Riceviamo e pubblichiamo
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Egregio Direttore,
si è svolto venerdì 16/10 a Millesimo l’incontro pubblico per l’Ospedale di Ceva che avevamo annunciato.
Un’altra tappa del percorso di mobilitazione per la causa di cui ci occupiamo da anni, dunque, è stata raggiunta.
Tanti gli argomenti discussi nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato un pubblico di cittadini attenti e consapevoli dell’importanza della questione. Al centro del confronto, la gestione delle emergenze nel territorio ligure-piemontese che costituisce il bacino di utenza dell’Ospedale di Ceva.
Infatti, una certezza ha accomunato tutti gli interventi che sono stati effettuati dai presenti: l’assoluta comunanza di interessi tra le due comunità che vivono lungo il confine tra la provincia di Cuneo e quella di Savona. E’ chiaro a tutti il ruolo svolto dal Pronto di Soccorso di Ceva, che rappresenta il punto di riferimento naturale, non solo per il Cebano e le valli contigue, ma anche per gli abitanti di Millesimo e delle zone circostanti.
Da qui dunque la richiesta corale di mantenimento del presidio e di rafforzamento dello stesso, con apertura del Pronto Soccorso H24. Tutti avvertono l’esigenza di un punto certo di prima assistenza nei casi di urgenza, perché non sempre l’elisoccorso può essere un’alternativa (per le condizioni meteo, ad esempio) e perché i tempi di percorrenza delle nostre strade possono essere davvero elevati. Non si chiede un DEA, ma un “normale” Pronto Soccorso, quello che, d’altronde, Ceva - “Ospedale di Area Disagiata” - ha sempre avuto fino al periodo del COVID.
Insistiamo molto su questo punto: l’Ospedale di Ceva è stato riconosciuto quale “Ospedale di Area Disagiata” e deve essere gestito tenendo conto di questa sua funzione particolare. Non è possibile utilizzare gli ordinari parametri di misurazione per valutare la sostenibilità dei servizi erogati a Ceva: si deve invece considerare il ruolo svolto dall’Ospedale e tenere presente che anche la cittadinanza della Val Bormida ligure guarda a questa struttura per i propri bisogni di salute.
E in quest’ottica, nel corso della serata, è emersa anche la ferma richiesta che il protocollo d’intesa tra la Regione Piemonte e la Regione Liguria dello scorso 11 febbraio trovi al più presto piena attuazione, proprio a cominciare dalla parte relativa alla gestione delle emergenze.
Altrimenti, ci chiediamo, che senso hanno i significativi investimenti per la messa in sicurezza dell’edificio?
Ormai, è stata annunciata più volte l’intenzione di spendere circa otto milioni di euro per garantire il rispetto della normativa antisismica, ed è senz’altro una buona notizia. Ma attenzione alle priorità: ciò che conta non è il contenitore, ma il contenuto - cioè, i servizi che l’Ospedale offre - ed è inutile avere una bella “scatola”, se questa poi non contiene quello che è veramente necessario.
Come CO.DI.CE., continueremo la nostra campagna a favore dell’Ospedale di Ceva e certamente seguiranno nostre ulteriori iniziative di mobilitazione.














