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Al Direttore | 25 giugno 2026, 09:27

Cuneo Vecchia, la riflessione di una residente: “Prezzi troppo alti, così i piccoli negozi rischiano di perdere clientela”

La lettera dal centro storico solleva il tema del commercio di vicinato, tra difficoltà delle attività locali e rincari percepiti come poco sostenibili per le famiglie

Cuneo Vecchia, la riflessione di una residente: “Prezzi troppo alti, così i piccoli negozi rischiano di perdere clientela”

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Direttore,

vorrei condividere una riflessione nata da un episodio che mi è accaduto nei giorni scorsi nel centro storico di Cuneo, dove risiedo.

Da cittadina, cerco quando possibile di sostenere i piccoli esercizi di quartiere, soprattutto in un momento in cui assistiamo con preoccupazione alla progressiva chiusura di molte attività commerciali di Cuneo Vecchia. Proprio per questo, ieri mattina mi sono recata ad acquistare frutta e verdura presso un piccolo negozio che vende prodotti di propria produzione e a chilometro zero.

Premetto che abitualmente acquisto frutta e verdura presso negozi gestiti da cittadini stranieri, dove trovo generalmente prezzi competitivi e una buona qualità. Nel negozio del centro storico ho acquistato, tra le altre cose, delle albicocche, senza verificare il prezzo esposto. Una volta rientrata a casa, controllando lo scontrino, ho scoperto di averle pagate 6,90 euro al chilo.

La sorpresa è stata notevole, perché il giorno precedente avevo acquistato la stessa tipologia di albicocche, di pezzatura analoga, a 2,50 euro al chilo presso il negozio dove mi servo abitualmente. Comprendo perfettamente che possano esserci differenze di prezzo legate alla provenienza, alla qualità, alla produzione locale o ai maggiori costi di gestione di una piccola attività. Tuttavia, una differenza di prezzo quasi tripla mi sembra davvero difficile da comprendere.

La mia non vuole essere una polemica contro un singolo esercente, né una critica ai prodotti a chilometro zero, che ritengo abbiano un valore importante. Mi chiedo però se prezzi così elevati non finiscano per allontanare molti clienti, soprattutto in un periodo in cui il costo della vita pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie.

Forse sarebbe utile aprire una riflessione sul tema: quali sono le ragioni che giustificano differenze così marcate? E soprattutto, come possono i piccoli negozi del centro storico restare competitivi e attirare clientela se i prezzi risultano così distanti da quelli praticati altrove?

Da semplice consumatrice, questo episodio mi ha fatto comprendere meglio le difficoltà che molti esercizi commerciali stanno vivendo. Sostenere il commercio di vicinato è importante, ma perché ciò avvenga servono anche prezzi percepiti come ragionevoli e accessibili.

Ringraziandola per l'attenzione, porgo cordiali saluti.

Una residente del centro storico di Cuneo (lettera firmata)

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