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Il Punto di Beppe Gandolfo | 14 dicembre 2020, 07:00

Moncenisio come Roma

Capisco quanto sia difficile fare normative valide per un territorio così diversificato come quello italiano, ma bisogna cercare di essere realisti e magari decentrare le decisioni.

Moncenisio come Roma

Non so da quanti anni non si insegna più la geografia nelle scuole superiori italiane, ma – evidentemente – chi ha redatto gli ultimi Dpcm non è proprio ferrato sulle caratteristiche del territorio italiano.

Altrimenti come avrebbe potuto sostenere che il 25, 26 dicembre e il 1° gennaio non ci si potrà muovere dal proprio comune di residenza.

Qualunque esso sia.

Cioè, Moncenisio vale Roma. Il più piccolo comune italiano con 33 abitanti e 4,5 chilometri quadrati di estensione è equiparato alla Capitale che conta quasi 3 milioni di abitanti e un territorio di 2200 chilometri quadrati. Per spostarsi da Grottarossa, uno dei quartieri romani più a nord, fino alle Cecchignola, a sud, occorre fare 34 chilometri. Da Moncenisio al comune confinante di Venaus un chilometro e mezzo scarso.

Non importa. È vietato a Moncenisio come a Roma. Lo stesso dicasi per Bosia (provincia di Cuneo, 180 abitanti e 5,5 chilometri quadrati) paragonato a Milano (1 milione e mezzo di abitanti su un territorio di 181 km quadrati). Idem per Passerano Marmorito (nell’ Astigiano con i suoi 400 abitanti su una superficie di 12 km quadrati) paragonato a Napoli (poco meno di un milione di abitanti su 120 km quadrati).

Capisco quanto sia difficile fare normative valide per un territorio così diversificato come quello italiano, ma bisogna cercare di essere realisti e magari decentrare le decisioni. Sicuramente chi governa il territorio avrebbe saputo legiferare meglio. Magari prendendo in considerazione le comunità montane, le province, o raggruppamenti di comuni. Giusto evitare assembramenti, spostamenti vista l’attuale – ancora grave – pandemia. Ma anche se, nel giorno di Natale o il Primo dell’Anno, si muovessero in massa tutti i 70 residenti di Moncenisio (eventualità assai improbabile) verso Venaus non credo che ci sarebbero i problemi che si creeranno quando a Roma si sposteranno – a frotte – da Tor Bella Monaca verso via Margutta, piazza San Pietro o via Del Corso.

Ci vorrebbe più buon senso: in chi ci governa e nella cittadinanza. 

Buon senso? Un bene prezioso. Speriamo Babbo Natale ce ne porti tanto per il 2021.

Beppe Gandolfo

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