Sabato 17 ottobre alle ore 10.30 nella sala conferenze di Palazzo Banca d'Alba in via Cavour 4 ad Alba inizia la mattinata dedicata all'inaugurazione ufficiale della mostra "Barnaba da Modena ad Alba La Madonna Bergui: un dono prezioso per la città", visitabile nella sala Consiglio "Teodoro Bubbio" del Palazzo comunale di Alba, dal 17 ottobre 2026 al 3 gennaio 2027.
Un'esposizione inedita nata grazie alla straordinaria donazione al Comune concessa dalla dottoressa Giovanna Bergui, della tavola trecentesca "Madonna che allatta il Bambino" del 1380 dell'artista Agocchiari Barnaba detto Barnaba da Modena". L'opera entra così ufficialmente a far parte delle collezioni civiche, arricchendo il patrimonio artistico della città con una testimonianza di eccezionale valore storico e culturale.
Per celebrare questo storico avvenimento, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Gatto con la vice sindaco e assessora alla Cultura Caterina Pasini, presenta il progetto scientifico ed espositivo che offre al pubblico l'opportunità di approfondire la conoscenza dell'opera, del suo autore e del contesto storico e artistico di Alba e del Piemonte meridionale alla fine del Medioevo.
La presentazione e il programma inaugurale
La mattinata si aprirà a Palazzo Banca d'Alba con la presentazione del progetto scientifico ed espositivo.
Al termine degli interventi, l'iniziativa proseguirà nel Palazzo comunale, dove sarà inaugurata la mostra nella sala Consiglio "Teodoro Bubbio", con una visita guidata all'esposizione.
La mostra si inserisce in un ambiente che già custodisce importanti testimonianze artistiche, tra cui la Madonna col Bambino e i santi Francesco d'Assisi e Tommaso d'Aquino con due dame oranti di Macrino d'Alba, del 1501, e Il Concertino di Mattia Preti.
Il percorso propone un approfondimento sulla pittura e sulle arti figurative nel Trecento, sul ruolo di Barnaba da Modena e sui rapporti culturali e artistici che legavano Alba alla Liguria, alla Lombardia e all'Europa.
"La donazione della Madonna Bergui alla città di Alba è un gesto di straordinario valore, dichiarano il sindaco Alberto Gatto e la vice sindaco e assessora alla Cultura Caterina Pasini, che desideriamo ringraziare pubblicamente. La generosità della dottoressa Giovanna Bergui consegna alla comunità un'opera di grande rilevanza storico-artistica e, al tempo stesso, un pezzo della nostra storia, che da oggi potrà essere conosciuto, studiato e ammirato da tutti. Questa mostra non è soltanto un'occasione per scoprire da vicino un capolavoro del Trecento, ma anche un invito a riscoprire il ruolo che Alba ha svolto nei rapporti artistici e culturali tra il Piemonte, la Liguria e l'Europa. Valorizzare il patrimonio significa custodire la nostra identità, renderla accessibile alle nuove generazioni e rafforzare il legame tra la città e la sua storia. Come Amministrazione comunale, siamo particolarmente lieti di accogliere questa importante opera nelle collezioni civiche e di accompagnarne l'ingresso con un progetto scientifico ed espositivo che mette al centro la ricerca, la conoscenza e la condivisione. Ringraziamo la donatrice, gli studiosi, la restauratrice e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa, oltre ai partner che ne hanno sostenuto il percorso. La cultura è un bene comune: ogni opera restituita alla collettività è un patrimonio che si arricchisce e una nuova opportunità per raccontare Alba, la sua storia e la sua bellezza a cittadini e visitatori".
Il percorso espositivo
I. Il Trecento ad Alba tra gli echi del gotico francese e il mondo lombardo
- Maestro della Madonna Grande del Duomo di Asti, Frammento di Cristo crocifisso, Millesimo, chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate (in deposito presso il Palazzo vescovile di Mondovì), legno intagliato, circa 25 × 15 cm.
- Orafo senese, Croce reliquiario, Somano, chiesa parrocchiale di San Donato, argento dorato, 34 × 28 × 2 cm.
- Orafo avignonese, Calice, Alba, cattedrale di San Lorenzo, Museo del Tesoro, argento dorato, altezza 16 cm, diametro 22 cm.
- Pittore ligure-toscano, Cristo di Pietà tra l'Addolorata e San Giovanni Evangelista, Alba, chiesa di San Domenico, affresco staccato, circa 170 × 170 cm.
II. Barnaba da Modena ad Alba
- Barnaba da Modena, Madonna con il Bambino e angeli, Alba, chiesa di San Giovanni, tavola, 141 × 98 cm.
- Barnaba da Modena, Madonna delle Grazie (Madonna Bergui), Alba, Palazzo comunale, tavola, 94 × 64 cm.
Date e orari di apertura
La mostra sarà aperta al pubblico dal 17 ottobre 2026 al 3 gennaio 2027 nei seguenti orari:
- Venerdì: dalle ore 15.00 alle 19.00.
- Sabato e domenica: dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 19.00.
Approfondimenti storico-artistici
Barnaba da Modena, Madonna delle Grazie (Madonna Bergui): un'opera chiave per la storia dell'arte piemontese
La Madonna Bergui è da oltre un secolo al centro della letteratura storico-artistica internazionale. Inserita già nel 1909 tra le opere oggetto delle prime campagne di tutela statale, in quanto uno dei pochissimi dipinti privati piemontesi di eccezionale importanza, la tavola trovò un ulteriore riconoscimento nel 1938, quando Vittorio Viale la presentò nella storica mostra Gotico e Rinascimento in Piemonte, a Torino.
Rimasta per oltre un secolo di proprietà della famiglia Bergui De Giacomi, l'opera proviene con ogni probabilità dalla chiesa di San Domenico di Alba. Il dipinto si affianca a un'altra celebre testimonianza della presenza di Barnaba in città, la Madonna con il Bambino del 1377, oggi conservata nella chiesa di San Giovanni, confermando lo stretto legame tra il maestro modenese e il territorio albese.
Barnaba da Modena: un ponte tra Liguria ed Europa
Protagonista della pittura nell'Italia nord-occidentale del XIV secolo, Barnaba degli Agucchiari, originario di Modena e documentato tra il 1361 e il 1386, seppe fondere il realismo di matrice giottesca ed emiliana con la tradizione delle icone bizantine, particolarmente apprezzate a Genova, dove sviluppò una fiorente attività artistica.
Le sue Madonne, caratterizzate da una forte intensità espressiva e da una dolcezza misurata, riscossero un ampio successo, oltrepassando i confini della Liguria per raggiungere il Piemonte, la Lombardia, la Toscana e persino il Regno di Castiglia, in Spagna. La rilevanza della sua produzione è testimoniata ancora oggi dalla presenza delle sue opere nelle collezioni di importanti musei internazionali.
Alba, crocevia culturale del Medioevo
La mostra intende mettere in luce il ruolo di Alba come crocevia geopolitico e artistico nel corso del Trecento. La posizione della città, lungo le direttrici di collegamento tra il porto di Savona, la Lombardia e la Francia, favorì gli scambi commerciali, politici e culturali.
In questo contesto si inserisce la complessa stagione vissuta dal territorio sotto l'influenza dei marchesi del Monferrato, della dinastia dei Paleologi e dei Del Carretto, famiglia legata alla storia della diocesi albese, i cui vescovi furono espressione dell'ambiente ligure tra il 1369 e il 1419.
L'eredità artistica di Barnaba contribuì a segnare profondamente la produzione locale, influenzando artisti come l'albese Pietro Gallo, attivo a Genova alla fine del secolo, e lasciando tracce significative nella pittura del Monregalese e del Cebano.
La donazione della Madonna Bergui e il progetto espositivo che l'accompagna rappresentano quindi un'occasione preziosa per riscoprire una pagina importante della storia artistica di Alba e per valorizzare il patrimonio culturale del territorio.














