È stata svelata ieri, sabato 1° febbraio, l'identità della Bela del Carlevé 2025.
Si tratta di Giulia Lintura, monregalese, classe 1999, che lavora come informatrice farmaceutica.
Dopo aver frequentato il Liceo delle Scienze umane a Piazza, si è laureata in Farmacia all’Università di Pavia.
"Ho un po’ seguito le orme di mia mamma, che è responsabile della Farmacia ospedaliera del ‘Regina Montis Regalis’ di Mondovì - evidenza Giulia.
Tra i suoi hobby, la moda – in particolare la parte beauty ed il make-up, il cinema, la musica ed i viaggi. Ama gli animali, soprattutto i gatti.

Il rapporto con il carnevale?
“Mi piace tantissimo sin da quando ero bambina, ricordo che partecipavo sempre con piacere, mi sono sempre travestita… anche se inizialmente, lo confesso, da piccola il Moro mi faceva un po’ paura! Poi ho continuato anche da grande, partecipando a gruppi mascherati e carri”.
Come hai accolto l’opportunità di essere la nuova Béla Monregaleisa?
“Con grande entusiasmo, mi sono confrontata con mia mamma, è stata lei a convincermi a dire sì!”.
Cosa ti aspetti dal carnevale?
“Tanto divertimento, spensieratezza, allegria. Noi con il nostro gruppo possiamo dare tanto, soprattutto ai bambini. Ma il carnevale a Mondovì ha anche una forte valenza sociale, che va sottolineata e valorizzata”.

Giulia infatti nel corso della sua presentazione ha lanciato, al proposito, un messaggio denso di significati, attualissimo, che vale la pena rileggere e riascoltare: “La leggenda del Moro che prese con sé la Bela Monregaleisa ci parla di amore, passione e mistero. È una storia che ha un lieto fine, con il Moro che dimostra tutta la sua umanità e voglia di pace. Ma oggi vorrei usare questa storia per accendere una luce su una realtà che troppo spesso viene ignorata. Le donne rapite in contesti di conflitto, vittime di violenza e sfruttamento, vivono una realtà drammatica che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Ogni giorno, in ogni angolo del mondo, ci sono donne che lottano per la loro libertà, per il loro diritto di esistere senza paura, per la possibilità di vivere una vita piena e autentica. In questo Carnevale, mentre ci abbigliamo di colori e sorrisi, facciamo anche un gesto di solidarietà. Ricordiamoci che la bellezza non deve essere solo un ornamento, ma deve tradursi in azione. Impegniamoci a dare voce a chi voce non ha, a sostenere cause che promuovono la dignità e i diritti delle donne. Ogni gesto, ogni parola, può essere un seme di cambiamento. Che questo Carnevale non sia solo un momento di festa, ma anche un'opportunità per riflettere su come possiamo essere parte attiva nella lotta contro ogni forma di violenza e ingiustizia. Celebriamo la vita, la libertà e la bellezza di ogni donna, affinché nessuna di noi debba mai più sentirsi rapita, abbandonata o sola, ma possa, al contrario, volare libera verso i propri sogni”.














