“Continueremo a dare battaglia finché i lavoratori della sanità privata non si si vedranno riconosciuti gli stessi diritti dei loro colleghi del Ssn. C’è delusione dopo il tavolo al ministero del Lavoro, ma anche tanta determinazione ad andare avanti. Se lo stallo non si sbloccasse, siamo pronti a indire una o due giornate di sciopero”.
A dirlo è la responsabile Sanità privata del Nursind, Romina Iannuzzi, al termine dell’incontro di oggi al dicastero di via Veneto, in relazione allo stato di agitazione proclamato dal sindacato il 19 ottobre scorso.
Alla base della mobilitazione degli infermieri la richiesta di aprire subito il tavolo di negoziazione per il rinnovo dei contratti, fermi al 2018, ma anche quella di destinare risorse adeguate agli stipendi, divorati da anni di inflazione galoppante.
“La nostra richiesta al governo è semplice: finalizzare le risorse già stanziate dei Drg (Diagnosis related groups) per acuti in modo che i datori di lavoro possano impegnarsi ad aprire le trattative per i rinnovi. La strada giusta era quella intrapresa dal ministero della Salute con l’emendamento al decreto Pa - continua Iannuzzi -. Peccato sia stato bocciato per favorire il ripiano dei debiti delle Regioni. Un’operazione fatta sulla pelle dei lavoratori”.
“Ci auguriamo - conclude la sindacalista - che questo nodo gordiano venga sciolto al più presto. Il pallino è in mano al governo, anche alla luce della piena sintonia tra noi e i datori di lavoro sulla necessità di finalizzare le risorse. Gli infermieri della sanità privata non possono più aspettare. Anche la loro fuga dalle strutture è un fenomeno grave da arginare. Senza dimenticare quanto la sanità convenzionata contribuisca a tenere in piedi l’intero Ssn”.














