Le api, attraverso la produzione di miele, propoli e pappa reale, aiutano a migliorare lo stato di salute delle persone e, con la loro attività di impollinazione, contribuiscono a mantenere l’equilibrio nel sistema rurale e alla salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi. Ma, spesso, devono affrontare fenomeni climatici imprevedibili e, qualche volta, un sospetto uso improprio dei trattamenti con prodotti chimici di alcune colture agricole, e non solo, durante il periodo primaverile di piena fioritura. Nonostante, su quest’ultimo fronte, ci siano delle Leggi regionali che lo vietino. Anche quest’anno, come segnalato dall’Associazione Aspromiele, alla quale aderiscono oltre 3.000 apicoltori piemontesi, sono diversi i casi in cui si assiste a una strage del prezioso insetto (clicca qui).
Ogni tanto, però, ci sono delle buone notizie grazie all’impegno di chi è consapevole dell’importanza strategica delle api per la natura e cerca di impostare in modo conseguente le lavorazioni nei campi.
Il progetto è stato ideato dall’Organizzazione dei Produttori Ortofruit Italia di Saluzzo del presidente Domenico Paschetta, che associa oltre 500 aziende ortofrutticole della provincia di Cuneo. Lo hanno portato avanti, con grande capacità e competenza, i tecnici della struttura. Il percorso si è avviato lo scorso dicembre e lo hanno “sposato” una trentina di imprenditori Ortofruit dell’intera “Granda, ma in particolare del Saluzzese e dell’area Bisalta, i cui terreni sono occupati soprattutto da impianti di ciliegi, mirtilli, lamponi e fragole.
“In quel mese - spiegano i tecnici dell’Organizzazione - abbiamo svolto un corso teorico, finanziato attraverso i fondi del Programma di Sviluppo Rurale (Psr), con l’obiettivo di sensibilizzare ancora di più i partecipanti sulla necessità di rispettare e di aiutare le api, ma anche di incrementare la presenza degli insetti utili che combattono quelli dannosi per le colture. Evitando in questo modo, totalmente naturale, di usare sostanze chimiche per limitare i danni provocati dai parassiti e l’insorgenza di malattie negli impianti di frutta. Infatti, i predatori “buoni” hanno in quelle erbe lo spazio ideale per vivere e proliferare”.
Il tutto come si è tradotto in pratica? “Abbiamo proposto di realizzare, negli spazi tra le file di ciliegi, mirtilli e lamponi e nelle strisce attorno e vicino ai campi di fragole, la semina di una miscela di erbe che fioriscono in successione dalla primavera all’autunno. Così da attirare e incentivare la presenza di api e insetti utili durante una buona parte della stagione produttiva. Con l’azienda Arcoiris di Modena, produttrice di sementi biologiche, si è condiviso la scelta di oltre venti specie di erbe che si adattassero nel modo migliore alla nostra realtà climatica e alla composizione dei nostri terreni. Ortofruit ha acquistato tre quintali del mix di sementi che poi ha fornito agli imprenditori soci interessati al progetto. Attraverso questa tecnica sono stati coperti 10 ettari di superficie”.
Le aziende hanno provveduto alla semina delle erbe durante l’inverno e nel periodo iniziale della primavera. Ora le prime specie stanno già regalando straordinarie immagini delle loro fioriture. In particolare la senape, con il suo giallo intenso. Quadri d’autore che solo la creatività di Madre Natura riesce a dipingere e che, spesso, incuriosiscono chi passa vicino ai campi per quella strana fioritura accanto alle coltivazioni.
“Alcune aziende - affermano i tecnici - oltre a offrire la vegetazione agli insetti utili per crescere, hanno deciso di ospitare nei loro terreni le arnie in modo da rendere disponibile più nettare alle api. Altre, invece, hanno scelto solo il vantaggio di avere una maggiore quantità di insetti utili pronti a “lavorare” vicino alle colture. Ma, comunque, di quei fiori si nutrono anche le api che provengono da alveari più lontani. Fornendo tante varietà di fiori e molta vegetazione i campi diventano più attrattivi e la presenza dei piccoli animali aumenta in modo considerevole. Così si aiutano le api e con gli insetti utili si tutelano le colture e l’ambiente”.
I trattamenti chimici vengono ridotti al minimo? “Durante il periodo della fioritura primaverile già comunque non si possono effettuare per Legge. Poi, certo nei mesi successivi la maggiore presenza di insetti utili consente anche di diminuire in buona parte, se non di eliminare del tutto, l’uso della chimica nelle coltivazioni e di permettere alla natura di fare il suo corso”.
Quali sono i vantaggi per le colture? “Essendoci più insetti impollinatori si ricava una maggiore quantità di frutta prodotta, ma, soprattutto, senza usare i trattamenti, la qualità è decisamente migliore”.
E per le api? “Nel periodo di piena fioritura delle colture e delle erbe possono trovare abbondanti quantità di nettare. E quando ciliegi, mirtilli, lamponi e fragole sono all’inizio o alla fine del ciclo i fiori delle erbe integrano il loro nutrimento. Un modo per aiutarle concretamente nella raccolta da portare all’alveare”.
Le erbe, dopo aver concluso il ciclo di vita, non vengono lasciate al loro destino? “No, perché abbiamo anche lavorato sull’aspetto della tecnica colturale. Infatti, dopo la semina e la fioritura non vanno abbandonate, ma curate ancora con attenzione attraverso degli sfalci controllati. In modo da non eliminarle totalmente, ma creare le condizioni per farle ricrescere negli anni successivi”.
E POI CI SONO LE ERBE OFFICINALI…
Il progetto Ortofruit si è arricchito di un’altra parte sperimentale. Su un campo di mirtilli di un paio di ettari, nel Comune di Cuneo, in porzione minima è stata utilizzata la miscela di erbe multifloreali, ma soprattutto, accanto alle file del piccolo frutto, hanno trovato posto una decina di essenze officinali. A suggerire le varietà di queste ultime da usare e, poi, a fornirle è stato il vivaio Stenca di Camerana.
“Si tratta - dicono i tecnici Ortofruit - di un ulteriore passo in avanti in quanto la loro fioritura alternata, rispetto alle altre erbe, è continua da aprile a settembre. Termina una, inizia l’altra. Questo perché, essendo a dimora vicino al mirtillo e non tra le file della coltura, nei periodi estivi siccitosi, ad esempio, le officinali sfruttano l’irrigazione fornita al piccolo frutto. In questo modo pensiamo che ci dovrebbero essere dei vantaggi ancora più importanti per api, insetti utili e la stessa coltivazione”.
UN BILANCIO DEL NUOVO PERCORSO
Sottolineano i tecnici Ortofruit: “I primi risultati concreti dell’attività li avremo alla fine di questa stagione. Per cui, allora potremo tracciare un bilancio complessivo di come è andata la sperimentazione e se le aziende sono state soddisfatte. Siamo comunque molto fiduciosi che si possano ottenere degli esiti positivi. L’adesione ottenuta dalle aziende quest’anno è già stata buona, ma certo il sogno sarebbe quello di ampliare l’iniziativa, per gradi, al maggior numero possibile di soci Ortofruit. Se tutti gli anni riuscissimo a incrementare il numero di imprenditori che credono nel progetto e lo vogliono provare è molto importante perché così ne avrebbero dei vantaggi le stesse aziende con le loro colture, le api e l’ambiente. Salvaguardare la natura, infatti, è l’unica strada da percorrere con l’obiettivo di costruire un futuro sostenibile per tutti”.










































