Dopo sedici anni dalla sua inaugurazione, il WiMu – Museo del Vino di Barolo guarda al futuro con un articolato progetto di restyling pensato per accompagnarne l’evoluzione nei prossimi anni. L’obiettivo è aggiornare strumenti, linguaggi e modalità di fruizione mantenendo intatto il concept originario ideato dallo scenografo François Confino, che continua a rappresentare il cuore dell’esperienza museale.
Il progetto, presentato al Tempio dell’Enoturista nel Castello comunale Falletti, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Barolo, la Barolo & Castles Foundation e un team di professionisti incaricati della progettazione. Negli ultimi anni il contesto è profondamente cambiato: sono aumentati i visitatori internazionali, si sono evoluti i linguaggi della comunicazione e si è ampliato il pubblico, oggi composto non solo da esperti ma anche da famiglie e giovani interessati al vino come espressione culturale del territorio.
Il restyling non prevede una trasformazione radicale del museo, ma un aggiornamento complessivo che consenta al WiMu di tornare a essere un punto di riferimento internazionale. È già stato definito uno studio di fattibilità che guiderà gli interventi, realizzati progressivamente per lotti funzionali in base alle risorse disponibili. Il primo lotto, finanziato con 500 mila euro dalla Fondazione CRC attraverso il bando Stars e con 125 mila euro del Comune di Barolo, riguarderà la sala “Classe I C Collegio Barolo”, nella parte finale del percorso.

Questa sezione, pur mantenendo il proprio significato narrativo legato al lavoro in vigna e in cantina, sarà completamente rinnovata dal punto di vista scenografico e multimediale. Cambieranno gli strumenti e il linguaggio, ma non i contenuti: il racconto del vino resterà centrale, con una modalità più coinvolgente e in linea con le aspettative del pubblico contemporaneo.
Il progetto si fonda sul principio di “evolvere senza snaturare”, come sottolineato dai promotori. La tecnologia sarà al servizio della narrazione, rafforzando il dialogo tra vino, paesaggio e comunità senza alterare l’essenza del museo. Con circa 60 mila visitatori ogni anno, il WiMu rappresenta infatti uno dei principali attrattori culturali ed enoturistici del Piemonte.
"Il restyling nasce dall’esigenza di rendere il museo ancora più accessibile e coinvolgente, preservando la sua dimensione emozionale", ha spiegato la presidente della Barolo & Castles Foundation Liliana Allena. Dello stesso avviso le istituzioni regionali, con il presidente Alberto Cirio e gli assessori competenti, che evidenziano come "il WiMu sia il luogo in cui il vino diventa racconto della cultura e della storia piemontese".

Anche il sindaco di Barolo Fulvio Mazzocchi ribadisce il valore strategico dell’intervento: "Investire sul WiMu significa investire su uno dei patrimoni culturali più importanti del territorio". Per la Fondazione CRC, come sottolineato dal presidente Mauro Gola, si tratta di "un’infrastruttura culturale strategica capace di unire innovazione e valorizzazione del territorio".
Il coordinatore del progetto Daniele Manzone evidenzia come "il mondo dei musei e della comunicazione sia cambiato profondamente", rendendo necessario un aggiornamento capace di riportare il WiMu tra le eccellenze internazionali. Entusiasmo condiviso anche dai partner tecnici coinvolti, impegnati a tradurre in realtà una visione che punta a coniugare tradizione e innovazione.
Il restyling del WiMu si configura così non solo come un intervento museografico, ma come un investimento culturale strategico per il futuro di Barolo e delle Langhe, chiamate a continuare a raccontarsi al mondo con strumenti sempre più efficaci e contemporanei.
LE INTERVISTE DI SILVANO BERTAINA































