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Agricoltura | 20 agosto 2026, 13:40

Boschi e incendi, Marco Bozzolo (Cia Cuneo): "Senza presidio agricolo il territorio brucia"

Il presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo sintetizza la sua posizione nel dibattito sulla relazione tra l'abbandono delle aree rurali e gli incendi che quest'estate hanno devastato molte aree del Piemonte, soprattutto in montagna

Incendio Monte Piastra

Incendio Monte Piastra

«La lotta agli incendi non inizia quando divampa il fuoco, ma molto prima, nei campi e nei pascoli che si decide di non abbandonare. Un territorio presidiato è un territorio più curato, più resiliente e più sicuro. E, anche dal punto di vista economico, prevenire resta sempre la scelta più efficace».

Cosi Marco Bozzolo, presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, sintetizza la sua posizione nel dibattito sulla relazione tra l'abbandono delle aree rurali e gli incendi che quest'estate hanno devastato molte aree del Piemonte, soprattutto in montagna.

«Caldo estremo, siccità prolungata e precipitazioni insufficienti – osserva Bozzolo - hanno creato condizioni ideali per la propagazione delle fiamme. Ma il clima è solo una parte del problema. L'altra, troppo spesso ignorata, è l'abbandono del territorio».

Cia Cuneo condivide quindi l'analisi secondo cui alla base del problema c'è la progressiva perdita del presidio agricolo e umano delle aree rurali, soprattutto interne e montane: «Non è un fenomeno contingente – dice Bozzolo -, ma una trasformazione strutturale che ha cambiato il paesaggio italiano e ne ha aumentato la fragilità. Quando il territorio si svuota, si indebolisce anche la prevenzione».

Negli ultimi decenni la superficie forestale italiana è quasi raddoppiata, passando da circa 6 a 12 milioni di ettari, pari a circa il 40% del territorio nazionale. Nello stesso periodo l'agricoltura ha subito una forte contrazione: le aziende agricole sono diminuite del 64% e la superficie agricola utilizzata si è ridotta di oltre il 20%.

(Marco Bozzolo, presidente Cia Cuneo)

«Il paradosso italiano – afferma il presidente di Cia Cuneo - è evidente: mentre aumenta la superficie forestale, diminuiscono agricoltori, aziende e presidio umano del territorio. Non è un successo automatico della natura, ma un processo da governare. Un bosco non gestito non è necessariamente un bosco più sano; un territorio spopolato non è più naturale, è solo più fragile.

Il punto, secondo Bozzolo, è riconoscere che l'agricoltura è anche presidio del territorio: «Agricoltori e allevatori non producono solo cibo: mantengono aperti i suoli, gestiscono i pascoli, curano i margini, presidiano i sentieri e riducono il rischio di incendi. Quando questo presidio scompare, non si perde solo un'attività economica, si perde capacità di controllo del territorio».

Per questo, secondo Cia Cuneo, fondamentale è agire sulla prevenzione: «Non basta spegnere gli incendi, bisogna ridurre le condizioni che li rendono possibili. Servono manutenzione costante, selvicoltura preventiva, gestione della vegetazione, recupero delle aree abbandonate e cura delle zone di interfaccia tra boschi e centri abitati».

Un'azione preventiva che passa anche dal contrasto allo spopolamento. Senza persone non c'è manutenzione, senza attività economiche non c'è presidio, senza presidio aumenta il rischio: «Le politiche pubbliche – sostiene Bozzolo - devono adeguarsi. Le risorse nazionali ed europee, a partire dalla Pac, devono sostenere il recupero delle terre abbandonate, le piccole aziende agricole, l'allevamento estensivo e la manutenzione del territorio. Vanno inoltre incentivate pratiche che riducono il carico di combustibile, come una corretta gestione dei pascoli, e vanno offerte alternative sicure alle pratiche di abbruciamento nei periodi critici».

In definitiva, conclude il presidente di Cia Cuneo, "la sfida non è scegliere tra più bosco o più agricoltura, ma costruire un equilibrio tra foreste, attività agricole, allevamento e presenza umana".

cs

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