/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 11 ottobre 2026, 06:06

Reati ambientali, Cuneo supera Torino: parlano i Forestali

Il rapporto Ecomafia di Legambiente e il bilancio del reparto specializzato dei Carabinieri: 13.600 controlli nel 2025

(foto di repertorio)

(foto di repertorio)

La provincia di Cuneo supera Torino per numero di reati accertati nel ciclo illegale dei rifiuti e del cemento. È uno dei dati più significativi che emergono dal rapporto Ecomafia di Legambiente, relativo al 2025, che colloca il Cuneese al primo posto in Piemonte per queste due tipologie di illeciti ambientali.

Nella Granda sono stati accertati complessivamente 295 reati ambientali, appena quattro in meno rispetto ai 299 della provincia di Torino. Il sorpasso emerge analizzando i singoli settori: 140 reati nel ciclo illegale dei rifiuti e 77 in quello del cemento.

A livello regionale, nel 2025 sono stati accertati 1.306 reati ambientali, pari al 3,7% del totale nazionale, con 1.177 persone denunciate e 271 sequestri. Numeri che collocano il Piemonte all'undicesimo posto nella classifica nazionale dell'illegalità ambientale. I controlli effettuati sono stati 49.799, sostanzialmente stabili rispetto all'anno precedente, mentre i reati risultano in diminuzione.

«Il calo dei reati ambientali registrato in Piemonte – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta – rappresenta un segnale positivo, soprattutto perché avviene a fronte di un numero di controlli sostanzialmente invariato. Tuttavia, i dati del rapporto evidenziano ancora criticità importanti e novità che meritano attenzione».

Tra queste, proprio il sorpasso della provincia di Cuneo su quella di Torino in alcune tipologie di reato. Restano inoltre, sottolinea De Marco, «molto preoccupanti i numeri legati al ciclo dei rifiuti, che continua a rappresentare uno dei principali fronti dell'illegalità ambientale in Piemonte, con 607 reati accertati nel 2025».

L'associazione ambientalista accoglie inoltre positivamente l'istituzione dell'Osservatorio regionale sul monitoraggio degli illeciti ambientali, uno strumento che aveva fortemente promosso.

Sul significato dei dati interviene anche Roberto Cavallo, assessore all'Ambiente del Comune di Alba, reduce dalla Keep Clean and Run in cui ha corso per 349 km, raccogliendo 498 kg di rifiuti, che invita a interpretare con attenzione le statistiche sull'illegalità ambientale.

«Il dato elevato dei reati è legato prima di tutto a denunce e indagini, da questo punto di vista la provincia di Cuneo ha la fortuna di avere una buona struttura di controllo, dalle forze dell’ordine all’Arpa, ma anche una cittadinanza attenta che a difesa del proprio territorio è pronta a segnalare e a denunciare se del caso».

Secondo Cavallo, il confronto tra province richiede quindi cautela, perché il numero degli illeciti accertati può dipendere anche dalla diversa intensità delle attività investigative. Accanto ai controlli, ritiene fondamentale investire nella prevenzione, semplificare le procedure burocratiche e accompagnare le imprese verso una gestione corretta dei propri scarti, favorendo la riduzione dei rifiuti, la rigenerazione urbana e la cosiddetta simbiosi industriale.

«Un sano rapporto tra cittadini, istituzioni, forse dell’ordine e autorità competenti e organizzazioni di categoria può liberarci dalle irregolarità, dai reati e dal rischio di gestione di alcune fasi da parte della malavita organizzata».

Ma come si spiegano i numeri della provincia di Cuneo? Il primato nei reati accertati riflette una maggiore diffusione dei fenomeni illegali oppure anche l'intensità dei controlli e delle attività investigative?

Per approfondire il quadro e comprendere come si sviluppa concretamente il contrasto all'illegalità ambientale nella Granda, abbiamo incontrato il tenente colonnello Luca Stella, comandante provinciale dei Carabinieri Forestali di Cuneo.

Il bilancio operativo del 2025 restituisce la dimensione dell'impegno sul territorio: 13.600 controlli, 320 persone deferite all'autorità giudiziaria e sanzioni amministrative per oltre un milione di euro. Un'attività che coinvolge 14 Nuclei Carabinieri Forestali e che comprende, accanto alla repressione dei reati, anche prevenzione, educazione ambientale e tutela del patrimonio naturale.

