In Piemonte nel 2025 sono stati accertati 1.306 reati ambientali rappresentando lo 3,7% dei reati a livello nazionale, con 1.177 persone denunciate e 271 sequestri, dati che collocano la regione all'undicesimo posto nella classifica nazionale dell'illegalità ambientale. Il dato emerge dal nuovo report di Legambiente "Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia" .
Il numero dei controlli effettuati si è attestato a 49.799, sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente, mentre i reati risultano in diminuzione. Torino e Cuneo le province con il maggior numero di reati ambientali complessivi della Regione, 299 Torino e 295 Cuneo. La novità significativa dei dati 2025 è la provincia di Cuneo al primo posto, superando Torino, per numero di reati nel ciclo illegale del cemento (77 reati) e nel traffico illegale dei rifiuti (140 reati).
Torino registra invece il numero più elevato di reati contro gli animali (58). In Valle d'Aosta sono stati accertati 91 reati ambientali, con 106 persone denunciate e 27 sequestri.
Nella classifica sulla "corruzione green" in Piemonte si registrano 4 inchieste.
"Il calo dei reati ambientali registrato in Piemonte – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - rappresenta un segnale positivo, soprattutto perché avviene a fronte di un numero di controlli sostanzialmente invariato. Tuttavia, i dati del rapporto evidenziano ancora criticità importanti e novità che meritano attenzione. Tra queste spicca il sorpasso della provincia di Cuneo su quella di Torino per numero di reati nelle categorie specifiche del ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, un dato particolarmente significativo che fotografa come le dinamiche dell'illegalità ambientale stiano cambiando e richiedano un monitoraggio sempre più capillare su tutto il territorio regionale. Restano inoltre molto preoccupanti i numeri legati al ciclo dei rifiuti, che continua a rappresentare uno dei principali fronti dell'illegalità ambientale in Piemonte, con 607 reati accertati nel 2025. Per questo è necessario proseguire con determinazione nell'attività di prevenzione e contrasto, valorizzando il lavoro delle forze dell'ordine e degli enti di controllo. In quest'ottica accogliamo con grande favore l'istituzione dell'Osservatorio regionale sul monitoraggio degli illeciti ambientali che abbiamo fortemente promosso: un protocollo d'intesa tra Regione Piemonte e Prefettura di Torino, uno strumento importante di coordinamento e conoscenza che si riunirà per la prima volta proprio nelle prossime settimane a Torino e che potrà contribuire a rendere ancora più efficace la lotta alle ecomafie nella nostra regione" .
Stando al report di Legambiente, in Italia nel 2025 calano, dopo due anni di crescita, i reati ambientali, ma le ecomafie continuano a lasciare il segno sull'ambiente e a incrementare il loro business. Quattro i segnali principali che indicano questo andamento fatto di luci e ombre.Nel 2025 nella Penisola scendono a 35.735 i reati ambientali accertati, –12% rispetto al 2024, a fronte dei 1.460.611 controlli effettuati (+0,4%). Parliamo di una media di 98 reati al giorno, 4,1 ogni ora con un ritorno ai livelli del 2023. Al calo dei reati ambientali, su cui non bisogna abbassare la guardia, si affianca però l'aumento degli illeciti amministrativi che raggiungono quota 77.895, con un +11,4% rispetto al 2024. Sommati ai 35.735 reati ambientali si arriva ad un totale di 113.630 violazioni (alla media di 311 al giorno, 13 ogni ora).
A questi due segnali, si aggiunge il primato dei reati nella gestione illecita dei rifiuti, su cui le ecomafie puntano nel 2025 mani e interessi. Sono 10.914 gli illeciti (una media di quasi 30 al giorno) accertati in questa filiera che torna a guidare nel 2025 la classifica dei reati più commessi, non accadeva dal 2018. In forte crescita anche gli incendi agli impianti di gestione (76 nel 2025, +24,7%) Al secondo posto i reati nel ciclo cemento (abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici) con 8.034 illeciti (-41% rispetto al 2024, con una flessione dovuta anche alla forte contrazione del mercato dell'edilizia) e quelli contro gli animali che confermano il terzo posto (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti) con 6.930 reati accertati (-4%). In crescita mel 2025 i reati degli incendi boschivi e di vegetazione (3.586, +10,7%), con oltre 90mila ettari andati in fumo. Diminuiscono i reati contro il patrimonio culturale (2.276 quelli accertati, -23%), una flessione che si ripercuote anche sui controlli (-8,5%) ma crescono in maniera esponenziale gli arresti per i traffici di opere d'arte e reperti archeologici (34 nel 2025 contro i 2 registrati nel 2024). In aumento l'illegalità nella filiera agroalimentare: 67.677 i reati e gli illeciti amministrativi (+46% rispetto al 2024), con una crescita del 109,1% del valore economico di sequestri e sanzioni, per 968 milioni di euro. Il quarto segnale riguarda il business illegale delle ecomafie, che nel 2025 vola a ben 11,5 miliardi di euro, contro i 9,3 miliardi del 2024, registrando un aumento del +2.2 miliardi, dovuto alla crescita della gestione illecita dei rifiuti, delle filiere agroalimentari e del mercato di specie protette.














