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Attualità | 20 ottobre 2026, 16:22

Cuneo, al Parco Fluviale si inaugura la nuova Agorà delle farfalle

Sabato 24 ottobre il taglio del nastro con un laboratorio per famiglie e un bioblitz. L'area, riqualificata grazie alla Fondazione CRC, ospita già oltre trenta specie di lepidotteri

Cuneo, al Parco Fluviale si inaugura la nuova Agorà delle farfalle

Sabato 24 ottobre alle ore 10 si inaugura l'Agorà delle farfalle del Parco fluviale Gesso e Stura riqualificata grazie al sostegno della Fondazione CRC. L’area situata a Cuneo lungo il torrente Gesso e già precedentemente dedicata ai lepidotteri, è stata risistemata nei mesi scorsi nell'ambito del programma Percorsi di sostenibilità - Misura 3, "Biodiversità e riconnessione con l'ambiente naturale". L'inaugurazione vuole essere una festa aperta a tutti. L’appuntamento, dunque, alle 10 presso l’Infopoint di Piazzale Walther Cavallera per raggiungere l’area con una breve passeggiata; seguiranno i saluti istituzionali, uno speciale bioblitz, cioè un'esplorazione collettiva per scoprire le specie di insetti presenti e un laboratorio collettivo per arredare il grande bug hotel, l’albergo per insetti che darà riparo a ospiti preziosi per la salute dell’ecosistema del greto.

L'Agorà delle farfalle si trova sulla sponda sinistra del Gesso, circa 400 metri a valle del viadotto della Pace. Nel 2007 il Parco vi aveva realizzato il percorso didattico "In un battito… d'ali", un sentiero che visto dall'alto disegna una farfalla posata con le ali chiuse. In vent'anni, però, la siccità e l'aumento delle temperature hanno messo in difficoltà le aiuole e gli arredi in legno si sono usurati. Per questo il progetto è stato realizzato anche come esperimento di adattamento al cambiamento climatico con l'obiettivo di ricreare un habitat funzionale pur senza ricorrere a misure di irrigazione e consumo di acqua, facendone un modello replicabile anche in altre zone del Parco.

L'intervento ha conservato il disegno originale e le piante che avevano resistito sono state integrate con nuovi alberi e arbusti. Più di 700 metri quadrati di prato rustico accolgono ora specie autoctone poco esigenti d'acqua, scelte per fiorire in momenti diversi dell'anno e offrire così nutrimento in ogni stagione. Ci sono erbe aromatiche come lavanda, timo, salvia e origano, e poi achillea, trifoglio rosso e salvastrella, mentre un'aiuola didattica di circa 30 metri quadrati è pensata apposta per osservare gli impollinatori da vicino. Inoltre, una siepe campestre lunga 45 metri e alcuni alberi ad alto fusto sono destinati a ombreggiare la zona favorendo la ritenuta di umidità e migliorando il microclima. 

Anche lo spazio per i visitatori è stato rinnovato con nuove bacheche e nuovi leggii e sono state posizionate alcune panchine in plastica riciclata che non richiedono manutenzione. Nei prossimi mesi l’Agorà delle farfalle tornerà a vivere grazie ai laboratori di educazione ambientale curati dalla cooperativa ITUR.

Al progetto di riqualificazione si è affiancato un progetto di ricerca basato sull’European Butterfly Monitoring Scheme (eBMS): protocollo seguito con le stesse regole in 35 Paesi europei su oltre 10.000 percorsi di osservazione gestiti da volontari. Da aprile a settembre 2026 Lorenzo Botta, seguito dalla professoressa Simona Bonelli dell'Università di Torino, ha osservato e monitorato l’area, registrando 31 specie e 335 esemplari. Quattro specie non erano mai state segnalate nel Parco, che arriva ora a contare oltre 80 specie di lepidotteri. Il monitoraggio prosegirà nei prossimi mesi e chiunque voglia potrà collaborare mettendosi a disposizione come volontario. 

Il motivo di tanta cura è concreto. La riproduzione di oltre il 70% delle specie vegetali dipende dagli insetti impollinatori e tra questi quindi anche le farfalle, che contribuiscono anche a circa il 35% della produzione mondiale di cibo. Oggi sono minacciati dai pesticidi, dalla perdita degli habitat e dagli effetti del clima che cambia.

«Gli insetti sono tantissimi, sono ovunque intorno a noi e tengono in equilibrio gli ecosistemi da cui dipendiamo, eppure quasi nessuno li conosce davvero», dice Roberta Robbione, Presidente del Parco fluviale Gesso e Stura. «Spesso li ignoriamo, sovente li classifichiamo come un fastidio. Per questo crediamo che il punto di partenza sia la conoscenza. Un bambino, una bambina che impara a riconoscere una farfalla, a seguire il volo di un'ape tra i fiori o a costruire un rifugio per un insetto diventerà una persona capace di rispettare queste creature e di capire quanto siano importanti per il pianeta. L'Agorà delle farfalle nasce soprattutto per questo: essere un'aula all'aperto dove la meraviglia diventa consapevolezza». 

«Quest'area era stata creata quasi vent'anni fa ed era diventata un punto di riferimento per scuole e famiglie», ricorda Gianfranco Demichelis, Assessore del Comune di Cuneo. «Con il tempo gli effetti del cambiamento climatico, cioè la siccità prolungata e le estati sempre più calde, le avevano fatto perdere a poco a poco sia la sua funzione ambientale sia quella di luogo d'incontro. Riqualificarla significava rispondere a entrambe le esigenze. Volevamo restituire agli impollinatori un habitat capace di resistere con poca acqua e alla città uno spazio in cui ritrovarsi, imparare e stare insieme nella natura. È un piccolo esempio concreto di come ci si possa adattare al clima che cambia».

La partecipazione all’evento inaugurale è gratuita grazie al Programma ALCOTRA - ALPIMED+ ECOTERR che sostiene l’iniziativa, ma per poter offrire un servizio adeguato, la prenotazione è obbligatoria sul sito www.parcofluvialegessostura.it. Per ogni ulteriore informazione l’Infopoint del Parco fluviale è a disposizione del pubblico secondo l’orario invernale da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 16,30.

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