Dalla piscina all'altare, passando per il lago. È iniziata così, con un ingresso decisamente fuori dagli schemi, la giornata speciale di Francesca Montù e Federico Martino, coppia saluzzese che nella mattinata di ieri, mercoledì 26 agosto, ha coronato il proprio sogno d'amore sulle rive del lago di Pontechianale, in alta Valle Varaita.

Un anno fa, nell'agosto 2025, erano saliti sul podio ai Mondiali degli sport acquatici di Singapore nel nuoto sincronizzato, conquistando un argento nel duo misto libero e un bronzo nel duo misto tecnico. A questi risultati si era aggiunto anche il secondo posto di Federico nel singolo maschile.

A distanza di un anno, Francesca e Federico, coppia saluzzese nella vita e nello sport, hanno aggiunto un altro importante traguardo al loro percorso: il matrimonio.
Francesca ha raggiunto il luogo della cerimonia a bordo della sua canoa bianca, attraversando il lago con indosso l'abito da sposa. Ad attenderla sulla riva c'era Federico, insieme agli invitati tutti completamente ignari della sorpresa.
Un'immagine simbolica per una coppia la cui storia è nata proprio nell'ambiente della piscina. Francesca, allenatrice nella piscina di Saluzzo e kinesiologa, e Federico, ingegnere con un passato da nuotatore, si sono conosciuti tre anni fa proprio in piscina, per poi ritrovarsi e consolidare il loro legame anche a Pontechianale.
La scelta del lago non è stata casuale. Francesca frequenta Pontechianale da oltre trent'anni, fin da quando era bambina, e qui ha sempre trascorso parte delle vacanze estive e natalizie.
"Siamo entrambi molto legati a questo territorio – racconta Francesca –. Io vengo a 'Ponte' da quando ero piccola, ormai da più di trent'anni. Per questo, quando abbiamo deciso di sposarci, chiedendo a don Mariano Tallone, che conosco fin da bambina, di celebrare la nostra cerimonia a Pontechianale sulle rive del lago".
La cerimonia religiosa, celebrata da don Mariano Tallone, parroco di Revello, si è svolta nei pressi del pontile, con le montagne a fare da sfondo. La parte formale e l'ufficializzazione delle firme sono state successivamente completate a Revello, nella parrocchia della Collegiata.
Il legame con la piscina è diventato il filo conduttore del loro matrimonio. "Ci siamo conosciuti in piscina e poi, attraverso amici, la nostra storia ha iniziato a crescere – spiegano i novelli sposi –. Per questo ci piaceva l'idea di unire simbolicamente questi due mondi: dalla piscina all'altare".
Un percorso che, nel loro caso, ha previsto anche una deviazione decisamente originale: attraverso il lago, in canoa.
La sorpresa era stata preparata nei giorni precedenti e tenuta rigorosamente segreta. Ne erano a conoscenza soltanto il padre di Francesca, Domenico Montù, (medico ed ex dirigente dell'Asl Cn1, ora in pensione), le testimoni Sara Revelli e Cristina Pons e la nipote Maria Damiano. Anche la mamma Patrizia era completamente all'oscuro di tutto.

"Federico non sapeva assolutamente nulla – dice sorridendo Francesca –. La settimana prima ho sistemato e abbellito la canoa di nascosto. La mattina della cerimonia l'ho portata verso la diga e l'ho nascosta. Poi, quando è arrivato il momento, ho indossato l'abito da sposa e le scarpe da ginnastica, sono salita a bordo e ho attraversato il lago pagaiando".
"È stata davvero una bellissima sorpresa – aggiunge Federico –. Non sapevo niente e vedere Francesca arrivare così, sul lago, è stato molto emozionante".
Alla cerimonia hanno partecipato anche numerosi residenti e villeggianti, che hanno voluto condividere con la coppia quel momento.
"È stato bello perché si è creato un vero ambiente di comunità – sottolinea Francesca –. Ci siamo sentiti davvero a casa".
Un rapporto con il territorio dimostrato anche il giorno successivo, (questa mattina, giovedì 27 agosto n.d.r.) quando i neo sposi sono tornati sul lago per ripulire l'area e recuperare petali, coriandoli e quanto rimasto dopo la cerimonia.














