Non solo città e paesi, ci sono delle piccole comunità e tradizioni che resistono nel tempo: le frazioni. A poca distanza dal comune di Sanfrè si trova Motta degli Isnardi, una frazione piccola e raccolta che conserva l'atmosfera dei villaggi di una volta.
Visitarla vuol dire scoprire un luogo di campagna e tradizione, dove la natura e la vita quotidiana convivono in equilibrio, magari fermandosi a scambiare due parole con gli abitanti del posto.
Qui il ritmo sembra rallentare, tra orti, cascine e una disposizione urbanistica, che rivela la sua lontana origine di complesso curtense fortificato, la cui storia si lega a vicende risalenti al tardo Medioevo.
L'insediamento è infatti citato nel 1357 quando il Comune di Bra conclude una tregua con signori e uomini di Sanfrè, Sommariva Perno e Motta degli Isnardi. Nel 1411, nel quadro della guerra contro Saluzzo, l'esercito di Savoia e Acaja attacca Motta degli Isnardi.
Nel 1468, nella divisione tra i diversi rami dei Roero, la Motta, con Sanfrè, viene assegnata al ramo di Monticello. Nel 1559 il "castello della Motta" viene, da Ludovico Isnardi, legato alla primogenitura.
Sopravvive oggi, di questa struttura, una torre con annessa casaforte e la chiesa. La torre è una massiccia costruzione quadrata del '500, a 3 piani, in posizione obliqua rispetto all'ingresso del complesso, allo scopo di poterne meglio controllare l'accesso.
La chiesa, dedicata a Santa Maria Maddalena, presenta una parte dell'edificio del tardo '600, così come il campanile. Il prolungamento posteriore e il portico anteriore con la soprastante tribuna risalgono al 1751, data riportata in facciata insieme allo stemma dei Palmella che acquisirono in tale epoca il complesso.
Insomma, per chi cercasse un tuffo nella storia, questa è davvero una tappa obbligatoria.














