Per fare irruzione nello stabile di Bra , i poliziotti della Squadra Mobile di Cuneo hanno dovuto usare un imponente martello per buttare giù la porta che, oltre ad essere blindata, aveva anche delle travi di legno antisfondamento.
Questo e altri dettagli dell'operazione "Up & Down" sono stati resi noti da inquirenti e investigatori che oggi hanno evidenziato il grande lavoro sinergico svolto per smantellare la centrale dello spaccio che un gruppo di soggetti, di origine albanese, aveva messo in piedi all'interno di uno stabile ubicato nel centro di Bra.
Una volta entrati all'interno gli agenti della Mobile hanno rinvenuto otto panetti di cocaina purissima, loggata Gucci, e anche 15 mila euro in contanti, provento certamente di spaccio. Ma in appena sei mesi di indagine i kg di cocaina sequestrati sono stati ben 11.

"La droga, ci spiega Francesco Pirondini, dirigente della Squadra Mobile di Cuneo, aveva un alto grado di purezza che poi avrebbe portato a 55mila dosi, una volta tagliata, da immettere sul mercato. Un valore che avrebbe fruttato sul mercato illecito oltre 4 milioni di euro. "L'ingente quantitativo sequestrato, aggiunge il dirigente, su una provincia come Cuneo rende l'idea dell'allarme e del problema del consumo di stupefacente che evidentemente fa fronte a una domanda. L'importanza di questo sequestro è quindi quella di andare a tagliare un'importante rete di approvvigionamento, impedendo che un canale così ampio e diffuso di spaccio continui a prestare la propria opera.
Dopo il blitz, però la Squadra Mobile, all'epoca delle indagini coordinata dall'ispettore superiore Mariella Faraco, ha proseguito nelle investigazioni riuscendo ad individuare il presunto fornitore della droga che da Milano faceva su e giù verso Cuneo e provincia.
"È stata un'indagine sicuramente complessa e impegnativa, evidenzia al nostro giornale la dottoressa Faraco, che però ha restituito un grande risultato, sia in termini di recupero di sostanza stupefacente, perché sicuramente rimarrà tra i quantitativi maggiormente sequestrati nel nostro territorio, ma soprattutto perché è stata un'azione di contrasto significativa per lo spaccio delle sostanze stupefacenti.Le misure cautelari hanno sostanzialmente avuto come destinatari alcuni soggetti, soggetti che operavano come punti di riferimento sia per lo spaccio qui sul territorio, in particolare nel territorio di Bra, sia come punti di riferimento di rifornimento e approvvigionamento di sostanza stupefacente.
"È arrivata la neve, la neve fresca": questo uno dei tanti sms intercettati che evidenziava la comunicazione dei pusher ai clienti sparsi sul territorio.

"Questa indagine ci ha consentito di trarre in arresto l'11 febbraio, evidenzia la dottoressa Faraco, due soggetti di nazionalità albanese, uno dei quali non era non era in regola col permesso di soggiorno, e in quella circostanza abbiamo rinvenuto ben 10 kg di cocaina. Nei confronti invece del soggetto che abbiamo identificato in un secondo momento, in una seconda fase dell'indagine, questo soggetto era colui che aveva effettivamente consegnato un grosso quantitativo di droga agli altri due. Nei confronti di questa persona è scattato inizialmente un arresto da parte, appunto, delle forze dell'ordine durante un controllo effettuato e mirato, nel corso del quale è stata rinvenuta una quantità importante di sostanza stupefacente, circa 1 kg".
Ma per l'uomo erano stati disposti i domiciliari e dai domiciliari continuava, stando alle risultanze investigative a delinquere. Solo grazie alla Mobile di Cuneo e alla Procura di Asti è stata disposta la misura cautelare in carcere lo scorso 14 luglio.




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