“La progressiva riduzione del 20% annuo fino all’eliminazione dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per l’energia elettrica prodotta dagli impianti a biogas e a biomassa di origine agricola rischia di mettere in ginocchio il settore. Negli anni, intorno a questi investimenti si sono strutturate filiere sostenibili in grado di generare economia circolare e di dare un contributo concreto alla decarbonizzazione. Chiediamo, pertanto, che la norma venga rivista senza però generare impianti di ‘serie A’ e altri di ‘serie B’: tutti quelli di potenza fino a 999 KW devono essere tutelati, compresi quelli nati seguendo il modello dell’aggregazione tra imprese. C’è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo fissato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) di produrre, entro il 2030, il 63% di energia elettrica con fonti rinnovabili. Attualmente, infatti, siamo al 42% e non comprendiamo perché si decida di interrompere un modello virtuoso e programmabile, a differenza di altre energie alternative (tipo eolico e solare). Servono, infine, regole certe per pianificare gli investimenti aziendali: anche la ventilata ipotesi di un rinvio dei tagli ai PMG ai prossimi anni non ci vedrebbe soddisfatti perché non garantirebbe prospettive al settore e rallenterebbe non poco il percorso sulla sostenibilità avviato dalle aziende agricole e sempre più importante anche per l’accesso al credito secondo i parametri ESG”.
Queste le richieste avanzate dal presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia, direttamente al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento “DL Bollette: a rischio il comparto biogas e biomasse di origine agricola” che l’associazione agricola, in collaborazione con il Consorzio Monviso Agroenergie (CMA), ha organizzato venerdì 30 gennaio a Cavallermaggiore.
Un appuntamento che ha visto la presenza di centinaia di aziende agricole e operatori del settore e che si è aperto con la visita all’azienda zootecnica “La Gaia” della famiglia Camisassi che, in località Trebbiè, alleva oltre 700 capi bovini di cui circa 350 in mungitura all’interno di una struttura all’avanguardia e progettata per assicurare un elevato livello di benessere animale. L’azienda è dotata dal 2017 di un impianto a biogas.
A seguire i partecipanti si sono trasferiti a “Le Cupole” per il convegno sul tema oggetto dell’iniziativa che ha analizzato le criticità contenute nella bozza del Decreto-legge “Bollette”. Il momento, inaugurato dei saluti istituzionali di Enrico Allasia e del presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Crosetto, è entrato nel vivo con l’approfondimento “Il biogas elettrico – Una risorsa essenziale per l’agricoltura italiana” a cura di Andrea Chiabrando, direttore tecnico del Consorzio Monviso Agroenergie. “Il biogas elettrico – ha precisato nel suo intervento - non serve solo a produrre energia rinnovabile, ma è anche uno strumento fondamentale per aiutare l’agricoltura, proteggere l’ambiente e ridurre le emissioni inquinanti. Grazie agli impianti di biogas, gli scarti agricoli e i reflui degli allevamenti vengono recuperati invece di diventare un problema. Questo permette di: ridurre cattivi odori e inquinamento, tagliare le emissioni di gas serra (oltre l’80%), produrre fertilizzanti naturali, riducendo l’uso di prodotti chimici e creare un sistema di economia circolare, dove nulla viene sprecato”.
Il sistema dei Prezzi Minimi Garantiti è stato definito con un percorso condiviso e presenta indubbi vantaggi perché collegato ai costi reali di gestione. Nel 2024 con l’avvio del PMG l’Italia ha deciso di non disperdere il patrimonio del biogas elettrico agricolo e nel 2025 il Decreto PNRR Pratiche Ecologiche ha finanziato l’efficientamento degli impianti biogas. Quindi gli operatori hanno avviato gli investimenti, adeguando gli impianti alle norme ambientali con copertura delle vasche di stoccaggio e delle platee del solido.
Nei prossimi anni, una parte degli impianti potrà essere convertita alla produzione di biometano, ma occorre continuare a sostenere il biogas elettrico con un sistema che aiuti gli impianti a restare economicamente sostenibili e a investire. Eliminare questi sostegni senza alternative metterebbe a rischio il settore, causando chiusura di impianti, perdita di posti di lavoro, disagi nella gestione dei rifiuti agricoli con possibili impatti ambientali.
In video collegamento il ministro Gilberto Pichetto Fratin, che nel pomeriggio ha incontrato una delegazione di allevatori e i vertici di Confagricoltura, ha assicurato il suo impegno per tutelare biogas e biomasse di origine agricola, garantendo di discutere il tema insieme ai colleghi di governo la prossima settimana.
Nella tavola rotonda successiva si sono alternati Paolo Balocco, responsabile direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Elio Dinuccio, professore associato DISAFA dell’università di Torino, Alessandro Bettoni, presidente Nazionale della FNP Bioeconomia di Confagricoltura, e Sebastiano Villosio, presidente Consorzio Monviso Agroenergia. Tutti, a loro modo, hanno sottolineato da un lato l’importanza del biogas per un’agricoltura multifunzionale e moderna, in grado di trasformare i reflui da problema a risorsa per le aziende e per l’ambiente e, dall’altro, la necessità di avere regole e tempi certi per poter programmare il futuro del settore.
“L’impianto di biogas – ha sottolineato Sebastiano Villosio, presidente del Consorzio Monviso Agroenergia – trasforma i reflui zootecnici in energia elettrica, creando circolarità e sostenibilità ambientale. Inoltre crea una parte di reddito che sostiene la zootecnia e la cerealicoltura e quindi è complementare e simbiotico all’azienda agricola. Per le aziende il prezzo minimo garantito dell’energia da biogas non è un incentivo, ma una componente strutturale dell’attività agricola e per questo va mantenuto”.
Le conclusioni sono state affidate all’intervento di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di garantire le sicurezze tanto in Italia quanto in Europa, e in particolar modo sono due le sicurezze fondamentali per i cittadini: la sicurezza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari e chi meglio degli agricoltori contribuiscono in maniera significativa al raggiungimento di questi obiettivi? Quindi occorre, da una parte, investire in agricoltura per dare ovviamente a tutti la disponibilità di cibo di qualità ad un giusto prezzo, ma dall’altra servono garanzie per continuare a produrre energia elettrica di origine agricola, considerando che oggi il contributo che gli agricoltori danno all’approvvigionamento di energia elettrica in Italia è del 10%, con una fonte 100% italiana e in grado di migliorare la qualità dell’ambiente. Ringraziamo, quindi, il ministro per le sue parole e rassicurazioni e lo sosteniamo in quello che sarà il dialogo con i suoi colleghi di governo, ma come Confagricoltura restiamo in pressing sul tema e vigileremo affinché la bozza del decreto venga modificata e tenga conto di quelli che sono gli interessi degli agricoltori”.












![Bollette sempre più alte anche a Cuneo: guerra e speculazione i responsabili? [VIDEO] Bollette sempre più alte anche a Cuneo: guerra e speculazione i responsabili? [VIDEO]](https://www.targatocn.it/typo3temp/pics/b_040319ea77.jpg)

