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Attualità | 05 novembre 2026, 16:55

Alba ricorda l'alluvione del 1994 e parla agli adulti di domani [FOTO E VIDEO]

Al Teatro Sociale "G. Busca" un convegno dedicato al cambiamento climatico, alla Protezione civile e alla prevenzione del rischio idrogeologico

Trentadue anni dopo l'alluvione, istituzioni ed esperti si confrontano sulle sfide del futuro.

Nella mattinata di oggi, giovedì 5 novembre, a 32 anni dalla tragica alluvione del 1994, Alba ha ospitato al Teatro Sociale "G. Busca" il convegno "Cambiamento climatico, Protezione civile e Territorio tra passato, presente e futuro", un momento di approfondimento e confronto dedicato alla memoria, alla prevenzione e alle nuove sfide legate ai cambiamenti climatici.

L'incontro, introdotto e coordinato dal professor Alessandro Paire, ricercatore dell'Università di Genova, ha riunito competenze scientifiche, giuridiche e tecniche, offrendo una panoramica sulle esperienze maturate negli ultimi tre decenni e sugli strumenti necessari per affrontare le nuove emergenze ambientali.

Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Alba Alberto Gatto, dell'assessore regionale Daniele Sobrero, che ha portato anche il saluto e un messaggio del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo e dell'assessore comunale Edoardo Fenocchio.

Sono stati numerosi e variegati gli interventi proposti nel corso della mattinata. Andrea Carapellucci della Corte dei conti ha esaminato la gestione territoriale delle attività di prevenzione, mitigazione e contrasto del dissesto idrogeologico. Daniele Caffarengo della Regione Piemonte ha illustrato il ruolo della Protezione civile regionale nella gestione delle emergenze, mentre Francesca Munerol, ricercatrice della Fondazione CIMA, ha approfondito il rapporto tra giovani generazioni e consapevolezza del rischio, richiamando l'esperienza della COP dei Giovani.

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Gianluca Zanichelli dell'Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPo) si è soffermato sulle attività di protezione idraulica del territorio piemontese. Jessica Maria Chicco dell'Università di Torino ha affrontato il tema della geologia applicata alla pianificazione delle emergenze, con particolare attenzione alla lettura del territorio e all'individuazione delle aree instabili. Laura Campigotto della Protezione civile del Comune di Alba ha presentato il Piano comunale di protezione civile, mentre Marco Altamura, giurista della Fondazione CIMA, ha analizzato le sfide della Protezione civile in un contesto di cambiamento climatico. Infine, Piera Vipiana dell'Università di Genova ha approfondito il sistema delle competenze multilivello e il ruolo dei diversi livelli istituzionali nella gestione del territorio.

L'iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione CIMA, Centro di Competenza del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri.

All'evento erano presenti, oltre ai rappresentanti delle istituzioni, anche alcune delle associazioni di Protezione civile che operano sul territorio: Croce Rossa Italiana, Associazione Nazionale Carabinieri, A.I.B., Misericordie e Protezione civile comunale. Hanno partecipato inoltre gli studenti di alcune classi degli istituti superiori della città.

Uno dei messaggi più significativi emersi nel corso dell'incontro riguarda proprio il ruolo delle nuove generazioni. La prevenzione, infatti, non può essere considerata un intervento occasionale, ma deve diventare una strategia costante, sostenuta da programmazione, investimenti, conoscenza e responsabilità condivisa. Un percorso che deve coinvolgere attivamente anche i cittadini di domani.

Come sottolineato dalla ricercatrice Francesca Munerol, i giovani devono essere considerati parte attiva della comunità e adeguatamente formati sui temi della Protezione civile, dell'adattamento e della mitigazione dei cambiamenti climatici. È importante, inoltre, creare spazi in cui possano confrontarsi, esprimere le proprie idee e contribuire concretamente alla costruzione di una maggiore consapevolezza ambientale.

Tra le esperienze già attive figurano gli incontri nelle scuole con i volontari della Protezione civile, che permettono agli studenti di conoscere meglio il territorio in cui vivono e i rischi che lo caratterizzano, e la COP dei Giovani, una simulazione della Conferenza delle Parti sul clima ideata dalla Fondazione CIMA per coinvolgere i giovani cittadini nella comprensione scientifica dei cambiamenti climatici e nell'elaborazione di proposte concrete per la mitigazione e l'adattamento.

A 32 anni da quei giorni che hanno profondamente segnato il nostro territorio, Alba rinnova così il proprio impegno a custodire la memoria delle vittime, trasformandola in un'occasione di crescita collettiva. Perché la sicurezza del territorio è una responsabilità di tutti e il futuro della prevenzione passa anche dalla consapevolezza e dalla partecipazione delle nuove generazioni.

Asia Barolo

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