Tenente colonnello Stella, il rapporto Ecomafia evidenzia il sorpasso di Cuneo su Torino nei reati legati ai rifiuti e al cemento. Come interpreta questi dati?

«I numeri dimostrano, anche in una provincia considerata virtuosa come quella di Cuneo, che gli interessi dei gruppi criminali in quei settori non solo non è mai diminuito ma è in crescente aumento. Ciò è dovuto alle grandi opportunità di guadagno riconducibili agli illeciti ambientali. A questo bisogna aggiungere che i dati sono lo specchio di un impegno costante e dell’elevata professionalità dimostrata sia dai Reparti dell’Arma ma che dalle altre Forze di polizia e dalle Agenzie Regionali per l’ambiente (Arpa) che sotto la guida della magistratura svolgono un ruolo strategico su tutto il territorio nazionale.»

La provincia di Cuneo è molto estesa e comprende realtà agricole, industriali, artigianali e montane. Quali sono le principali criticità ambientali?

«L’impegno dell’Arma dei Carabinieri in materia ambientale svaria dal contrasto agli incendi boschivi, al traffico di specie protette, al maltrattamento degli animali da affezione e da allevamento, agli abusi edilizi e poi ci sono i reati in materia di rifiuti e in campo agroalimentare dove tra i compiti specifici abbiamo la verifica della tracciabilità e dell’etichettatura dei prodotti e il contrasto alle frodi alimentari. Da ultimo ma non per importanza, all’Arma spetta anche il controllo della stabilità del manto nevoso, il monitoraggio delle condizioni meteo-nivologico in alta montagna e il supporto all’Arma territoriale per il servizio di vigilanza nei comprensori sciistici.»

Nel ciclo dei rifiuti sono stati accertati 140 reati. Quali violazioni riscontrate più frequentemente?

«Le condotte illegali variano dall’abbandono, alla gestione di rifiuti non autorizzata, alla discarica abusiva fino allo smaltimento illecito mediante combustione. Nello specifico abbiamo constatato in provincia di Cuneo un incremento delle illegalità ai danni delle c.d. isole ecologiche. Sono soventi i furti di materiale ferroso e componenti metalliche perpetrate nei confronti dei gestori di queste attività al fine dell’illecita cessione ad altri soggetti terzi.»

Qual è stato il bilancio operativo dei Carabinieri Forestali nel 2025?

«Nell’anno 2025 a fronte di 13.600 controlli, sono state deferite 320 persone ed elevate sanzioni amministrative per più di un milione di euro. Il trend rispetto agli anni precedenti è con un numero di controlli in aumento del 10% e una leggera diminuzione sia dei reati che delle sanzioni amministrative».

Un'attività capillare che si sviluppa attraverso 14 Nuclei Carabinieri Forestali, presenti sul territorio provinciale, e che comprende sia interventi di prevenzione sia indagini di polizia giudiziaria.

A illustrare le principali attività investigative condotte nel Cuneese è il capitano Desiree Pagani, comandante del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Cuneo.

Capitano Pagani, quali sono state le operazioni investigative più significative condotte nel Cuneese?

«In particolare il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Cuneo nel corso del 2025 ha avviato numerose attività di indagine che hanno permesso di attenzionare determinate condotte ricorrenti sul territorio del Cuneese. Posso citare l’indagine effettuata dai militari inerente al perpetuarsi di furti di rifiuti aventi valore economico, da alcune “Isole Ecologie” della Provincia. A seguito di segnalazioni, successivamente supportate da attività tecniche proseguite per mesi, gli investigatori individuavano 14 soggetti, responsabili a vario titolo di aver asportato dai Centri di Raccolta (C.D.R.) rifiuti come RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), cavi elettrici, rame, ottone, ferro e acciaio, a danno dei centri stessi e con la compiacenza di alcuni dipendenti della ditta appaltante il servizio di gestione e guardiania degli impianti.

Altrettanto ricorrenti risultano essere le condotte configuranti il reato di trasporto, gestione e smaltimento illecita di rifiuti (art. 256 D.lgs. 152/2006), la discarica non autorizzata (art 256 comma 3 D.lgs. 152/2006), tutte condotte contestate anche nel corso dell’“Operazione Tanaro” a carico di 21 soggetti indagati.

