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Politica | 30 settembre 2026, 19:19

Cas a Brondello, la Prefettura replica al sindaco: “Verifiche sulla struttura da mesi, nulla osta”

Il prefetto Mariano Savastano precisa: “Non si comprende perché il Comune non possa essere idoneo” e respinge le obiezioni sollevate da Paolo Radosta

Cas a Brondello, la Prefettura replica al sindaco: “Verifiche sulla struttura da mesi, nulla osta”

Botta e risposta sul possibile Centro di Accoglienza Straordinaria nell'ex ristorante “La Torre” di Brondello. Il prefetto di Cuneo Mariano Savastano e il responsabile unico del progetto Giuseppe Zarcone rispondono punto per punto al sindaco Paolo Radosta che aveva scritto una lettera alla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

Superato lo stupore per la lettera aperta, la prima contestazione si focalizza sul rischio si potesse lasciar intendere un totale disinteresse da parte della Prefettura di Cuneo rispetto alle procedure di assegnazione di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio di quel Comune si ricorda il diretto coinvolgimento del sindaco con un incontro dedicato proprio ad approfondire il tema. “Nello scorso mese di marzo – si legge nella nota della Prefettura -, è stato coinvolto e gli sono state dettagliatamente illustrate le modalità di funzionamento di un centro di accoglienza straordinario e come la Prefettura si adoperi per vigilare puntualmente sulla corretta condotta del gestore del C.A.S. e degli ospiti. Di più, è stato spiegato al Sindaco come in una comunità di così ristrette dimensioni, l'apertura del C.A.S. potrebbe addirittura essere un volano per l'economia locale e la Prefettura ha messo in contatto il Sindaco stesso con l'Ente Gestore proprio per agevolare la fase di "start up"”. 

Due fondamentalmente i punti sollevati da Radosta, rispettivamente sul suo ruolo e sulla sostenibilità di spazi e luoghi adibiti all'accoglienza.

"L'ex struttura alberghiera de 'La Torre' – aveva sostenuto Radosta - presenta una superficie complessiva di circa 501 metri quadrati, mentre la superficie riconducibile alla destinazione ricettiva è di circa 77,78 metri quadrati”. 

Anche su questo la risposta puntale della Prefettura rimanda al mittente i dubbi sull'adeguatezza della struttura e “nonostante più volte richiesto, il sindaco non ha mai rappresentato elementi realmente ostativi all'apertura del centro di accoglienza, limitandosi ad asserite incompatibilità ambientali e territoriali e paventando abusi edilizi che, però, di fatto, almeno ad oggi, non sono stati provati, ammesso e non concesso che essi incidano in concreto sulla sicurezza dell'edificio. Se ritiene, da riscontri documentali tecnici, che sussistano le problematiche esposte nella lettera aperta in termini di sicurezza della struttura, dovrebbe (o meglio: deve) rappresentarlo. Ribadiamo, infatti, che non è necessario che l'intera struttura abbia tale destinazione. E' sufficiente una qualsiasi destinazione urbanistica purchè compatibile con l'alloggio temporaneo di persone in condizioni di sicurezza”. 

Nella sua lettera aperta alla presidente del Consiglio il sindaco di Brondello proponeva alcune modifiche relative ai criteri dei bandi prefettizi, introducendo una valutazione della proporzionalità del numero degli ospiti rispetto alla popolazione residente, delle caratteristiche dei piccoli Comuni e delle aree montane, oltre a verifiche preventive sulla sicurezza e sulla conformità degli immobili.

Tra le richieste figurava anche un coinvolgimento preventivo e formalizzato dell'amministrazione comunale.“Non chiedo che ogni sindaco possa semplicemente dire 'no'. Chiedo che prima di dire 'sì' all'accoglienza in un territorio, lo Stato ascolti chi quel territorio lo amministra ogni giorno - afferma Radosta”.

Una vicenda su cui gli uffici diretti dal dottor Savastano fanno luce chiarendo come per l'individuazione dei gestori delle strutture di accoglienza deve essere scrupolosamente applicata la legge, nella fattispecie il Codice dei Contratti. “La Prefettura – si precisa -, prima della stipula del contratto di appalto, deve verificare la rispondenza dell'immobile alle condizioni di legge e ciò è esattamente quanto si sta facendo ormai da mesi con estrema attenzione tant'è che il contratto di appalto non è ancora stato sottoscritto e nessuno dei 1.500 ospiti presenti oggi in provincia, è stato assegnato alla comunità di Brondello”.

La conclusione dagli uffici di via Roma a Cuneo è netta: “Davvero, non si comprendono le motivazioni per le quali Brondello non sarebbe idonea ad ospitare alcuni cittadini extracomunitari richiedenti protezione internazionale, sino ad un massimo di 24 persone, non abbandonate a loro stesse, ma gestite con l'attenta vigilanza della Prefettura e soprattutto non capiamo perché in numerosi altri Comuni della provincia (ad oggi 10) di uguale dimensione demografica od anche leggermente più grandi, ma con più ospiti - e, dunque, con un rapporto proporzionale più elevato - questi problemi non sussistano”. 

Ma nello specifico il sindaco aveva già messo le mani avanti precisando:“Non sono contrario all'accoglienza. Non lo è la comunità che rappresento. Non considero la presenza di persone provenienti da altri Paesi come un problema in sé. Credo però che l'accoglienza debba essere ordinata, proporzionata, sicura, dignitosa e rispettosa delle regole. Per tutti: per le persone accolte, per gli operatori, per i proprietari delle strutture e per le comunità locali".

Una posizione a cui non manca replica dalla Prefettura. “Lo rassicuriamo – scrivono - sul fatto che l'accoglienza a Brondello, come altrove, sarà ordinata, proporzionata, sicura, dignitosa e rispettosa delle regole, prendendo volentieri atto che il Sindaco, per sua stessa dichiarazione, non si sottrarrà alle sue responsabilità - se e quando ce ne sarà bisogno per i continui arrivi, benchè oggi ridotti, di richiedenti asilo da accogliere nei CAS per non lasciarli in strada - contribuendo, pertanto, a gestire l'insediamento del centro di accoglienza nel territorio comunale e come non verrà meno - come da lui pubblicamente dichiarato - al dovere di solidarietà”.

Sara Aschero

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