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Attualità | 05 novembre 2026, 11:19

Alba, tensione nella notte al dormitorio della Croce Rossa: tenta di entrare nella sede con una mazzetta e un piede di porco

L'episodio intorno all'una di giovedì 5 novembre, nella struttura di via Ognissanti che ospita il dormitorio invernale. Nessun ferito né danno, ma paura per il personale presente. Il presidente della Croce Rossa Fulvio Borgogno annuncia una denuncia. L'assessora Donatella Croce: “Anche se ci fossero cento posti, alcuni soggetti non si possono accogliere perché troppo pericolosi”

Alba, tensione nella notte al dormitorio della Croce Rossa: tenta di entrare nella sede con una mazzetta e un piede di porco

La porta colpita ripetutamente nel cuore della notte, una mazzetta e un piccolo piede di porco portati con sé, la paura di chi si trovava all'interno della sede. È quanto accaduto intorno all'una di giovedì 5 novembre alla Croce Rossa di Alba, in via Ognissanti, dove dal 29 ottobre è attivo il dormitorio invernale per le persone senza dimora. Un episodio che non ha provocato feriti né danni materiali, ma che riporta in primo piano la questione della sicurezza di chi lavora nell'accoglienza e delle persone ospitate.

A ricostruire l'accaduto è Fulvio Borgogno, presidente della Croce Rossa di Alba. Secondo il suo racconto, un uomo ha scavalcato la recinzione della sede e ha iniziato a colpire energicamente una porta di sicurezza. Aveva con sé una mazzetta e un piccolo piede di porco, circostanza che ha destato particolare preoccupazione nel personale.

All'interno si trovavano un volontario e una dipendente della Croce Rossa, che sono riusciti ad avvicinare l'uomo e a tranquillizzarlo. La persona chiedeva di essere accompagnata in ospedale. La situazione si è conclusa senza conseguenze fisiche per nessuno e senza danneggiamenti alla struttura.

“Non ha distrutto niente, non ha fatto male a nessuno. Però poteva anche succedere il peggio”, racconta Borgogno, che sottolinea come la presenza di attrezzi potenzialmente utilizzabili per forzare gli accessi abbia reso l'episodio particolarmente preoccupante.

Il presidente richiama anche la vulnerabilità di una struttura nella quale, accanto all'attività di accoglienza, si svolgono i servizi ordinari della Croce Rossa, compresi quelli sanitari. La preoccupazione riguarda tanto la sicurezza del personale quanto quella degli ospiti del dormitorio, estranei all'accaduto.

“Le persone che vengono a dormire da noi erano lì tranquille. Si cerca di aiutare tutti in ogni maniera, ma se capitano queste cose non va bene”, osserva Borgogno.

Il presidente ha annunciato l'intenzione di sporgere denuncia ai Carabinieri nella giornata di giovedì. Al momento del colloquio, la denuncia non era ancora stata formalizzata. L'episodio è stato inoltre portato all'attenzione dell'amministrazione comunale.

La vicenda si inserisce in una fase delicata per l'accoglienza invernale albese. Il dormitorio di via Ognissanti è stato aperto in anticipo rispetto al consueto calendario, il 29 ottobre, grazie all'intervento della Caritas, che garantisce temporaneamente il servizio in attesa del subentro della gestione comunale con operatori professionali, previsto dopo il 15 novembre. Una soluzione adottata per rispondere alle necessità delle persone che già nelle prime notti di freddo si trovavano senza un riparo.

Proprio la difficoltà di conciliare la richiesta di accoglienza con la tutela della sicurezza è al centro della posizione espressa dall'assessora comunale Donatella Croce, che distingue la carenza di posti disponibili dalle situazioni nelle quali la permanenza in una struttura collettiva può comportare rischi.

“Deve essere chiaro a tutti che, anche se ci fossero cento posti, alcuni soggetti non si possono accogliere in dormitorio perché troppo pericolosi. E questo è anche il motivo per cui non si può improvvisare, ma bisogna fare le cose con i corretti passaggi”, afferma l'assessora.

Una presa di posizione che arriva mentre resta aperto il confronto sul numero di posti disponibili per le persone senza dimora. La Caritas, attraverso il direttore don Domenico Degiorgis, ha più volte richiamato la necessità di ampliare la prima accoglienza, chiedendo un secondo dormitorio per rispondere a una presenza sul territorio superiore alla capienza delle strutture esistenti.

L'episodio della notte, tuttavia, pone un problema distinto da quello dei posti letto: la necessità di garantire condizioni di sicurezza a volontari, operatori e ospiti, senza confondere i comportamenti di una singola persona con quelli di chi usufruisce regolarmente del servizio.

d.v.

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