Con un anticipo di circa otto giorni rispetto al 2025, è iniziata all'inizio di agosto in provincia di Cuneo la raccolta delle mele. Le varietà più precoci hanno aperto una campagna che proseguirà fino all'autunno inoltrato con quelle a maturazione media e tardiva. Per la maggior parte delle aziende, la raccolta comincia con le mele del gruppo Gala che, prime a maturare tra quelle appartenenti all'IGP Mela Rossa Cuneo, rappresentano il 42% della produzione piemontese, concentrata soprattutto nel Saluzzese.
Nei territori produttivi sono entrati nel vivo i cantieri di raccolta, mentre le mele vengono trasportate verso le centrali di frigoconservazione e lavorazione e partono le prime spedizioni destinate ai mercati italiani ed esteri.
La produzione di mele – ricorda Coldiretti – coinvolge 2.000 aziende cuneesi e oltre 5.800 ettari, coltivati in gran parte attraverso l'agricoltura integrata o biologica, a dimostrazione di un'attenzione concreta alla cura del suolo e alla tutela della biodiversità.
Con oltre 6.870 ettari coltivati, il Piemonte è la seconda regione produttrice di mele d'Italia. Il comparto coinvolge quasi 2.400 aziende agricole e richiede, per le sole operazioni di raccolta, almeno 11.000 lavoratori e circa 200.000 giornate di lavoro. La manodopera è composta in larga parte da lavoratori extracomunitari che, nella maggioranza dei casi, vengono ospitati direttamente dalle aziende agricole.
Nonostante gli importanti abbassamenti termici registrati a fine marzo, i danni sono rimasti circoscritti. Le prime stime indicano quindi una produzione piemontese in crescita rispetto all'annata precedente. Restano, tuttavia, le criticità strutturali più volte evidenziate da Coldiretti, a partire dall'eccessiva frammentazione dell'offerta commerciale e dalla difficoltà nel comunicare e rendere riconoscibile il valore delle mele del territorio. A queste si aggiungono, in avvio di campagna, le difficoltà che interessano il prodotto destinato alla trasformazione industriale, con il rischio di penalizzare ulteriormente il valore riconosciuto alle aziende agricole. Limiti che indeboliscono la filiera e riducono soprattutto la remunerazione riconosciuta alle imprese agricole.
"Le nostre mele nascono in un territorio particolarmente vocato, grazie alla qualità dei terreni, alla disponibilità di acqua proveniente dalle montagne e alla professionalità delle aziende – dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo –. Non è però sufficiente produrre qualità, occorre riuscire a comunicarla, renderla riconoscibile sui mercati e trasformarla in un valore economico concreto per chi lavora ogni giorno nei frutteti".
"Il primo obiettivo deve essere garantire ai produttori un compenso adeguato, capace di coprire i costi sostenuti e assicurare un futuro al comparto – sottolinea Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo –. È indispensabile applicare il principio di reciprocità alle produzioni provenienti dall'estero, evitando di imporre nuove regole alle sole imprese europee senza riconoscere loro una remunerazione equa".













