è un’iniziativa molto bella e significativa. Avevo già avuto modo di entrare nella casa di reclusione anni fa con il gruppo giovani della parrocchia Cristo Re ed era stata un’esperienza che mi aveva colpito molto dal punto di vista umano".
Per il dirigente albese il calcio può diventare uno strumento particolarmente efficace per creare relazioni. "Credo che lo sport, soprattutto il calcio, abbia la capacità di avvicinare le persone in maniera semplice e naturale. In campo spariscono tante etichette e rimangono il rispetto, il confronto e la voglia di condividere un momento insieme".
Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani. "Per i ragazzi dell’Accademia Calcio Alba sarà sicuramente un’esperienza importante, che porteranno con sé anche fuori dal campo. Sono convinto che giornate come questa facciano crescere tutti, non solo a livello sportivo ma soprattutto umano".


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