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Attualità | 01 luglio 2026, 19:20

Nuova centrale idroelettrica nel Tanaro, Italia Nostra lancia l'allarme: "Rischio idrogeologico per Alba e la Ferrero"

La sezione albese dell'associazione esprime forte preoccupazione per il progetto della società Edison: "Lo sbarramento mobile può ostacolare il deflusso delle piene in un punto delicatissimo del fiume"

Il tratto del fiume interessato, al confine con lo stabilimento Ferrero

Il tratto del fiume interessato, al confine con lo stabilimento Ferrero

Riflettori puntati sul futuro del fiume Tanaro ad Alba. La segnalazione da parte di Italia Nostra, sezione di Alba, Langhe e Roero. La società Edison – spiega il sodalizio in una nota – ha ribadito agli enti competenti il progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico nell'alveo del tratto albese, un piano di cui il sindaco Alberto Gatto ha parlato di recente durante l'assemblea annuale dell'Anci a Bologna. L'opera, prevista a circa 200 metri a monte del ponte carloalbertino, mira a sfruttare un salto idraulico di 2,83 metri tramite due turbine, generando una portata d'energia media annua di 9,92 gigawatt all'ora. La struttura prevede uno sbarramento mobile alto 2,70 metri con paratoie abbassabili in caso di piena, una rampa per la fauna ittica e una difesa in massi di 34 metri sulla sponda sinistra.

Sulla questione interviene con fermezza l'associazione ambientalista, che ha inviato un documento ufficiale al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza di Alessandria, alla Regione Piemonte e al Comune di Alba, esprimendo forti perplessità e precise osservazioni tecniche per la tutela del territorio.

Pur riconoscendo le necessità energetiche nazionali, il sodalizio evidenzia l'impatto paesaggistico sull'habitat naturale del Tanaro e il concreto pericolo di ostacolo al deflusso delle acque. "Durante le piene, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico – spiegano da Italia Nostra – , il fiume si trasforma in un violento corso d'acqua carico di fango e detriti. Il sito prescelto è ubicato tra il ponte strallato e quello carloalbertino, a pochi metri dal gomito di uno stretto meandro dove, sulla riva destra, sorge il muro difensivo dello stabilimento Ferrero Spa costruito dopo l'alluvione del 1994".

Secondo il sodalizio guidato dal presidente Giulio Cauda, lo sbarramento farebbe innalzare pericolosamente i livelli e la velocità della corrente in caso di piena. Le acque rischiano di riversarsi verso il Mussotto e il ponte carloalbertino, minacciando sia lo stabilimento industriale sia la zona abitata. Anche l'Autorità di bacino distrettuale del Po avrebbe espresso "forti timori", ricordando come le alluvioni del 1994 e del 2016 "abbiano attivato un preoccupante ramo laterale del fiume". Inoltre, la struttura rischierebbe di alterare le misurazioni dell'idrometro dell'Arpa, uno strumento fondamentale per gli allarmi di protezione civile.

L'ultimo appello di Italia Nostra riguarda la salvaguardia delle sponde e il rischio di danneggiare eventuali giacimenti fossiliferi nel sub-alveo, come già avvenuto in passato durante altri scavi: "Non si vorrebbe che qui mancassero studi preventivi in loco e la necessaria sorveglianza ai lavori da parte della competente Soprintendenza statale". 

Redazione

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