/ Economia

Economia | 17 aprile 2021, 12:00

Merlo pro-vax: “Per le inoculazioni in stabilimento siamo pronti. Ai miei dipendenti dico ‘Vaccinatevi’”

E sulla ripresa il numero uno dell'azienda di San Defendente dopo oltre 70 anni di esperienza professionale lancia un monito: "Uniamo le forze. Imprenditori e categorie tutte per poter riprendere le nostre quote di Pil e di indebitamento regolare. Ma questo non si potrà fare senza sacrificio. Senza questo sacrificio pagheremo in futuro tanti interessi. Non ci deve spaventare questo periodo"

Merlo pro-vax: “Per le inoculazioni in stabilimento siamo pronti. Ai miei dipendenti dico ‘Vaccinatevi’”

La strada della ripartenza, anche economica, passa per il vaccino. Ne è convinto Amilcare Merlo, 86 anni fondatore e presidente della Merlo S.p.a. di San Defendente di Cervasca. Realtà economica tra le più importanti della provincia e che è pronta a vaccinare tutti i suoi 1.440 dipendenti. E, qualora fosse necessario, anche le loro famiglie.

Il titolare dell’azienda, leader mondiale nella produzione di sollevatori telescopici, si dichiara in tutto e per tutto “pro-vax” ed è disposto a fare in modo che lo siano anche i lavoratori alle sue dipendenze. Nei prossimi giorni arriverà la comunicazione aziendale interna che spiegherà quella che è la politica pro-vaccino nello stabilimento di via Nazionale.

“Vorremmo raggiungere il più alto tasso possibile di vaccinazioni – spiega a Targatocn.it il Cavalier Merlo – Non sappiamo ancora dire precisamente quando partiranno le inoculazioni all’interno dello stabilimento, ma siamo pronti a farle in qualsiasi momento. Desideriamo fortemente che questa operazione sia gratuita per i nostri collaboratori e venga intesa come un momento di lotta comune verso un ‘nemico’ che si chiama virus. Da mesi stiamo lavorando in questa direzione, da ancora prima che il vaccino arrivasse sul mercato. Saremo pronti a operare con due medici, ma anche quattro dovesse essere necessario.”

Lo dice con cognizione di causa. Dopo aver ricevuto un mese fa la seconda dose che garantisce un’importante arma nella lotta al Sars-Cov2.

“Non ho avuto la benché minima reazione – spiega il numero uno della Merlo – Ringrazio chi me lo ha fatto. Solo così possiamo vincere questa battaglia.”

Da 72 anni Amilcare Merlo opera in questo settore, da quando aveva 14 anni. Era il 1948 in pieno dopoguerra. Anche in quel frangente c’era la necessità di ricostruire il paese dalle sue ceneri. E secondo il presidente della Merlo S.p.a, l’ultimo anno della pandemia non è stato il momento più buio.

“Ci sono stati tanti periodi complicati. Ciclicamente si ripresentano – racconta a Targatocn.it – Ad esempio ricordo il 1985 come un anno difficile per la nostra economia. Quella che stiamo vivendo forse è la più universale, in quanto il dolore ci accomuna tutti, al di là degli aspetti economici. Ma dall’altra c’è il beneficio della comunicazione, di poter dialogare con chi è dall’altra parte del mondo in pochi secondi, di avere sistemi di comunicazione ultra rapidi. Questo favorisce in maniera esponenziale, rispetto a un tempo, chi vuole operare all’estero o ha intenzione di ampliarsi con mercati esteri. Quello che è importante è essere pronti. Adesso, come 50 anni fa, chi vuole lavorare con l’estero si deve organizzare prima. Non può pensare che si ferma perché c’è un virus.”

“Ci sono dei denominatori comuni oggi come ieri –
aggiunge – Il mondo continuerà a mangiare, ad utilizzare le macchine e treni, sempre di più. Per questo motivo bisogna essere ottimisti. In un’epidemia è molto difficile. Ma è lì che si vedono le persone e gli imprenditori capaci. Quello che è vero è che l’epidemia ha messo in evidenza le carenze organizzative a livello paese. Ma ora dobbiamo batterci il petto e restare uniti.”

“Uniamo le forze
– dice come un monito il numero uno della storica azienda cervaschese – Imprenditori e categorie tutte per poter riprendere le nostre quote di Pil e di indebitamento regolare. Ma questo non si potrà fare senza sacrificio. Senza questo sacrificio pagheremo in futuro tanti interessi. Non ci deve spaventare questo periodo. Abbiamo tutti i numeri per uscirne. E molti degli strumenti per uscirne partono dalla scuola che deve insegnare l’ordine, la crescita personale e il raggiungimento degli obiettivi. Già a partire dalla scuola elementare.”

Ricorda i giorni bui della Seconda Guerra Mondiale.

“Ho cominciato a lavorare con i tedeschi che avevano sequestrato la forgia di via Amedeo Rossi a Cuneo di mio padre – spiega Amilcare Merlo – E posso dire che i tedeschi allora erano gli invasori. Quelli che operavano nell’azienda di mio padre mi consideravano come un figlio, una mascotte. Già allora ho imparato a capire che il mondo non è solo fatto di buoni e cattivi, ma ognuno di noi ha una doppia anima. Bisogna cercare di tirare fuori la parte bella dalle persone, poi sarà tutto più facile.”

“E sul vaccino
– conclude Merlo – non possiamo essere in scontro. Nessuno può vincere campionati in una squadra al contrasto.”

Daniele Caponnetto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium