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Attualità | 23 ottobre 2026, 18:43

Monossido di carbonio: dopo la morte di Paolo e Francesco Foglino Alba propone una campagna di prevenzione

La tragedia di gennaio a Guarene, costata la vita a Paolo, titolare dell'Osteria dei Sognatori, e al figlio Francesco, all'origine dell'ordine del giorno promosso da Fabio Tripaldi. Rilevatori nelle abitazioni e sensibilizzazione al centro dell'iniziativa condivisa da maggioranza e opposizione

L'abitazione di borgata Castelrotto, a Guarene, dove sono morti Paolo e Francesco Foglino, nella notte tra l'11 e 12 gennaio scorso, a causa delle esalazioni da monossido di carbonio (foto copyright TargatoCn)

L'abitazione di borgata Castelrotto, a Guarene, dove sono morti Paolo e Francesco Foglino, nella notte tra l'11 e 12 gennaio scorso, a causa delle esalazioni da monossido di carbonio (foto copyright TargatoCn)

Una tragedia che aveva profondamente colpito Alba e che, a distanza di nove mesi, è tornata al centro del confronto politico cittadino con una proposta concreta per evitare che episodi simili possano ripetersi. La morte di Paolo Foglino, 57 anni, titolare dell'Osteria dei Sognatori di Alba, e del figlio Francesco, 17 anni, avvenuta nella notte tra l'11 e il 12 gennaio nella loro abitazione di borgata Castelrotto, a Guarene, a causa del monossido di carbonio sprigionato da una caldaia difettosa, ha ispirato un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Fabio Tripaldi per rafforzare la prevenzione delle intossicazioni domestiche.

La proposta, discussa nella seduta di commissione di giovedì 22 ottobre, ha raccolto un orientamento favorevole da parte di maggioranza e opposizioni, che hanno condiviso l'esigenza di trasformare il ricordo di Paolo e Francesco in un'iniziativa di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza. Il documento non si è limitato a richiamare l'importanza della manutenzione degli impianti, ma ha posto l'attenzione soprattutto sulla diffusione dei rilevatori di monossido di carbonio, dispositivi capaci di segnalare la presenza di un gas particolarmente insidioso perché incolore, inodore e insapore.

Nell'illustrare l'ordine del giorno, Tripaldi ha richiamato i dati attribuiti alla Società Italiana di Medicina Ambientale, secondo cui in Italia le intossicazioni da monossido di carbonio provocherebbero ogni anno tra 350 e 600 decessi e oltre 6.000 ricoveri ospedalieri. Numeri che il consigliere ha utilizzato per sottolineare come il pericolo non riguardi soltanto situazioni eccezionali, ma possa manifestarsi anche nelle abitazioni attraverso il malfunzionamento di caldaie, stufe, camini e altri apparecchi a combustione.

L'attenzione si è concentrata in particolare sui rilevatori domestici, il cui costo, secondo quanto riferito da Tripaldi, si aggira indicativamente tra 10 e 30 euro. Il consigliere ha ricordato come, nei giorni successivi alla tragedia di Guarene, l'aumento delle richieste avesse provocato difficoltà di reperimento in alcuni esercizi commerciali del territorio. Un segnale della sensibilità suscitata dall'accaduto, ma anche della necessità di costruire un'informazione più continuativa, che non si esaurisca nell'immediatezza di un episodio drammatico.

L'ordine del giorno ha quindi proposto che il Comune promuova campagne informative attraverso i propri canali istituzionali, affiancandole, dove possibile, a incontri con esperti per spiegare i rischi del monossido di carbonio, l'importanza della corretta manutenzione degli impianti e l'utilità dei dispositivi di allarme. Il testo ha inoltre sollecitato la collaborazione con associazioni, fondazioni e soggetti privati per favorire l'acquisto dei rilevatori, oltre a un'interlocuzione con i rappresentanti istituzionali provinciali, regionali e nazionali per valutare eventuali incentivi o disposizioni che ne rendano più diffusa l'installazione.

Nel corso del confronto, Massimiliano Vullo ha suggerito anche la possibilità di coinvolgere direttamente la comunità attraverso una raccolta di fondi destinata all'acquisto e alla distribuzione dei dispositivi. Tripaldi ha accolto lo spirito della proposta, preferendo tuttavia mantenere una formulazione che lasciasse spazio a diverse forme di collaborazione, senza vincolare preventivamente l'amministrazione a una modalità operativa specifica.

Un ulteriore contributo alla stesura del testo era arrivato dall'assessore Roberto Cavallo, che ha proposto di affiancare alle misure di prevenzione una riflessione sulla progressiva sostituzione degli impianti domestici a combustione con soluzioni elettriche e alimentate da fonti rinnovabili, laddove tecnicamente possibile ed economicamente conveniente. Un'integrazione che ha allargato il ragionamento dalla protezione immediata delle abitazioni alla possibilità di ridurre nel tempo alcune delle condizioni di rischio.

La discussione ha registrato anche la disponibilità dei consiglieri  Riccardo Spolaore, Emanuele Bolla e Domenico Boeri a sostenere il documento. Tripaldi ha aperto alla possibilità di estendere la sottoscrizione a tutti i componenti del Consiglio comunale, con l'intenzione di dare alla proposta un carattere condiviso, al di là delle appartenenze politiche. È stata inoltre richiamata l'opportunità di coinvolgere altre amministrazioni, a partire da Guarene, dove si era consumata la tragedia, e da Parabita, in provincia di Lecce, Comune legato alla vicenda familiare di Francesco attraverso la madre, Flavia Caravello.

Tripaldi ha definito l'iniziativa "una semplicissima battaglia di civiltà", sintetizzando così il significato di un ordine del giorno che ha cercato di tradurre una vicenda dolorosa in un impegno pubblico di prevenzione.

d.v.

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