È stata una giornata all’insegna della tradizione, della memoria, della musica e del profondo legame tra uomo e animale quella vissuta domenica 16 agosto a Niella Tanaro, in occasione della festa di San Rocco. Una ricorrenza organizzata dall’Associazione San Rocco N.T. ETS, che dal 2018 si prende cura della cappella dedicata al Santo, situata sulla Fondovalle in direzione Bastia.
"San Rocco è un Santo conosciutissimo in ogni paese per le varie cappelle che venivano costruite sui confini, quasi a fare da barriera alle epidemie -, ha ricordato la presidente dell’associazione Luciana Acheronte. La tradizione racconta che Rocco, ammalatosi di peste e isolato in una grotta, venne salvato da un cane che ogni giorno gli portava un pane.
Anche la cappella niellese, ha sottolineato Acheronte, "come il Santo, ha bisogno di aiuto per i lavori interni necessari. L’associazione è composta da una ventina di volontari, definiti dalla presidente «sognatori», che da anni cercano, tra burocrazia e difficoltà, di monitorare la situazione dell’edificio e fare in modo che le crepe presenti all’interno non peggiorino. Un lavoro paziente che proseguirà a settembre, quando saranno eseguiti alcuni sondaggi sotto la supervisione di un archeologo".
La giornata di festa era iniziata con la Santa Messa, celebrata anche in memoria del presidente dell’associazione, Sebastiano Bellomo, scomparso improvvisamente nel corso dell’anno, e dei panettieri niellesi emigrati. Al termine della funzione era stato benedetto il tradizionale pane di San Rocco, alla nigella e non, offerto dall’associazione omonima con cui San Rocco N.T. ETS collabora.
Proprio il legame con i panettieri emigrati rappresenta uno degli aspetti più caratteristici della storia della cappella. Erano infatti numerosi i niellesi che, emigrati verso la Costa Azzurra e in particolare nel quartiere San Rocco di Nizza, dove furono aperte alcune delle prime panetterie, tornavano ogni anno in paese per la festa del Santo.
A ricordare questa storia è stato anche il canto “Ceux de la Niella”, eseguito nel corso del pomeriggio nella versione con arrangiamento del maestro Enrico Mondino e accompagnamento di fisarmonica. La partitura risale al 1933 e ha riportato idealmente alla memoria quelle comunità di emigrati che continuavano a mantenere vivo il legame con il paese d’origine.
Il pomeriggio è proseguito nel giardino degli ippocastani, dove il Deep Vibes Duo ha proposto musica dal vivo, accompagnando i presenti in un momento di festa e convivialità. La musica ha fatto da cornice anche alla seconda parte dell’appuntamento, dedicata al secondo concorso “Il miglior amico di San Rocco”.
Al centro del concorso c’era proprio il cane di San Rocco, il suo «migliore amico», come lo ha definito Acheronte, capace attraverso la sua storia di trasmettere ancora oggi un messaggio di generosità e attenzione verso chi è in difficoltà. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune, con l’aiuto del CSV, il sostegno del Canile Rifugio 281 di San Michele Mondovì e la collaborazione dei veterinari Massimo Gula e Gabriella Capra, ha raccolto numerose storie dedicate al rapporto speciale tra persone e cani.
La giuria ha selezionato tre racconti nei quali gli animali si sono distinti per la capacità di offrire compagnia, affetto e sostegno, portando gioia, serenità e pace ai propri umani e, in alcuni casi, anche ad altre persone attraverso esperienze di pet therapy.
I tre riconoscimenti sono stati assegnati a Suiru, di Daniela Barale di Mondovì, che ha ricevuto il terzo premio; a Pluie, di Cristiana Moto di Avigliana, a cui è andato il secondo premio; e a Noce, di Annalisa Rosso di Torino, vincitore del primo premio.
Durante la cerimonia sono state lette anche le considerazioni del presidente della giuria, il dottor Massimo Gula, impossibilitato a partecipare, formulate a nome suo e della collega dottoressa Gabriella Capra e condivise dagli altri componenti della giuria: Luca Fenoglio per il Comune, Estelo Anghilante per il Canile Rifugio 281 di San Michele Mondovì e Luciana Acheronte per l’Associazione San Rocco N.T.
A fare da cornice alla premiazione è stato il giardino degli ippocastani, messo a disposizione con la collaborazione dei gestori, dove il pubblico ha potuto trascorrere il pomeriggio all’ombra, tra musica e racconti.
Il terzo premio è stato assegnato al cane "SUIRU" di Daniela Barale ( Mondovì), il secondo al cane "PLUIE "di Cristiana Moto (Avigliana) e il primo al cane" NOCE "di Rosso Annalisa (Torino).

La giornata si è conclusa con la “pizza sinoira”, alla nigella e non, portata sul posto dalla pizzeria Bella Niella, per chi ha scelto di proseguire la serata in compagnia. Una conclusione conviviale che ha chiuso una giornata organizzata senza un vero e proprio “piano B” in caso di pioggia: «Abbiamo pregato tanto perché ci risparmiasse», ha scherzato la presidente.
Nel bilancio della festa non sono mancati i ringraziamenti di Luciana Acheronte a quanti hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: dal sindaco, che ha onorato la manifestazione con la sua presenza, al professor Gianluigi Beccaria, ai soci dell’associazione, ad Adriano, che ha documentato e testimoniato nel tempo le attività del gruppo, e a Marta, che ha curato i manifesti.
Un ringraziamento particolare è andato anche alle panetterie “Farina del mio sacco” di Vicoforte e “Doppio zero” di Frabosa Sottana, che hanno offerto i pani successivamente benedetti e distribuiti durante la giornata.




