Inoltre, le attività investigative hanno portato ad accertare il fenomeno della spedizione illegale di rifiuti ai sensi dell’art 259 del D.lgs. 152/2006 effettuato mediante la falsificazione della documentazione e l’occultamento di rifiuti all’interno di container pronti per essere spediti verso Paesi Africani.»

Il riferimento all'operazione Tanaro, condotta nell'Albese e tornata recentemente al centro della cronaca per nuovi interventi dei Carabinieri, conferma quanto il problema della gestione illecita dei rifiuti interessi anche il territorio di Langhe e Roero. Le indagini hanno riguardato, tra l'altro, attività di trasporto, gestione e smaltimento non autorizzato di materiali, con il coinvolgimento di 21 indagati.

L'intervista prosegue con il tenente colonnello Luca Stella, approfondendo il ruolo della prevenzione e le priorità operative dei Carabinieri Forestali.

Quanto conta la prevenzione e quale ruolo svolgono le segnalazioni dei cittadini?

«La ringrazio della domanda perché l’attività preventiva, anche se non fa notizia come le operazioni di polizia giudiziaria, è lo strumento che consente di evitare il danno, che in materia ambientale è spesso insanabile. L’impegno è quotidiano e costante su tutto il territorio attraverso i 14 Nuclei Carabinieri Forestali che operano in sinergia e totale collaborazione con il Comando provinciale Carabinieri e tutti i Reparti dell’Arma presenti in provincia. La collaborazione con gli altri organismi di controllo per noi è fondamentale e contare sul sostegno dei cittadini che come “sentinelle sul territorio” segnalano fatti per noi rilevanti, ci consente di ottimizzare i tempi rendendo il nostro operato incisivo ed efficace. Per finire la prevenzione si fa anche nelle scuole, attraverso gli incontri con gli studenti perché educare i giovani è garanzia di un futuro migliore e viene fatto “nell’interesse delle future generazioni” come ci insegna l’art. 9 della nostra Costituzione.»

Quali sono le priorità operative dei Carabinieri Forestali e i fenomeni emergenti sui quali concentrare l'attenzione?

«Le priorità operative rimangono immutate, la tutela dell’ambiente, del territorio e il contrasto ai fenomeni criminosi in generale. L’estate appena trascorsa, particolarmente calda e siccitosa, ha impegnato i militari nell’attività di individuazione dei responsabili degli incendi boschivi che statistiche alla mano, sono riconducibili per la quasi totalità all’uomo. In provincia di Cuneo, oltre ai settori di cui abbiamo già parlato, merita attenzione il comparto agroalimentare che nella provincia “Granda” costituisce un’eccellenza a livello nazionale.»

Quando si parla di traffico illecito di rifiuti emerge anche il tema della criminalità organizzata. Qual è la situazione nel Cuneese?

«In generale, per quello che è il nostro osservatorio, nel traffico illecito di rifiuti come in altri contesti, la criminalità organizzata preferisce le strategie silenziose che si manifestano nelle infiltrazioni ed azioni corruttive piuttosto che adottare strategie violente. Sono forme di collusione e sinergie tra ambienti criminali ed esponenti delle pubbliche amministrazioni che spesso si manifestano nell’alterazione dei processi decisionali e nella distrazione di risorse pubbliche. In altri casi l’illegalità si manifesta attraverso la pressione estorsiva ed usuraria nei confronti delle attività commerciali o imprenditoriali. Tutte le Forze di Polizia, sotto la guida della Procura della Repubblica di Cuneo e di Asti, vigilano e operano quotidianamente per scongiurare che tutto ciò accada, anche nella nostra provincia.»

E tra i protagonisti di questa storia, non dobbiamo dimenticarlo, ci siamo anche noi cittadini. Quelle «sentinelle sul territorio» ricordate dal tenente colonnello Luca Stella. Persone che vivono questi luoghi ogni giorno, che li conoscono e che possono fare la differenza anche soltanto scegliendo di non voltarsi dall'altra parte.

Perché amare un territorio non significa soltanto raccontarne le bellezze, ma anche avere il coraggio di denunciarne le ferite. E soprattutto non rassegnarsi a considerarle inevitabili.

Salvo Faiella

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium