“È chiaro che poi mi piace moltissimo anche lavorare in studio, incidere canzoni, pubblicarle, eccetera… Però fare concerti è la molla che mi ha portato fino a qua, quella che ha scatenato tutto. Quando mi sono reso conto che, non solo potevo farlo, ma che avevo il talento per poterlo fare, veramente non l’avrei mai immaginato. Questa cosa l’ho capita in un primo concerto quando avevo 27 anni. Ho detto: ‘questo è quello che voglio fare nella vita’. Ogni volta che posso farlo, ed in questo periodo per fortuna me lo fanno fare piuttosto spesso, godo!”
Luciano Ligabue e quelle incredibili emozioni tra palco e realtà. Esattamente lì, tra quelle luci, gli intensi colori o le suggestioni del bianco e nero, tutte quelle emozioni diventate attimi indelebili. La città di Mondovì ha inaugurato sabato, 13 giugno, presso il Museo della Stampa, la mostra “ALL AREAS - Luciano Ligabue” che vede protagonista il Liga nei magnifici scatti realizzati da Jarno Iotti.
Così, l’eco di canzoni diventate successi straordinari, di quelle urla e di quegli applausi…

A portare i saluti istituzionali l’assessore Alessandro Terreno, in un importante evento organizzato dal Comune di Mondovì nell’ambito del Movì Cult, la sezione dedicata all’arte, alla fotografia ed agli incontri culturali all’interno del Movì Music Festival.
Nato a Reggio Emilia nel 1973, Jarno Iotti esordisce come fotografo professionista agli albori del nuovo millennio, quando decide di reinventare la propria vita seguendo una passione coltivata fin dall'infanzia.

(Jarno Iotti)
“Il mio amore per la fotografia nasce da bambino - racconta - A dir la verità, si può dire che sia stato un colpo di fulmine sulle rive del fiume Po, il giorno in cui rubai a mio padre una vecchia compatta Olympus. Allora non sapevo sarebbe stato un amore duraturo, ma sul grande fiume scattai le mie prime fotografie e mai avrei immaginato che quella sarebbe diventata un giorno la mia professione”.
Nel 1999, dopo anni di lavoro come operaio, lascia un impiego sicuro per entrare a far parte dello staff di Luciano Ligabue. Un'esperienza durata oltre vent'anni, documentando la vita live e il dietro le quinte dell'artista, ma soprattutto sviluppando uno sguardo profondamente legato al racconto umano ed alla dimensione della scena. Di lui infatti colpisce la bravura nel “centrare” il momento giusto, restituendo all’emozione tutta l’integrità e la profondità.
Una serata bellissima lo scorso sabato a Mondovì, che ha visto il pubblico incontrare non soltanto Jarno Iotti ma anche il capitano Fede Poggipollini, tra domande, curiosità, aneddoti. E proprio Poggipollini, è stato poi protagonista di un fantastico concerto con i The Crumars Alberto Linari e Ivano Zanotti, tra le canzoni di vari artisti italiani ed internazionali e proprie canzoni, come “La più bella del bordello”, “Voglio il paradiso”, “Religione” e “Bologna e piove”.

(Linari, Poggipollini, Zanotti)
Presso il Museo della Stampa di Mondovì, la mostra “ALL AREAS” sarà visitabile fino al 13 luglio.
QUELLE NOTTI, QUEL VIZIO CHE NON SI VUOLE SMETTERE MAI
Tappa piemontese non solo per la mostra fotografica, ma anche per il tour negli stadi. Mercoledì 17 giugno, infatti, il nostro capoluogo ha vissuto la magica potenza di “Certe notti a Torino”.

Una grande festa all’Allianz Stadium, iniziata già prima del concerto con il Ligavillage, super esperienza immersiva nel mondo del Liga con tantissime attività: gli incontri con la band, la Liga Games (tra flipper e calcio balilla), lo spazio Tribute Stage messo a disposizione per momenti di musica live, tribute band, talk e la mostra fotografica dedicata alla carriera del Liga, passando per il merchandising dedicato ed esclusivo e gadget ufficiali in omaggio.
Poi tutti dentro all’Allianz, l’emozione, le luci accendersi e quell’inconfondibile intro: “Balliamo sul mondo” ha segnato un inizio concerto davvero strepitoso. Ad accompagnare sul palco Luciano Ligabue sono stati Fede Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Mel Previte (chitarra), Niccolò Bossini (chitarra), Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso) e Lenny Ligabue (batteria).
Da “Piccola stella senza cielo” a “Lambrusco e pop corn”, da “Leggero" a “I ragazzi sono in giro”, ed ancora “Urlando contro il cielo”, “Quella che non sei”,… Con i successi cantati a squarciagola dai fan. E durante il concerto anche l’esecuzione del nuovo brano intitolato “Nessuno e di qualcuno”nuovo singolo di Luciano Ligabue intitolato “Nessuno È Di Qualcuno”, un brano inedito, presentato al pubblico per la prima volta lo scorso 6 maggio all’Unipol Dome di Milano con Fiorella Mannoia. Un brano che risuona forte in questo tempo e dedicato al tema della violenza contro le donne, i cui diritti verranno devoluti alla Fondazione Una Nessuna Centomila.
BASTA CON I 59 MASSACRI IN CORSO NEL MONDO
Era il 17 giugno 1999 quando fu pubblicato ufficialmente il singolo benefico “Il mio nome è MAI PIÙ”, nato dalla collaborazione tra Luciano Ligabue, Lorenzo Jovanotti e Piero Pelù. I proventi del brano, CD singolo più venduto di sempre in Italia, furono interamente devoluti all’associazione umanitaria Emergency.
Esattamente 27 anni dopo, esattamente il 17 giugno, l’Allianz Stadio di Torino è stato protagonista di un magnifico abbraccio, un pensiero all’unisono, espressione e forza di una umanità nel suo significato profondo.
La musica del resto è proprio questo: imparare a sentire sul serio. Un tempo scandito che ci fa scatenare, gioire, emozionare, ma anche, tutti insieme, ci dimostra quanto possiamo essere migliori, sulla scia di quel ritmo che è il nostro vitale battito.














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