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Politica | 23 ottobre 2026, 09:29

Salute mentale, Blengino denuncia: "Dall'1 novembre chiude il Centro Diurno di Cussanio. L'Asl deve spiegare"

Il consigliere comunale di Fossano solleva interrogativi anche sulla riduzione dei posti letto in Psichiatria a Cuneo e sulla prevista contrazione dei posti nella Comunità psichiatrica di Ceva

Matteo Blengino

Matteo Blengino

La chiusura del Centro Diurno di Cussanio, prevista dall'1 novembre, e la riduzione dei posti nelle strutture psichiatriche del territorio finiscono al centro della denuncia di Matteo Blengino, consigliere comunale di Fossano e responsabile per l'area fossanese dell'associazione "Patto Civico per la Granda". Una situazione sulla quale, secondo l'esponente civico, è necessario fare chiarezza, a partire dalle ragioni delle decisioni assunte e dalla mancata informazione all'Amministrazione comunale fossanese.

"Ho appreso della chiusura del Centro Diurno di Cussanio e, sinceramente, stentavo a crederci. Poi ne ho avuto conferma anche da alcuni esponenti sindacali che ringrazio per il loro lavoro", afferma Blengino, che chiede spiegazioni sulle motivazioni alla base del provvedimento e sulle ragioni per cui il Comune di Fossano non sarebbe stato informato.

Il consigliere sottolinea inoltre di essere in contatto con alcune famiglie e con i rappresentanti dell'associazione DiaPSi, che avrebbero accolto la notizia con sconcerto, anche per la mancanza di informazioni. "Sono in contatto con alcune famiglie e con i rappresentanti dell'associazione DiaPSi, sconcertati dalla decisione e dalla mancanza di informazione. Un servizio apprezzato che viene spazzato via con un tratto di penna. Vorrei comprendere le motivazioni di questa scelta e quali altre soluzioni sono state individuate", prosegue.

La vicenda di Cussanio, secondo Blengino, non sarebbe un caso isolato. L'attenzione si sposta infatti anche sulle decisioni che riguardano l'offerta di assistenza psichiatrica nella provincia di Cuneo. Al centro delle preoccupazioni c'è la riduzione dei posti letto della Struttura complessa di Psichiatria dell'ospedale "Santa Croce" di Cuneo, che, secondo quanto riferito dal consigliere, dall'1 ottobre sarebbe passata da 16 a 12 posti.

Un'ulteriore criticità riguarderebbe la Comunità psichiatrica di Ceva, per la quale sarebbe prevista una riduzione dei posti a partire dal prossimo 1° gennaio. Blengino chiede quindi di conoscere le ragioni delle scelte attribuite all'Azienda ospedaliera "Santa Croce e Carle" e all'Asl CN1, sollevando interrogativi sulle ricadute che tali provvedimenti potrebbero avere sui pazienti e sulle loro famiglie.

"Mi risulta che dall'1 ottobre scorso la Struttura complessa di Psichiatria dell'ospedale di Cuneo sia passata da 16 a 12 posti letto e che la Comunità psichiatrica di Ceva sia destinata alla medesima fine dal 1° gennaio prossimo. Che ragioni ci sono alla base di queste decisioni? E poi, ma vi sembra possibile che debba essere un consigliere comunale alla sua prima esperienza ad accorgersi di questa situazione?", domanda il consigliere fossanese.

Una presa di posizione che punta a riportare al centro del dibattito la disponibilità dei servizi di salute mentale e il coinvolgimento delle amministrazioni locali nelle decisioni che interessano il territorio. Per Blengino, è fondamentale comprendere quali valutazioni abbiano portato ai provvedimenti e quali alternative siano state considerate per garantire la continuità dell'assistenza.

Sul tema interviene anche Alberto Pettavino, presidente di "Patto Civico per la Granda", associazione che fa riferimento al presidente della Provincia Luca Robaldo. Il sodalizio annuncia che seguirà la vicenda e si farà portavoce delle istanze sollevate dal consigliere.

"Ringrazio l'amico e componente dell'associazione Matteo Blengino per questa attenzione al territorio e alle esigenze dei più fragili. Come Associazione ci facciamo portavoce delle sue istanze, al contempo esprimendo solidarietà alle famiglie, agli operatori e al direttore del Dipartimento di Salute mentale, dottor Risso, per questa situazione", conclude Pettavino.

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