Gentile Direttore,
“Lo scorso anno l’abbiamo intitolata, quest’anno la chiudiamo!”
Questo il mio primo pensiero quando, a febbraio, è emerso il "problema scuola" a Ronchi.
Certo, far partire due pluriclassi per cinque classi non era sostenibile e, nel cercare il meglio per i nostri figli, siamo disposti a far sacrifici. Certo era un peccato chiudere una scuola “bella” come quella di Ronchi, dove sono stati spesi tanti soldi pubblici per rimodernarla, cambiare i serramenti, metterla in sicurezza, con una palestra nuova dove i nostri figli potevano, finalmente, far ginnastica come si deve. Ma ci dissero che il plesso non era sufficientemente capiente per il numero di bambini.
Io, da cittadina che si fida delle istituzioni, ho pensato che chi di dovere avesse valutato tutti gli aspetti e, nella fiducia, ho accettato di iscrivere i miei figli altrove. Poi la constatazione del primo problema: le due frazioni ospitanti avrebbero dovuto occuparsi di far partire una mensa per i giorni di rientro.
Apprezzo molto gli sforzi fatti, immagino il tempo e le energie spese per organizzare il tutto, ma, per me che ho cinque figli, il costo per la mensa privata che è stata proposta non è accessibile. Inoltre, in entrambe le scuole, la mensa è fuori dall’edificio scolastico, addirittura in una frazione i bimbi devono attraversare la strada per raggiungerla. A Ronchi, da sempre, la mensa è presente a scuola per l’asilo, è gestita dalla markas e pertanto le famiglie pagano in base al proprio ISEE.
Poi il mio figlio più piccolo va a vedere la sua futura scuola (Roata Rossi) e torna dicendomi “è bruttissima, mamma, è tutta rotta”. Ovviamente gli dò il peso che si dà ad un bambino di sei anni; poi, però, mi confronto con i genitori della futura prima che sono andati a visitare la scuola, e, anche loro, esprimono scetticismo rispetto ad un plesso dove non sono ancora stati fatti lavori di manutenzione, dove non sono presenti scale antincendio e porte di emergenza (perché “non necessarie”), dove il sotterraneo, che a Ronchi non è stato considerato agibile, viene regolarmente usato.
Allora mi chiedo realmente se tutti i fattori sian stati valutati da chi di competenza, perché io spero di vivere in un posto dove l’influenza politica non conti più dell’obiettività e dove, prima di tutto, si metta il bene dei nostri figli e non i meri interessi di qualcuno.
Adesso ci dicono che il plesso di Roata Rossi verrà ristrutturato, ma tutti sappiamo che, nel giro di pochi anni, di queste tre scuole ne rimarrà una sola e io mi chiedo con che criterio vengano spesi tanti soldi pubblici forse sarebbe opportuno un progetto lungimirante, che tenga conto del futuro, prima di attuare degli interventi e spendere altri soldi.
Sono consapevole che, ormai, la macchina è avviata ed il prossimo anno questo plesso non verrà usato per le elementari, ma mi aspetto, anche a fronte delle iscrizioni meno numerose del previsto e del fatto che il numero di bambini è in calo ogni anno, che tutti gli aspetti vengano valutati in futuro, cercando il bene dei nostri figli. Questa lettera va oltre il campanilismo: io credo fortemente nella collaborazione tra le frazioni, penso che sia l’unica strada percorribile, proprio per questo dobbiamo tener conto delle risorse che abbiamo, dove le abbiamo, ed utilizzarle al meglio.
Grazie,
Chiara Rosso


