/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 27 settembre 2026, 14:43

Ad Alba, San Domenico diventa il palcoscenico del nuovo giallo di Mauro Rivetti

Con "Chi uccide racconta", lo scrittore albese firma l'ottavo capitolo delle indagini della PM Teresa Bianco, celebrando l'impegno della Famija Albeisa e l'eredità del critico d’arte Roberto Longhi.

C'è un filo indissolubile che lega la grande letteratura di genere alla memoria storica dei nostri luoghi più autentici. Un legame profondo che oggi trova la sua consacrazione nel nuovo, attesissimo romanzo giallo dello scrittore albese Mauro Rivetti, dall’enigmatico titolo "Chi uccide racconta" (Golem Edizioni). Con la sua penna affilata e la consueta sensibilità per le radici piemontesi, l’autore elegge la monumentale Chiesa di San Domenico di Alba non a semplice sfondo, ma a vero e proprio protagonista, custode di segreti inconfessabili e di una bellezza sfolgorante.

La scelta di questa ambientazione è un omaggio esplicito allo straordinario operato della Famija Albeisa che, grazie alla fiducia concessa dal Capitolo del Duomo, ha salvato dall'oblio questo capolavoro architettonico. Adottando San Domenico, la Famija Albeisa l'ha restituito alla comunità come un organismo vitale, trasformandolo nel cuore battente dell'arte e dell'incontro culturale cittadino.

LA TRAMA

È proprio tra queste navate che la trama prende vita con un incipit folgorante. La città viene scossa dal ritrovamento del corpo di un discendente di Roberto Longhi, il leggendario critico d'arte che nel Novecento riportò alla luce il genio di Caravaggio, trovato morto ai piedi di un quadro inquietante che sembra mutare forma. Per la PM Teresa Bianco, chiamata a risolvere il caso, l'indagine si trasforma in un labirinto di ossessioni. L'unico indizio è una fotografia ingiallita degli anni Settanta, manipolata per cancellare con furia metodica un volto: il segno di un'umiliazione antica che conduce a un outsider rimasto in ombra per decenni, oggi uomo potente capace di trasformare il rancore in un'arma letale.

Tra le nebbie autunnali e l’impresa di recupero del misterioso vitigno autoctono Liseiret, la narrazione si snoda come un ponte tra le epoche. Anche in questo romanzo, Mauro Rivetti dimostra come il noir possa farsi custode del territorio: le Langhe, il Monferrato e il Roero, Patrimonio dell'Umanità UNESCO, non sono tali per caso, ma per la cura di chi li abita. La letteratura diventa così lo strumento per far viaggiare la bellezza locale ben oltre i confini regionali.

Ma "Chi uccide racconta" è molto più di un'indagine criminale; è il tentativo di fissare nella memoria collettiva l'anima di Alba. Le atmosfere della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, i calici di Vinum, le note di Alba Music Festival, le riflessioni di Circonomia, gli appuntamenti del Teatro Sociale Busca e l'attesa per Alba Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2027, emergono come tasselli di una quotidianità riconoscibile che avvolge il lettore e, al tempo stesso, lo inganna. Perché dietro le luci della vita pubblica si muove un assassino spietato, capace di trasformare il rigore in un'ossessione implacabile.

Con uno sguardo originale, Rivetti dà vita a una galleria di personaggi ispirati a figure reali della società albese. Artisti, professionisti, politici e commercianti e cittadini entrano nella narrazione conservando tratti caratteriali, consuetudini e comportamenti che lasciano trasparire, dietro la finzione narrativa, la loro autentica identità. Tra questi spicca l'artista Maurizio D'Andrea, la cui mostra in San Domenico ha fornito la scintilla iniziale del romanzo: un chiaro esempio di come l'arte, per citare lo stesso D'Andrea, sia sempre ispirazione e contaminazione. È un gioco letterario sottile in cui il confine tra realtà e finzione diventa invisibile, portando il lettore a camminare tra le pagine come un testimone silenzioso.

Come sostiene l'autore: «In fondo la vita assomiglia a un libro: non basta sfogliarla, bisogna imparare a leggerla». E tra le pagine di questo giallo, mentre inseguirà l'assassino, il lettore finirà per trovare anche una parte di sé stesso.

LA PRESENTAZIONE

L'appuntamento per la presentazione ufficiale, promossa con orgoglio dalla Famija Albeisa, si preannuncia ricco di colpi di scena nello stile dinamico che caratterizza gli incontri con Mauro Rivetti. All'evento prenderanno anche parte artisti, ospiti prestigiosi e l'Associazione Produttori di Liseiret, una sinergia nata grazie alla Confraternita della Nocciola Tonda Gentile di Langa per celebrare lo spirito d'accoglienza delle nostre colline, con un'esclusiva sorpresa finale per tutti i presenti.

c.s.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium