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| 13 luglio 2011, 09:28

Preparare le valigie, che stress!

Preparare le valigie, che stress!

Questa non è una guida per preparare le valigie in maniera intelligente. Del resto il web è pieno di consigli, che sono prolificati dal 2001, da quando cioè, grazie ad un certo signor Bin Laden, se si vuole partire in aereo bisogna armarsi di santa pazienza e cercare di capire quello che si può e non si può portare, in che quantità e in che forma. Certo molto dipende dalla mèta. Se si va al mare, la classica frase è: basterà portare due straccetti. Come se al mare si fosse sempre andati indossando degli “straccetti”. Intanto si deve considerare “quale” mare.

Se è un posto del tutto nuovo, dove non ci conosce nessuno o se è la classica mèta annuale. In quest’ultimo caso non possiamo portare i due “straccetti” di cui sopra: occorre cambiarsi di anno in anno, non si possono indossare sempre gli stessi vestiti. Perché, si sa, le “madame” hanno una memoria fotografica. Sanno esattamente l'anno d'acquisto di “quel” costume, di “quel” vestito, che dopo un certo periodo di tempo “scadono”, e si possono indossare solo tra le mura della camera d'albergo o di casa, da “sfrandùn” - come si dice dalle nostre parti. Se invece la mèta marina è del tutto nuova, allora possiamo essere più rilassati, e mettere in valigia tutti i nostri capi preferiti, anche quelli un po' più vecchiotti purché in perfetto stato.

Se si opta per la montagna, per noi cuneesi la cosa si fa più semplice, perché basta che replichiamo, in scala ridotta, quello che indossiamo durante tutto l'anno. Certo che quando arriva il momento di pensare alla preparazione delle valigie non si è proprio felicissimi. O meglio: non vediamo l'ora di partire per le vacanze, ma se ci fosse il “fantasmino” che ci fa trovare tutto bello e che pronto, sarebbe meglio. Soprattutto se le si devono fare per tutta la famiglia. Pazienza per i bambini, è più che normale per le mamme che ci pensino loro. Ma sono le valige dei mariti che inquietano. Questi non sanno mai cosa metterci oppure, se lo sanno, di solito si tratta di cose completamente inutili. 

Conosco almeno una persona che era talmente angosciata dall'idea di fare le valigie per tutta la famiglia che ha rinunciato a più di un week-end di vacanza per non subire lo stress da preparazione del bagaglio. Quando si giunge al dunque del fatidico momento – che può essere fatto in largo anticipo oppure all'ultimo minuto – qualche attimo di panico inevitabilmente ci prende. Un consiglio che posso dare è questo: procedere con il ragionamento e confrontarsi con le esperienze degli anni passati. Ad esempio, quante paia di pantaloni, gonne e vestiti ci siamo portati e quanti invece abbiamo utilizzato? Colpa del tempo inclemente? Della compagnia che non ci ha coinvolto più di tanto in molte uscite serali, oppure perché non siamo riusciti praticamente ad utilizzare tutto quello che avevamo in valigia?

C’è anche da considerare il tipo di viaggio, se si tratta di una vacanza stanziale in qualche villaggio turistico o invece di un estenuante viaggio itinerante che comporta  spostamenti continui. La differenza è importante, perché se al limite si può fare qualche sacrificio, nel primo caso, portandosi appresso un bagaglio più voluminoso perché si tratta di uno spostamento unico anche se faticoso, nell’ipotesi del viaggio continuo è sempre meglio essere “leggeri” e funzionali per non trovarsi sotto stress proprio con problemi di valigie ingombranti, pesanti, difficili da sistemare durante gli spostamenti e con i vestiti o gli oggetti che non si trovano al momento del bisogno perché “nascosti” chissà dove.

Per esperienza, ultimamente, ho sperimentato una tecnica che funziona e con la quale mi sono trovata bene, sia sotto il profilo del viaggio che in quello dell’ansia da preparazione della valigia. Innanzitutto lo stretto indispensabile ed i vestiti il più possibile coordinati nei colori tanto da poterli abbinare comunque sempre tra di loro, sia nel caso ci si abbigli in maniera più leggera o più pesante. Un capo elegante perché “non si sa mai” e calzature molto selezionate nel numero, perché si sa quanto spazio occupano nella valigia :l’importante è che sia una scarpa collaudata in precedenza, ma soprattutto comoda (niente è più irritante e doloroso quando si indossano calzature nuove che provocano dolori e impedimenti agli spostamenti soprattutto quando si è lontani da casa per un viaggio).

Per finire, ecco allora il consiglio che mi permetto di suggerire visto che mi sono trovata benissimo. Se dobbiamo soggiornare in qualche località che non sia in mezzo ad un deserto, ma che invece ci permette di essere comunque a contatto con dei negozi, portarsi il minimo indispensabile e se poi, dovessimo aver bisogno di un capo che non abbiamo portato, o per un imprevisto dovuto ad una macchia o al danneggiamento di un vestito, approfittiamo di questa catene d’abbigliamento low cost  - che non sto ad elencarle perché ormai le conosciamo tutte e sono presenti praticamente in tutto il mondo. Per pochi euro ci si compra quello che occorre al momento e non è pesato in valigia fino a quell’istante; ci dona comunque allegria perché in fondo è sempre qualcosa di nuovo che acquistiamo e ci ha risparmiato mille pensieri al momento della partenza quando cioè abbiamo valutato se mettere un capo simile in valigia oppure no, e poi se capitiamo nella stagione dei saldi non dobbiamo neanche spendere un patrimonio per salvare la situazione d’emergenza che si è venuta a creare.

L’anno scorso mi è capitato di trovarmi a Firenze verso la fine dell’estate. Il tempo, da caldissimo ed afoso, è repentinamente cambiato con un forte vento e delle nubi che minacciavano qualcosa di più che un semplice acquazzone. Visto che sarebbe stato troppo lungo tornare fino all’auto per assicurarmi un adeguato riparo dall’eventuale temporale che si preannunciava, ma che avrebbe compromesso la visita alla città, non ci ho pensato un secondo e nel giro di pochi metri sono entrata in un negozio di una famosa catena d’abbigliamento spagnola. Una maglietta di cotone da 9,99 euro ed un ombrello tascabile da 6,99, quindi con poca spesa, mi sono regalata la tranquillità necessaria a proseguire il mio giro senza particolari apprensioni. Per la cronaca, quel giorno non ha piovuto e si è trattato solo di un temporale d’aria molto fredda, ma la maglia e l’ombrello li ho ancora adesso e, soprattutto, ho la convinzione che la mia teoria di viaggiare leggeri e comprarsi l’occorrente in caso di bisogno ha davvero funzionato.

Monica Bruna

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