C’è fermento in Fratelli d’Italia. Le imminenti scadenze elettorali, le turbolenze della Fondazione CrCuneo e vari altri fattori che vedono il partito di Giorgia Meloni in posizione marginale nel Cuneese rispetto agli altri partner di coalizione, hanno indotto il ministro della Difesa Guido Crosetto a suonare la sveglia ai suoi.
Una sveglia che ha il sapore di una strigliata e che più o meno può suona così: “In provincia di Cuneo abbiamo avuto il 31% alle ultime elezioni politiche e a Cuneo città il 26%. A fronte di percentuali di questa entità, non possiamo lasciare che a condurre il gioco siano sempre e solo altri”.
Il riferimento taciuto è al Patto Civico e a Forza Italia che la fanno da padroni.
Crosetto, in mille faccende internazionali affaccendato, ha trovato il tempo di occuparsi per un attimo delle vicende cuneesi, considerato che sarà questo il collegio in cui verosimilmente l’anno prossimo sarà candidato alla Camera o al Senato.
L’iniziativa del ministro da messo in agitazione il partito, tanto che il segretario regionale Fabrizio Comba si è sentito in dovere di convocare in fretta e furia una riunione (di cui si è avuta notizia solo a cose fatte) il 21 settembre.
L’incontro si è svolto nel municipio di Marene, guidato dal sindaco Alberto Deninotti, dirigente provinciale, e ha visto la presenza dei massimi esponenti del partito, compreso l’europarlamentare Giovanni Crosetto, nipote del ministro.
La scelta di Marene non è stata dettata solo da ragioni geografiche, perché baricentrica rispetto al contesto provinciale, ma perché qui Crosetto – prima di intraprendere la carriera politica che l’ha portato al governo nazionale – ha mosso i suoi primi passi come sindaco per tre mandati consecutivi, dal 1990 al 2004.

(Guido Crosetto)
Sul tavolo la volontà di ricompattare le fila del partito, dove – a distanza di tre anni - ancora permangono le fibrillazioni dell’ultimo congresso provinciale, svoltosi nel novembre 2023.
L’ipotesi è quella di costituire una sorta di “direttorio”, composto dai massimi esponenti provinciali del partito, per andare a trattare nell’immediato col presidente della Provincia Luca Robaldo e, successivamente, con il Patto Civico e le altre forze politiche di centrodestra in vista delle elezioni amministrative di Cuneo, Mondovì e Savigliano.
Fratelli d’Italia vuole portare in Consiglio provinciale due consiglieri – attualmente è rappresentata solo dal monregalese Rocco Pulitanò - e per questo pensa a candidature che, nel voto ponderato, abbiano un peso di rilievo. Tra queste viene presa in seria considerazione il nome della consigliera comunale di Cuneo Noemi Mallone.
Viene esclusa la lista unitaria, perché il ministro Crosetto e lo stesso direttivo provinciale non la considerano politicamente praticabile.
In compenso, FdI rinnoverà l’invito al Patto di fare parte, insieme ai tre partiti di centrodestra, di un’unica lista, lasciando Pd e centrosinistra al loro destino.
Sabato la direzione perfezionerà la richiesta che - si apprende - verrà avanzata a Robaldo in termini “energici” e verrà definirà la composizione della delegazione che seguirà questa e le prossime trattative.
Secondo alcuni si tratterebbe di una sorta di “commissariamento”, secondo altri appunto di un “direttorio” per mostrare compattezza e dare più forza ai vertici del partito.














