/ 

In Breve

Che tempo fa

| 21 settembre 2011, 07:30

Per essere "trendy" l'inverno 2011 vi vuole rigorosamente in pelliccia... possibilmente finta, però!

Insieme con giacconi, stole, gonne, accessori o dettagli, sembrerebbe essere ovunque, proposta dalle grandi marche e anche da quelle low cost

Per essere "trendy" l'inverno 2011 vi vuole rigorosamente in pelliccia... possibilmente finta, però!

Sfogliando le riviste in questi giorni dalle pubblicità si evince che quest'inverno per essere “trendy” (parola che odio) si dovrà andare in giro tutte impellicciate. Con giacconi, stole, gonne, accessori o dettagli, la pelliccia sembrerebbe essere ovunque, proposta dalle grandi marche e anche da quelle low cost. Mai avuto una pelliccia e mai l'avrò, ma quelle sintetiche mi piacciono, mettono la coscienza a posto e sono decisamente meno care di quelle strappate ai poveri animali.

Al momento in finta-pelliccia ho solo un giaccotto che chiamo “Gardfield” perché ha gli stessi colori del pelo del famoso gatto dei fumetti. A dire il vero accenni di capi invernali facevano capolino fin da giugno, sia sulla carta stampata che nelle vetrine. E qui, la sottoscritta viene colta da ambasce ogni volta nel vedere accanto ai saldi estivi manichini con stivaloni, cappotti e maglioni che fa sentire ancora di più la caducità dell'estate.

Sebbene dopo un inizio stentato quest'anno la bella stagione si sia prolungata in fin dei conti anche oltre il dovuto, la situazione mette un po' di tristezza, soprattutto per chi ama il caldo e l’estate come la maggior parte di noi cuneesi che subiamo il freddo e le intemperie in percentuale maggiore che in altre parti d'Italia. L'osservare in prendisole e costume da bagno vetrine con manichini impellicciati fa anche riflettere sulla smania della corsa al consumismo partita dai (lontani) anni Ottanta. Ma non sono più quei tempi. La maggior parte delle persone ha ben altri pensieri che quello di comprarsi un cappotto a luglio. Caso mai ci penserà da novembre-dicembre in poi. Anzi forse meglio da gennaio, quando il cappotto in questione può costare anche la metà.

Quindi mi piacerebbe sapere statisticamente quanti maglioni vengono venduti da giugno a settembre. Per dire che questo genere di marketing non so quanto possa essere remunerativo. I colori dell'autunno a Cuneo si percepiscono prima che in altri posti. Sia per il freddo anticipato (solitamente si passa repentinamente dalla giacchetta al piumino da un giorno all'altro) ma anche dalla grande fortuna di abitare in una delle città con maggior verde pubblico pro capite. Che ci permette d'essere più a contatto con la natura e di poter percepire - sebbene con un po' di tristezza per il pensiero dell'avvicinarsi dei lunghissimi mesi invernali, freddi e bui, che detesto – in tempo reale la metamorfosi della natura.

Il crak-crak delle foglie secche sotto le suole delle scarpe, la prima folata di aria frizzantina che intirizzisce la punta del naso, sono cose che fanno la differenza rispetto all'autunno marino. Qui tanti alberi non perdono mai le foglie, il sole ingannatore si fa sentire ancora caldo ad ottobre, quando noi cuneesi siamo già passati alle sciarpe. Se non ci fosse il calendario a portata di mano, spesso può capitare di non distinguere l'autunno dalla primavera. E perciò che sofferenza, di ritorno da una calda giornata passata ad assaporare ogni minuto del calore ormai un po' intiepidito del sole settembrino, ritrovarsi in auto, in coda aspettando davanti al Tunnel di Tenda che il semaforo a tempo dia il via, e guardare sul cruscotto la temperatura esterna e vedere che è di dieci gradi in meno!

 

 

 

Monica Bruna

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium