Sono rimasta orripilata dall'ennesimo comportamento inqualificabile dei cosiddetti “tifosi di calcio”, nella fattispecie idioti di nazionalità olandese che hanno devastato il centro storico di Roma vandalizzando, fra le altre cose, la fontana della Barcaccia del Bernini in piazza di Spagna. Si parla di oltre tre milioni di euro di danni, che nessuno risarcirà, tanto meno i club calcistici. Che poi fosse stato un episodio isolato. Invece no. Genny a' carogna è ancora ben presente nei miei ricordi, con la sua aria di sfida, da superuomo, che è riuscito a manovrare come burattini rappresentati delle istituzioni statali.
Quando vedo in tv i filmati di questi tizi, ubriachi, sfatti, dallo sguardo subumano, mi viene sempre da chiedermi se abbiano anche loro una famiglia, una madre, una moglie, una ragazza. Che cosa pensano, loro, quando vedono i loro mariti, fratelli, figli, prendere e partire tutti eccitati, perché c'è da menare le mani, spaccare la roba degli altri. Perché “chissenefrega” degli altri. Condivido il pensiero di Roberto Saviano e Michele Serra per i quali “le curve siano una proiezione del paese più che un suo corpo estraneo”. E' uno spaccato dell'Italia, la parte brutta, quella che tutti criticano ma alla fine sono in pochi a volerla contrastare, perché sotto, nemmeno tanto nascosti, ci sono interessi che fanno comodo a tanti.
Del calcio inteso come sport mi importa poco, non mi ha mai appassionata più di tanto, anche se da bambina poteva capitare che mio padre mi portasse nelle sedi del Torino o della Juventus, e alcuni dei calciatori delle squadre torinesi degli anni d'oro sono anche passati da casa nostra. Di quegli anni ricordo anche alcuni giornalisti (scrittori) che scrivevano di sport facendo della letteratura, come Gianni Brera o Giovanni Arpino.
Non ci sono mai riuscita ad entrare dentro alla mentalità dei tifosi. Di conseguenza, guardo a loro come facenti parte di una specie aliena, che rispetto, ma non comprendo. In realtà, è tutto quello che il calcio si trascina dietro, a impedirmi di poter anche solo prendere in considerazione la possibilità di starci dietro. Quello che molto superficialmente vedo, oltre allo sport puro e semplice, è il carrozzone di soldi, interessi, magna-magna, criminalità, violenza, scandali, che prolifera e contro il quale c'è poco da fare.
Presidenti di club e di federazione con delle facce (e forse non solo quelle) da malavitosi, che parlano in un italiano stentato come se fossero riusciti ad arrivare a malapena alla quinta elementare, magari inserendo nei loro discorsi frasi razziste da far venire i brividi, gente che ti chiedi come possa essere arrivata fino alla poltrona del posto di comando se non grazie ad un retroterra popolato da altri personaggi rozzi, ignoranti, diventati ricchi non si sa come, né grazie a chi.
Ed in mezzo a tanta schifezza, a salvare un mondo che si sta auto-distruggendo, resistono, per fortuna, ancora i tifosi genuini. Papà con i figli, signore e signori anziani, teneri supporter sfegatati della squadra che seguono da una vita.
Madama Mariuccia e il signor Ezio: ce la faranno a reggere nonostante Genny?




