È il fiore protagonista dell'autunno, anche detto "la margherita dai 16 petali", appartiene alla famiglia delle Asteraceae, proprio come le margherite o il girasole e ne esistono almeno 200 specie. Stiamo parlando del crisantemo.
Per tutti, per tutti noi italiani intendiamo, è usanza portare un crisantemo dove riposano i nostri cari. Il motivo per cui nel Belpaese è diventato sinonimo di "fiore dei morti" è infatti dovuto alla sua stagionalità.
Una leggenda vuole che queste piccole infiorescenze siano nate dal lavoro meticoloso e dall'amore immenso di una bambina per la sua mamma. Si narra che uno spirito mosso a pietà dalle lacrime della piccola, le consegnò una margherita, annunciandole che le era stato concesso di restare ancora insieme alla mamma per tanti giorni quanti erano i petali del fiore.
La bambina con molta pazienza e attenzione si dedicò a dividere i petali in strisce piccolissime prestando cura a non farli staccare dal fiore. Quando giunse la Morte e vide i tantissimi nuovi petali creati dalla bimba, le accordò di restare con la sua mamma per tanti anni quanti erano i nuovi petali del fiore. Nacque così il crisantemo, il fiore con un numero infinito di petali, o comunque nacque così la leggenda che l'ha fatto diventare il fiore dei morti.
La parola crisantemo nasce dall'unione di due termini greci: khrysόs - che significa oro - e ἁnthemon che vuol dire fiore. Il crisantemo è quindi il fiore d'oro che in Inghilterra viene donato in segno di amicizia o in occasione di una nuova nascita.
In Giappone questo fiore è il simbolo nazionale e lo troviamo anche nello stemma della Patria, mentre in Australia è il dono floreale tradizionale per la festa della mamma. In America il crisantemo è associato all'idea della positività e della gioia, mentre è necessario arrivare fino alla città di New Orleans per trovare in questo fiore così particolare lo stesso significato che ha per noi.














