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Politica | 07 novembre 2026, 06:12

Racconigi, tra dimissioni e scelte “aventiniane” la tensione in municipio sfiora il livello di guardia

Dopo il passo indietro di Maero e le rinunce di Beltrando e Ghigo, nelle fila della minoranza arriva il segretario cittadino di Forza Italia Inverso. L’avvicinarsi delle elezioni e le inchieste giudiziarie fanno salire la febbre politica nella Città del Castello

Franco Graglia ed Enrico Inverso

Franco Graglia ed Enrico Inverso

Alta tensione in municipio a Racconigi, sia per l’incombente scadenza elettorale amministrativa, sia per le inchieste giudiziarie in corso e i rilievi della Corte dei Conti che seminano panico tra i consiglieri.

E così le dimissioni di un consigliere di minoranza, Andrea Maero, crea un caso. Non tanto per il gesto in sé, quanto perché quel seggio scotta e nessuno – a poco più di sei mesi dal ritorno alle urne – vuole occuparlo.

Andrea Beltrando, ex vicesindaco, candidato nella lista “Patrizia Gorgo sindaco” (179 preferenze personali), primo escluso, ha gettato la spugna.      

Idem Ines Ghigo Macchiorlatti Vignat (167 preferenze), presidente del consorzio per la tutela del Real Cappone, con un passato anche lei da assessore comunale.

Insomma, sono poltrone – anche se di minoranza – che scottano, prova ne sia il fatto che anche gli altri due consiglieri di opposizione, espressione della componente di sinistra, Margherita Abrate e Federico Soldati (segretario del circolo Pd racconigese) dall’estate disertano sistematicamente le sedute.

Quali siano le vere ragioni nessuno lo ha mai spiegato con chiarezza, sta di fatto che il gruppo che aveva candidato sindaco l’avvocato Patrizia Gorgo è andato in pezzi.

Ora, in Consiglio comunale entrerà, al posto di Maero, Enrico Inverso, segretario cittadino di Forza Italia, uomo vicino al consigliere regionale e coordinatore provinciale Franco Graglia.

Nei fatti, la lista che nelle elezioni comunali del 2022 aveva mancato la vittoria per una manciata di voti non esiste più.

Il quadro politico che si preannuncia in vista del ritorno alle urne in primavera è caotico.

La scelta aventiniana del centrosinistra e il conseguente ingresso di un esponente forzista, fa pensare che Patrizia Gorgo possa, in prospettiva, porsi alla testa di una lista di centrodestra moderato, per quanto di impronta civica.

Sull’altro fronte, quello che si è dissociato da Gorgo, si muove da tempo Davide Sannazzaro, sindaco uscente di Cavallermaggiore, ma – sempre da un’area di centrosinistra – potrebbe tornare in pista l’ex sindaco Gianpiero Brunetti, un veterano cattodem da tempo in rotta con il Pd locale.

Se Sparta piange, Atene comunque non ride.

La maggioranza uscente non ha ancora deciso a chi affidarsi se fosse vero, come si mormora, che il sindaco Valerio Oderda abbia intenzione di non affrontare la corsa per un eventuale terzo mandato.

Oderda è un dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, vicino al ministro Crosetto, anche se in municipio ha scelto un profilo civico con la sua “Officina Racconigi”, prova ne sia il fatto che il suo vicesindaco Alessandro Tribaudino è un ex sindacalista della Cgil.

E proprio l’eventuale ipotesi di una successione a guida Tribaudino risulterebbe poco gradita a buona parte dell’attuale maggioranza.

Per questo le tensioni serpeggiano dentro le segrete stanze del municipio.

Un dato è inconfutabile: la Città del Castello si appresta ad una campagna elettorale che si annuncia, sin d‘ora, al calor bianco.

Giampaolo Testa

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