/ Politica

Che tempo fa

Politica | 21 luglio 2026, 10:57

Vincenzo Pellegrino, a nome di Centro per Cuneo, rinnova la fedeltà alla sindaca Manassero fino al 2027

Il capogruppo civico centrista, intervenendo in Consiglio comunale, ha spiegato che la tenuta della maggioranza non è discussione. “Il Cantiere civico non è una minaccia ma un valore aggiunto. Abbiamo sottoscritto un programma nel 2022 e lo porteremo a termine – assicura - con serietà e senso di responsabilità”

Vincenzo Pellegrino

Vincenzo Pellegrino

L’intervento più atteso nel Consiglio comunale di Cuneo di ieri sera era quello di Vincenzo Pellegrino, capogruppo di Centro per Cuneo, tra i promotori del “Cantiere civico”.

Dopo un prologo in cui ha polemizzato con gli organi di stampa (con considerazioni non sempre lineari e iperboli vittimistiche), è entrato nel vivo della questione politica: i rapporti in seno alla maggioranza consiliare.

“Vogliamo sgomberare il campo da ogni equivoco strumentale: la tenuta della maggioranza – ha affermato - non è in discussione. Abbiamo sottoscritto un programma nel 2022 e lo porteremo a compimento con la massima serietà e senso di responsabilità. I cantieri Pnrr, le opere in corso, la gestione dei servizi e i progetti per le frazioni e l’altipiano non subiranno alcun rallentamento da parte nostra. Confondere la nascita di una visione per il futuro con la volontà di paralizzare il presente è un errore logico e una forzatura politica inaccettabile. La lealtà si dimostra lavorando concretamente per la città, non recintando il dibattito interno”.

Pellegrino ha sostenuto che il Cantiere civico “non rappresenta una minaccia, ma un valore aggiunto per Cuneo”.

Pellegrino ha poi cercato di dettagliare meglio il suo ragionamento spingendosi avanti nel tempo, arrivando fino alla seconda metà del secolo.

“Il Cantiere – ha detto - è uno spazio di incontro tra l'esperienza di chi ha amministrato in questi vent'anni e le nuove energie della società civile che, fortunatamente, hanno grande voglia di mettersi in gioco. C'è chi, già a maggio 2026, guardava avanti proponendo pubblicamente una riflessione sul Progetto Città "Cuneo 2050". Interrogarsi oggi sulle sfide del cambiamento climatico, dell'inverno demografico, dell'innovazione digitale e del posizionamento europeo della città non significa tradire il mandato attuale: significa avere lungimiranza. La buona politica non teme il futuro e non teme il confronto; al contrario, lo promuove”.

E infine la promessa solenne, fatta in sede istituzionale, che archivia la crisi in municipio, senza tuttavia rinunciare ad una stilettata all’indirizzo della Manassero. 

“Il nostro impegno per la città rimane totale, come confermato personalmente alla Sindaca nel recente e franco colloquio di mercoledì 15 luglio. Poco comprensibile la presa di posizione della Sindaca venerdì 17 luglio. Chi ha paura delle idee? Perché un appello a confrontarsi per un programma di lungo periodo (2050) dovrebbe interferire con l’azione amministrativa? Ci chiediamo: Perché? Nonostante queste discrepanze, non intendiamo rinunciare alla nostra autonomia di pensiero e di proposta. L’anno che rimane lavoreremo sul metodo: partire dalle necessità concrete dei cittadini e dal confronto pragmatico, lasciando da parte le ideologie, i personalismi o i “si è sempre fatto così. Invitiamo tutti i componenti di quest’aula a superare le tensioni artificiali e le polemiche da campagna elettorale anticipata. Concentriamo le nostre energie sulle risposte concrete da dare ai cuneesi; noi, in ogni caso, faremo così. Alla Sindaca e alla Giunta rinnoviamo l'invito a proseguire l'azione amministrativa con la dovuta serenità. Manteniamo con assoluto rigore quel rispetto reciproco che è la base fondamentale della nostra comunità politica e che, purtroppo, nelle ultime due settimane – ha concluso con una considerazione vittimistica - è venuto a mancare, per lo meno nei miei confronti”.

Patrizia Manassero incassa la rinnovata fiducia, ma al tempo stesso mette le mani avanti ribadendo che non intende “farsi logorare”.

Tra Centro per Cuneo e Pd l’ultimo anno prima del voto sarà all’insegna di una convivenza da “separati in casa”. 

I centristi civici terranno un piede dentro e l’altro fuori e il Pd cercherà di contenere le emorragie e attrezzarsi per un futuro il cui orizzonte è tutto ancora da delineare.  

Per adesso i cuneesi si accontentino di sapere che un armistizio “balneare” è stato (verbalmente) siglato.

GpT

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium