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| 07 settembre 2010, 17:26

Confagricoltura, Coldiretti e Cia soddisfatti dell'accordo sul Moscato

Una trattativa estenuante raggiunta grazie alla mediazione dell'assessore regionale all'Agricoltura Claudio Sacchetto

Confagricoltura, Coldiretti e Cia soddisfatti dell'accordo sul Moscato

CONFAGRICOLTURA

“Si è trovato un accordo che soddisfa la parte agricola mettendo le basi per le vendemmie del prossimo triennio con rimodulazioni della produzione che terranno conto degli effettivi andamenti del mercato, per evitare atteggiamenti speculativi sulle spalle degli agricoltori e avere un prezzo di partenza concordato”. È positivo il commento di Roberto Arione, presidente di Confagricoltura Cuneo, dopo la sigla dell’accordo sul Moscato avvenuta nella tarda serata di lunedì 6 settembre da parte della Commissione Paritetica.

“Al compromesso – continua Arione, presente alla firma dell’accordo insieme al direttore di zona di Alba, Mario Viazzi – siamo giunti grazie alla mediazione decisiva dell’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, e mostrando un’apertura positiva verso il mondo industriale, col quale riteniamo che sia stata definita una soluzione positiva per l’intero comparto del Moscato piemotese”.

Dopo settimane di convulse trattative con la parte industriale si è così raggiunta una posizione che fissa per il 2010 una resa di 105 quintali per ettaro, con un compenso di 97,2 € al quintale, oltre a un supero di uva bianca per vino aromatico di 15 q.it/Ha, per arrivare fino ad un massimo di 120 q.li/Ha. A questo dato va sottratta una trattenuta per le associazioni di produttori di 7 centesimi al miriagrammo, con conseguente prezzo netto alle aziende che si attesta a 96,5 € al quintale. Inizialmente i produttori erano fermi su una resa pari a 100 q.li/Ha più un aumento rispetto all’anno precedente, mentre gli industriali avevano proposto una resa fino a 110 quintali per ogni ettaro coltivato. Le oltre 10 ore di trattative hanno consentito di mediare le due posizioni e di trovare un accordo che lascia soddisfatta l’organizzazione agricola.   

Nell’accordo, inoltre, è stato definito lo stoccaggio di Asti Spumante e Moscato d’Asti per una quantità compresa tra i 200mila ed i 240mila ettolitri. Questo creerà un automatismo molto importante di calcolo correttivo delle rese per le prossime due vendemmie, che potranno essere in rialzo o in ribasso in base ai dati reali di stoccaggio al 31 agosto . “Questa novità è il vero motivo di soddisfazione dell’accordo - dichiara Francesco Giaquinta, direttore di Confagricoltura Asti e delegato per l’associazione alla firma dell’accordo - in quanto si riuscirà a sapere quanto produrre ogni anno garantendo al comparto continuità produttiva e commerciale”.

 

COLDIRETTI

Dopo una trattativa durata per l’intera giornata del 6 settembre, in serata è stato firmato l’accordo tra la parte agricola e la parte industriale. L’accordo prevede: 2010: resa di 105 q/ha sia per Asti che per Moscato con un prezzo di 97,20 €/q comprensivo della trattenuta di 0,7 €/q. Per le uve eccedenti i 105 q/ha (superi), fissati nell’ordine massimo di 15q/ha, non è stato fissato un prezzo. 2011: resa di 100 q/ha con un prezzo di 98,00 €/q fatto salvo che la giacenza dei mosti destinati ad Asti e Moscato sia compresa tra 200.000 e 240.000 hl alla data del 31 agosto antecedente la vendemmia. Se la giacenza sarà superiore ai 240.000 hl o inferiore ai 200.000 hl, la Commissione paritetica dovrà rideterminare la resa con un minimo garantito di 95 q/ha.   2012: stessa resa, prezzo e meccanismo del 2011. “Come Coldiretti Piemonte - afferma Maurizio Soave - membro di giunta con delega al settore vitivinicolo da parte del presidente Paolo Rovellotti, ci possiamo ritenere soddisfatti in quanto l’accordo è stato firmato e la paritetica continua la propria operatività e mantiene una valenza economica di chiaro riferimento per il settore. In una situazione di crisi come quella attuale, la firma dell’accordo permette alle aziende di avere un reddito certo con rese e prezzo fissato. Non possiamo comunque non evidenziare apprensione per il fatto che la resa del Moscato d’Asti “tappo raso” non sia stata differenziata rispetto a quella dell’Asti così come richiesto dalla parte agricola.” “Il prezzo reale che percepiranno le aziende agricole per il 2010 – precisa Luca Andreoletti responsabile tecnico del settore - sarà di 96,50 €/q.  Essendo però aumentata la resa ad ettaro,  le aziende agricole,percepiranno circa 1000€ ad ettaro in più rispetto al 2009; Ma la vera novità, molto importante per il mondo agricolo, è la fissazione della resa a 100 qli ad ettaro per il 2011 e 2012 ,fatto salvo la “forbice” relativa alla giacenze (200.000 e 240.000 hl), che permette alle aziende di avere delle certezze per gli anni futuri sia in termini di resa che di prezzo.”.

 

CIA

La parte agricola e quella industriale hanno raggiunto alla vigilia della vendemmia, nella tarda serata di ieri 6 settembre, dopo nove ore di trattativa, grazie anche alla mediazione dell' Assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, un accordo per la cessione delle uve Moscato. I trattori possono ora entrare nei filari e i vendemmiatori raccogliere i grappoli dorati che come ogni anno diventeranno Asti e Moscato d’Asti docg da vendere, speriamo nel migliore dei modi, in Italia e in tutto il mondo. L'accordo fissa in 9,65 euro/miriagrammo il prezzo (a cui bisogna sommare 70 centesimi di euro, sempre al miriagrammo che andranno alla parte agricola la quale potrà gestirli come valorizzazione del prodotto o tenerli in un fondo) e stabilsce in 105 q.li la resa per ettaro dell'uva Moscato bianco atta a diventare Asti docg e Moscato d'Asti docg (resa massima totale in vigneto: 120 q.li). Fissato anche il prezzo (9,8 euro/miriagrammo) per le vendemmie 2011 e 2012. Un aspetto fondamentale ed inedito dell'accordo è la modulazione delle giacenze. Le rese di uva per ettaro verranno stabilite obbligatoriamente in base alle giacenze. Se queste ultime supereranno i 240.000 hl le rese si ridurranno, se saranno comprese tra 200.000 e 240.000 hl le rese resteranno 100 q.li/ha mentre se scenderanno al di sotto dei 200.000 hl le rese potranno aumentare oltre i 100 q.li/ha. "E' stato un accordo molto sofferto – rileva la CIA del Piemonte - raggiunto dopo una lunga trattativa, durante la quale ci siamo confrontati ed anche scontrati con la parte industriale che ha tenuto fino all'ultimo una posizione molto rigida. In questo quadro l'accordo raggiunto è un buon compromesso tra opposte esigenze, anche se senza brindisi e strette di mano, come ha detto il Presidente di Assomoscato Giovanni Satragno. Se non altro porta nelle tasche dei contadini dai 600 ai 700 euro ad ettaro in più. Non è poco in un momento di crisi come questo con uve, come la barbera, che sono al di sotto della soglia di sopravvivenza. Far saltare l’accordo avrebbe significato pregiudicare anni di lavoro e mettere troppe incognite per il futuro”. Il Moscato è D.O.C.G. (denominazione di origine controllata e garantita) dal 1993 e interessa il territorio di 53 comuni per circa 10.000 ettari, distribuiti tra le province di Asti (circa 4000 ettari), Cuneo (4300 ettari), Alessandria (1500 ettari). L’uva Moscato è coltivata da oltre 6 mila famiglie. L'Asti Docg è lo spumante aromatico più venduto nel mondo e in assoluto lo spumante italiano più diffuso. Ne vengono prodotte circa 90 milioni di bottiglie.  

 

 

 

 

c.s.

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